Giovedì 26 settembre: anteprima de "La notte dei ricercatori"
Perché non possiamo fare a meno della ricerca
Ogni euro investito nella ricerca ha un ritorno di 29 euro: l'Italia è quella che investe di meno
Pubblicato: 25/09/2013 22:56:00

MILANO - Il confronto, che si svolgerà Giovedì sera al Museo di Storia Naturale, si colloca, a tutti gli effetti, come anticipazione/presentazione, all’interno del ricco programma de ‘La Notte dei Ricercatori’, che inizierà nel tardo pomeriggio di Venerdì presso i Giardini Indro Montanelli. 
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano guidato da Cristina Tajani, si colloca nello stesso filone dell’incontro organizzato l’8 Giugno a Palazzo Reale, con il contributo anche del Movimento Milano Civica e del Gruppo Consiliare della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco. La finalità è quella di favorire la diffusione di una cultura scientifica e nello stesso tempo difendere le ragioni della ricerca, a partire da quella biomedica.
Al dibattito, moderato da Roberto Satolli, Giornalista scientifico, Direttore di Zadig, parteciperanno: Tito Boeri, Pro Rettore Università Bocconi; Silvio Garattini, Direttore IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’; Francesca Pasinelli, Direttore Generale di Telethon, e Gianluca Vago, Rettore Università degli Studi di Milano.
L’idea del dibattito nasce da un articolo del Prorettore della Bocconi Tito Boeri, pubblicato da ‘la Repubblica’ ai primi di Settembre, in cui tra varie considerazioni sulle incertezza del Governo, si diceva: “Nel frattempo le energie più vitali del Paese non vengono affatto salvaguardate. Anzi se ne vanno. L'ultimo episodio è quello di Wise srl, premiata lo scorso anno ad Aarhus come la migliore start up europea nelle innovazioni di grande sviluppo. Nata da uno spin-off della Statale di Milano, cercava mezzo milione di euro (un ottavo dello stipendio di base, tra l'altro più che dimezzato, di Kakà) di finanziamenti per proseguire le ricerche sull'uso di nanotecnologie nella cura di un'ampia gamma di patologie. Le banche italiane, prodighe nel concedere finanziamenti ben più consistenti a palazzinari inquisiti e finanzieri falliti, non l'hanno ritenuta meritoria di credito. Il Fondo Italiano di Investimento e il Fondo Strategico Italiano della Cassa Depositi e Prestiti non devono averla ritenuta un'italianità strategica”.
E più avanti: “Un Paese poi in cui non si tiene in alcun conto la ricerca scientifica. L'ultimo esempio lo abbiamo avuto con il voto di Camera e Senato di qualche settimana fa che impone vincoli irrazionali alla sperimentazione biomedica sugli animali, portandoci fuori dall'Europa e dalla comunità scientifica internazionale. Quel che è più indicativo è il fatto che il Parlamento abbia deciso senza neanche sentire la necessità di consultare chi fa ricerca biomedica in Italia: nessuna audizione, nessun parere richiesto”.
Il mondo scientifico, nazionale e internazionale, è pressoché unanime nel sostenere, all’interno di regole ben precise, la necessità di utilizzare gli animali nella sperimentazione di farmaci e nella ricerca per capire gli effetti delle nuove droghe sintetiche, al fine di ridurre i rischi per gli umani. Negli anni ’50 la mancata sperimentazione di un farmaco (thalidomide) su femmine gravide di animali portò, a seguito della sua commercializzazione, alla nascita nel mondo di oltre 20.000 bambini con gravi malformazioni, quasi sempre bilaterali, degli arti, soprattutto delle braccia. Le successive sperimentazioni su femmine di cavie, topi, conigli e altri animali dimostrarono che quella tragedia si sarebbe potuta evitare se si fosse effettuata quel tipo di sperimentazione animale. Da allora, inoltre, tale sperimentazione è diventata obbligatoria. Tantissime patologie (ad esempio: diversi tipi di tumore, poliomielite, tbc, febbre gialla e diabete oltre a molte malattie cardiovascolari) spesso considerate un tempo incurabili sono oggi curabili e in qualche caso scomparse grazie a farmaci sperimentati sugli animali.
Di tutto questo il Parlamento se ne è dimenticato. I discorsi pubblici di chi ha responsabilità di governo e di rappresentanza, tuttavia, si concludono quasi sempre con l’affermazione perentoria che la ricerca non è un costo, ma un investimento. Come, peraltro, conferma un recentissimo studio della Commissione europea che stima, ad esempio, che un euro investito nella ricerca bio-medica abbia un ritorno di 29 euro. Eppure l’Italia resta in fondo alle classifiche per gli investimenti nella ricerca.
Agli autorevoli partecipanti al dibattito il compito di indicare se è possibile e come invertire questa pericolosa deriva. Magari, proprio partendo da Milano.

di Sergio Vicario

Qui http://www.nottedeiricercatori.it/ potrete trovare le informazioni sugli eventi e in particolare qui

http://meetmetonight.polimi.it/ le attività proposte a Milano.

Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact