Cinema
La crisi taglia anche i film: non si farà più "Cannes e dintorni"
Stop alla rassegna dopo vent’anni
Pubblicato: 18/04/2014 11:00:00

MILANO - Ciak, si taglia. Cannes si allontana da Milano, che spegne i riflettori sulle proposte del festival cinematografico più importante d’Europa, annullando l’edizione 2014 di “Cannes e dintorni”. Motivo? Il solito, ormai un ritornello: non ci sono soldi. Anche se questa volta, dice Stefano Losurdo, che è segretario dell’Agis lombarda ed è stato tra gli ideatori di “Cannes e dintorni”, non si tratta di «puntare il dito su questo o quell’individuo o istituzione: i tempi sono di crisi, e la cultura purtroppo paga». Principale sponsor pubblico era la Provincia, la cui situazione però non lasciava sperare nulla di buono per quest’anno. Così, gli organizzatori hanno anticipato i tempi e hanno scritto all’assessore provinciale alla cultura Umberto Novo Maerna. «Il mese scorso - dice Maerna - ho ricevuto una lettera in cui l’Agis annunciava che non ci sarà quest’anno “Cannes e dintorni”. Punto. Nessuno mi ha chiesto se pensavo di rinnovare la sovvenzione. Certo, noi comunque dobbiamo ancora approvare il bilancio...».

Così chiude una manifestazione che da quasi vent’anni portava a Milano (e poi a Roma) una selezione di pellicole della prestigiosa passerella francese, trenta o quaranta titoli che arrivavano nelle sale milanesi nel giro di meno di un mese dal festival, permettendo a cinefili e appassionati di vedere opere interessanti in anteprima e anche film che non sarebbero mai passati in Italia.
Una finestra privilegiata sul cinema, una rassegna che era stata pensata nel 1995 da Losurdo assieme a Lionello Cerri e Daniela Benelli, allora assessore alla cultura in Provincia, per compensare la carenza di uscite cinematografiche nei mesi estivi: «Le sale non proponevano più nulla fino a settembre, invece noi portavamo a giugno i film presentati a Cannes in maggio, una bella mossa, piacque subito al pubblico», ricorda Losurdo. E che comportava anche molto lavoro (chiedere i diritti per i film da proiettare, farli tradurre e sottotitolare, organizzare vendite di biglietti e proiezioni nelle varie sale milanesi) e molte spese. Che venivano coperte da diversi sponsor, pubblici, come la Provincia di Milano, e privati, «oltre al notevole contributo che veniva dai biglietti», continua Losurdo. «L’anno scorso ne abbiamo venduti 12 mila e hanno coperto la metà abbondante dei costi».
Nel corso degli anni, però, le sovvenzioni si erano ridotte, e ormai si era lontani dalla somma di 90mila euro, «indispensabile per far funzionare la cosa ». «Peccato», è il commento unanime di Cerri e Benelli, anche perché non era stato facile convincere all’epoca gli organizzatori di Cannes, e riuscirci era stata una bella vittoria. «Purtroppo, se si smonta un meccanismo così, poi è difficile rimetterlo insieme».

di Mariella Tanzarella

Fonte: repubblica milano
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