Bernardino Luini e i suoi figli: una saga lunga un secolo
Palazzo Reale dal 10 aprile al 13 luglio 2014
Pubblicato: 13/04/2014 12:44:00

MILANO - Dopo un silenzio durato quasi cinquant’anni, Bernardino Luini torna protagonista di una mostra, e lo fa in grande stile. Il pittore di Dumenza, chiamato però da tutti “di Luino”, è il centro di una esposizione come da tempo non se ne vedevano, con 200 opere esposte per chiarire a tutto tondo una personalità significativa ma discussa, soprattutto per la mancanza di dati certi che caratterizza la biografia dell’artista.
Da giovedì 10 aprile sarà possibile scoprire Bernardino, i suoi figli e la sua bottega, le influenze illustri che lo ispirarono (Leonardo, Bramantino, i veneti, persino “un certo che” di Raffaello) e più in generale cosa succedeva a Milano e dintorni agli inizi del ’500.
Quello sviluppato in mostra è un percorso ricco e vario, che oltre a moltissime opere del Luini, presenta anche il lavoro dei suoi contemporanei più famosi, Vincenzo Foppa, Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto e molti altri, che spesso giocarono un ruolo chiave nel definire l’estetica artistica milanese.
Un percorso lungo quasi un secolo, che dalla prima opera di Bernardino, datata 1500, arriva a coprire anche le orme del figlio Aurelio, vero continuatore dell’attività di bottega, se pur già contaminato da quel Manierismo che stava dilagando nella penisola.
La mostra occuperà l’intero piano nobile di Palazzo Reale, e si concluderà in maniera scenografica nella sala delle Cariatidi, presentando, in alcuni casi per la prima volta, tavole, tele, affreschi staccati, arazzi, sculture, disegni e prove grafiche.
Oltre a prestiti milanesi, con opere provenienti da Brera, dall’Ambrosiana e dal Castello sforzesco, si affiancano importanti contributi internazionali provenienti dal Louvre e dal museo Jacquemart-André di Parigi, dall’Albertina di Vienna, dal Szépművészeti Múzeum di Budapest, dai musei di Houston e Washington.
Il progetto, curato da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, oltre a essere la più grande retrospettiva mai dedicata a uno dei protagonisti dell’arte del Cinquecento in Lombardia, è una saga famigliare in dodici sezioni, ognuna dedicata all’approfondimento di un momento della vita dei Luini e delle loro commissioni più importanti. Degni di nota sono gli straordinari affreschi per la Villa Pelucca di Gerolamo Rabia, mirabile ciclo decorativo tra sacro e profano; e la casa degli Atellani, con una rassegna di effigi dei duchi di Milano e delle loro consorti, ricostruita dall’architetto Piero Lissoni, responsabile dell’allestimento.
Dopo tante mostre dedicate ai contemporanei, la mostra è un tuffo in un’epoca che per Milano fu davvero d’oro, un momento in cui la città ma anche la stessa Lombardia, regalarono un apice artistico in seguito difficile da eguagliare.

Fonte: Arcipelago Milano
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