Petizioni
Cinema Manzoni: un bene comune di Milano da salvare
Roberto Escobar rinnova l'appello a salvare lo storico cinema milanese
Pubblicato: 15/05/2014 09:58:00

MILANO - Come la sventurata Ermengarda del suo eponimo, il Cinema Manzoni non è in buona salute.
Sono uno dei primi firmatari della petizione promossa da un gruppo di cittadini per salvarlo dalla trasformazione in spazio commerciale.
Con un ulteriore grido di dolore, la cittadinanza attiva e sensibile alle istanze culturali segnala al Comune, con ben più di un migliaio di firme, l’urgenza di fermare un infausto progetto di riconversione – chiamiamolo pudicamente così – analogo a quello che ha riguardato altre grandi e storiche sale cinematografiche del centro città (Capitol, Astra, Corso, Excelsior) all’insegna della massimizzazione del profitto indotta prevalentemente dalla moda – sempre che sia vero....
Anche in questo caso la proprietà (Prelios, ovvero Pirelli RE) intende ristrutturare lo spazio in pieno contrasto con la destinazione cinematografica della sala, rinnegando la storia di questo “bene comune”, il primo cinema milanese dotato del cinerama. Spetta all’Amministrazione Comunale fermare questa ennesima devastazione del patrimonio artistico e culturale e riportare nel centro di Milano il servizio ai cittadini che una grande sala cinematografica può offrire con una programmazione accurata e virtuosa.
Il 5 maggio 2013 il collettivo Macao aveva celebrato il proprio primo compleanno, esattamente un anno dopo l’occupazione della Torre Galfa, invadendo pacificamente e simbolicamente questo spazio abbandonato, ma neppure questo segnale forte è riuscito a trovare ascolto, forse perché si preferì sottolinearne l’aspetto di illegalità anziché intenderlo come vigoroso stimolo alla riflessione.
E’ sorprendente la diversità tra l’orientamento attuale dell’Amministrazione Comunale e quello seguito nell’immediato secondo dopoguerra: quando il teatro ottocentesco di piazza San Fedele fu distrutto dai bombardamenti del 1943 la città reagì con la costruzione di un nuovo spazio, appunto il Manzoni (aperto nel 1950), mentre ora si rinuncia improvvidamente a questo stesso luogo e alla sua destinazione culturale!
Le considerazioni sull’opportunità di preservare una architettura d’avanguardia per la fine degli anni Quaranta sono di competenza della Sovrintendenza, che però si ritrova inerme con il venir meno del vincolo monumentale in seguito a un ricorso della proprietà. Tuttavia, restano valide le considerazioni sul ruolo di servizio ai cittadini che un “bene pubblico” è chiamato a svolgere. Dunque, sollecito l’attenzione del Comune e invito a sottoscrivere la petizione all’indirizzo http://www.cinemamanzonibenecomune.com/

di Roberto Escobar (Docente di Filosofia Politica e Analisi del linguaggio politico all'Università degli Studi di Milano, collabora con L'Espresso come critico cinematografico)

Commenti:
commento di klement lasciato il 10/08/2015 alle 10:15
Se è di proprietà privata, non serve il puro slogan del bene comune, ma occorre invece una partecipazione effettiva pure finanziaria. A Pavia il Cinema Politeama è stato salvato includendolo nella Fondazione Teatro Fraschini grazie a un finanziamento bancario
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