Elezioni Regione Lombardia
L’unico voto utile è quello a favore di un vero cambiamento
L’impegno di ogni generazione è di mettere la generazione successiva nelle condizioni di poter fare meglio della propria.
Pubblicato: 18/02/2013 10:38:00

MILANO - CHI rimane fermo si trova, nel migliore dei casi, a scivolare lentamente verso i margini. Una strategia, quindi, che può essere desiderabile solo per chi ha rinunciato a mettersi in sintonia con le opportunità del cambiamento e non sa fare di meglio che rallentare il più possibile la perdita delle posizioni raggiunte in passato. Non può essere questa l’ambizione di un’area sviluppata, piena di grandi risorse e potenzialità, come la Lombardia. L’apertura verso il nuovo — indispensabile per crescere ancor più e meglio — deve diventare sistematica. Da troppo tempo, invece, la classe dirigente di questa regione non si mette in discussione, ancorando il proprio potere alla conservazione di vecchi e consolidati equilibri; riproponendo logorati schemi esoluzioni superate. Nel nostro paese, anche nelle aree tradizionalmente più dinamiche, c’è una forte resistenza culturale a cambiare. Quando finalmente ci si decide a farlo si pensa che la soluzione, dopo strenua contrattazione e grandi compromessi, sia quella del raggiungimento di un nuovo equilibrio che riporti stabilità. Si spendono quindi molte energie sia per superare ogni volta le grandi resistenze di chi ha acquisito posizioni di privilegio da difendere, sia per definire tutti gli aspetti di come dovrà essere la nuova configurazione stabile. Ed è invece l’idea stessa di un equilibrio da raggiungere e da conservare che va superata. Vince chi cambia continuamente e tiene costantemente oliati i meccanismi che incentivano l’innovazione e il ricambio virtuoso, che stimola e promuove la messa in circolazione di nuove idee e risorse fresche.
Non abbiamo quindi solo bisogno di cambiare, ma di adottare un approccio orientato al cambiamento continuo. Questo significa non dare per scontato che le risposte di ieri siano valide anche oggi. L’onere della prova va ribaltato: è la conservazione che va giustificata. Le grandi trasformazioni non aspettano e se non ci rinnoviamo interagendo dinamicamente con esse rischiamo di venire travolti. Ma significa anche porre oggi le premesse perché domani ci si possa adattare ancora meglio al cambiamento. Questa è l’idea di crescita che dobbiamo avere in mente. L’impegno di ogni generazione non deve essere quello di star meglio rispetto alla precedente, ma di mettere quella successiva nelle condizioni di poter fare meglio della propria. Questo è mancato nel nostro modello di sviluppo che non a caso si è inceppato e ora rischia di lasciarci a piedi in un mondo che corre, se non saremo in grado di riorientare consapevolmente e responsabilmente le nostre scelte.
Domenica e lunedì saremo chiamati a fare una scelta importante per il futuro della nostra regione. C’è un solo voto utile che possiamo dare: quello a favore di un vero cambiamento.

di Alessandro Rosina Professore associato di Demografia nella Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano.

Fonte: la Repubblica Milano
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