Cultura in Lombardia
Dalla possibile padella, Paola Ferrari, alla più probabile brace, Valentina Aprea
L'ex assessore all'Istruzione è un'altra candidata poco credibile
Pubblicato: 15/03/2013 09:19:00

MILANO - Il posto di Assessore alla Cultura nella Giunta Maroni è di difficile "occupazione". Se sembra sfumata la scandalosa ipotesi Paola Ferrari (si sono "ribellati" persino quelli del PDL), dirottata verso assessorati meno impegnativi, la nuova scelta sembra essere ricaduta su Valentina Aprea, nome sicuramente più noto  ma non per questo "congruo" per l'importante incarico. Oltre al fatto che pur non essendo stata eletta come consigliere verrebbe ugualmente premiata con un Assessorato, ha avuto delle pesanti critiche per il suo operato come assessre all'Istruzione nella passata Giunta. Leggiamo infatti come veniva riportata  dalla FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza), in un articolo del 17 gennaio 2013, la notizia della sua ricandidatura.

È dalla sede storica dell'Educandato "E. Setti Carraro" nella centralissima Milano che parte la campagna elettorale dell'Assessore regionale Valentina Aprea per le prossime elezioni amministrative "lombarde". Proprio ieri, 15 gennaio, presso tale sede si è provato a "fotografare", con la collaborazione della rivista "Tutto scuola" lo stato dell'arte della scuola "lombarda" presentando alcuni dati.

Il Direttore della rivista, Giovanni Vinciguerra, dopo aver svolto un "indagine" sulla "qualità" della scuola in Italia nel 2007 e poi nel 2011, improvvisamente sente la necessità, guarda caso, di svolgerne una e di tutta fretta, per la sola Lombardia sui dati del 2012. Verrebbe normale domandarsi il perché?

Detto che la definizione "indagine" è forse non proprio opportuna, in quanto si tratta di dati già largamente disponibili a livello MIUR, ISTAT, Ministero degli Interni, Ministero delle Politiche Sociali e altri sedi, e che poco hanno di comparazione scientifica rispetto alle rilevazioni e analisi dei dati d'indagine, quali ad esempio quelli di OCSE, PISA, giusto per citarne alcuni, la risposta al quesito di cui sopra la troviamo nell'intervento dell'Assessore Valentina Aprea.
Accade infatti, che nelle sue conclusioni, visti i "significativi" risultati conseguiti, Valentina Aprea chiede ai presenti un "sostanziale" mandato per continuare il suo lavoro anche nella prossima legislatura regionale avocando a se i meriti del lavoro svolto.
Non conosciamo in modo puntuale la "raccolta dati" presentata da Vinciguerra, e di questo chiediamo scusa in partenza, ma ci domandiamo se corrisponde al vero che tra "luci e ombre" siano più le prime che le seconde a prevalere così come sembra dai resoconti dei midia.

Proviamo di seguito con alcune riflessioni.

L'aver tagliato in due anni 131 autonomie scolastiche e aver alzato al di sopra dei 1.000 la media alunni per singola autonomia non riteniamo sia segnale di una qualità che migliora.

Continuare a detenere il record italiano nel dato del  rapporto alunniH/docenti di sostegno, ora pari a 2,39, ovvero  oltre il 22% fissato dalla legge, non può essere anch'esso un  elemento significativo di qualità, così come l'aver dimezzato i servizi di assistenza a carico degli Enti Locali. L'avere in Lombardia oltre il 50% delle sedi scolastiche, plessi, sedi coordinate, sezioni staccate, sedi centrali con problemi legati alla sicurezza che vanno dal non possedere certificazioni varie di agibilità fino all'uso di locali non conformi, non è anche tutto ciò sinonimo di qualità.

La Regione Lombardia ha il più alto tasso di precariato d'Italia, pari al 55% per i docenti di sostegno e del 23% per il resto del personale docente come è già stato correttamente detto. Non è però possibile affermare che questo è un fenomeno in calo per la scuola primaria e dell'infanzia senza dire che ciò è dovuto alla soppressione di posti in organico che prima erano appunto occupati da precari!
Così come per i dati presentati della mobilità docente in calo. Se lo sono è solo perché le diverse leggi finanziarie e di riordino hanno prodotto un drastico calo di opportunità di lavoro in tutte Regioni. Queste sono le verità e dietro ciò non vi sono meriti ma solo demeriti da mettere in capo ai Governi per i quali Valentina Aprea ha ricoperto importanti ruoli istituzionali.

Sulla dispersione scolastica si sono riferiti i dati relativi agli abbandoni in corso d'anno ma nulla si è detto di chi a scuola non ci va e nemmeno lavora e ciò mi pare un significativo "difetto" di analisi!Se è giusta l'informazione di Valentina Aprea relativa al dato che Regione Lombardia oggi sostiene con la "dote scuola" più di 230.000 alunni delle scuole statali contro gli iniziali 30.000 del 2008, perché non dire anche che le risorse, ovvero i 30 milioni di euro finanziati, continuano però ad essere le  stesse di allora?

Perché non precisare che da sempre alle scuole private viene versato più del doppio? Le cose vanno dette fino in fondo e non fin dove conviene.Infine parlando del gravissimo dato delle reggenze, che ricordo essere 446 su 1.224 istituti per il corrente a.s., nulla si è detto sul fatto che se queste istituzioni oggi ancora reggono è grazie all'importante lavoro di sacrificio che i Dirigenti Scolastici svolgono insieme a tutto il personale e che soprattutto ciò è scarsamente riconosciuto, in primis sul fronte economico. Qui davvero ci sono dei meriti da dover rappresentare!Per quanto detto fino ad ora, a Valentina Aprea che chiede di essere riconfermata nel suo incarico e che informa delle sue intenzioni di procedere in continuità con ciò che fino ad ora ha fatto, riferisco che non troverà la mia fiducia.In Lombardia occorre cambiare pagina a partire dall'idea che Lavoro e Sviluppo dei Settori della Conoscenza devono rappresentare paritariamente la vera emergenza da affrontare.

Se in Lombardia occorreva cambiare pagina, la presenza di Aprea alla Cultura ci sembra sicuramente un passo indietro estremamente dannoso.

di Marina Cavallo


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