Non solo politica, una recensione su uno spettacolo speciale al teatro Strehler
Pippo Delbono gran maestro nel circo della vita
L’attore e regista firma con “Orchidee” uno dei suoi lavori più maturi e emozionanti
Pubblicato: 13/10/2013 09:50:00

MILANO - L’ha titolato Orchidee, racconta Pippo Delbono dal palcoscenico, perchè un giorno ha sentito una signora che ad un’amica diceva: “In casa tengo sempre due orchidee, una vera e una finta: sono talmente simili che non le riconosci. Ma chi viene e le tocca, vorrei toccasse la vera”. Ecco: il senso del suo nuovo spettacolo sta tutto in questa frase, perché in Orchidee -dopo il debutto lo scorso giugno al festival “Vie” di Modena, ora al Piccolo Teatro Strehler di Milano - finzione e verità si confondono, la vita non fa che debordare nel racconto della vita stessa... ma alla fine la vita è più vita.
È uno spettacolo bello, Orchidee, e straordinariamente tenero, che racchiude più di altri “Pippo Delbono”: il talento più folle, inelegante, esagerato del teatro italiano che sembra qui finalmente arrivato a una maturazione, a una misura del suo poliedrico itinerario drammaturgico tra teatro, cinema, libri, giunto perfino a un rigore formale e una limpidezza dietro lo stile di apparente trascuratezza. Non ha scritto una storia di finzione ma, sulla scena vuota a parte il grande schermo sul fondo, ha raccolto pezzi della sua vita e pezzi di filmati e di teatro di Shakespeare, Cechov, Weiss in una rottura di piani che avvicina vertiginosa-mente la finzione alla realtà (come le due orchidee dell’aneddoto iniziale, appunto), il teatro alla vita, il palcoscenico alla platea. Non a caso Pippo stesso non fa che andare su e giù dalla scena: recita Amleto stando tra gli spettatori e racconta di sé in palcoscenico, si esibisce in un ostentatamente finto balletto come un tenero orso e ci confessa la gioia del profumo del ciliegio che invadeva la casa natia fino a che qualcuno non lo tagliò. È il circo della vita: storie, sogni, incubi, esperienze vere e “finte”, vissute e ascoltate. È il ragazzo down che si trasforma in una ballerina di varietà, Giulietta e Romeo, una ragazza siciliana che racconta la fuga verso l’utopia del villaggio “Cristiana”, Cechov, il mal d’africa, l’omosessualità, una donna che vende falsi d’autore e i Deep Purple, Enzo Avitabile, Nerone diMascagni... È la morte della mamma filmata in una sequenza che sarebbe sbagliato scambiare per un atto di sola spudoratezza, perché Pippo che la filma è lo stesso che le stringe la mano in una scena di concreta dolcezza, sfaldando ancora una volta i piani, i ruoli, ma non la verità di quell’addio, tanto che quando la mamma lo saluta, “Non ti ho abbandonato, ti ho solo preceduto”, lascia anche a noi il vuoto in cui è passata la vita.
Orchidee -coprodotto da Emilia Romagna Teatro, Arena del Sole, Teatro di Roma, Théâtre du Rond Point-Parigi - è un lavoro importante per la ricchezza di rimandi che apre, degna degli Shakespeare e dei Cechov che cita, per l’onestà e la limpidezza con cui si interroga sul senso della rappresentazione della vita e della vita stessa, per la compagnia di attori tutti in una bella prova di tecnica e di presenza (Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella: bravissimi nella scena alla “Pina Bausch” in cui in processione scendono tra il pubblico muovendo solo, a tempo, le braccia), per l’amore, il dolore, la morte, l’amicizia, il potere, la solitudine di cui parla. Ci sarà chi piange, chi ride, chi si annoia, chi si irrita di fronte a Pippo e compagni, ma al fondo questa è la vita. E questo è anche il teatro che si carica addosso la sua verità.

di Anna Bandettini

 

Piccolo Teatro Strehler
dall’8 al 17 ottobre 2013
Orchidee
uno spettacolo di  Pippo Delbono
con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
immagini Pippo Delbono
musiche Enzo Avitabile
luci Robert John Resteghini
direzione tecnica Fabio Sajiz, suono Corrado Mazzone, luci e video Orlando Bolognesi,
elaborazione costumi Elena Giampaoli, capo macchinista Gianluca Bolla,
responsabile produzione Alessandra Vinanti, organizzazione Silvia Cassanelli, amministratore di compagnia Raffaella Ciuffreda
produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena- Arena del Sole- Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point- Parigi, Maison de la Culture d’Amiens- Centre de Création et de Production
si ringrazia Cinémathèque suisse
 

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo sono: martedì e sabato, 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì 20.30;
domenica 16



OSPITALITÀ - SERIE STAGIONE

Platea:
Intero € 33,00
Ridotto card Gio/Anz € 21,00
Balconata:
Intero € 26,00
Ridotto card Gio/Anz € 18,00

Fonte: la repubblica
Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact