Elezioni Regione Lombardia
La sfida di Ambrosoli: "Un fondo per portare l'occupazione al 70%"
Camusso: “Basta demagogia leghista”
Pubblicato: 24/01/2013 08:25:00

MILANO - È diventata la sfida dei numeri, quella per la Lombardia. Due cifre contrapposte, che rappresentano le parole d’ordine di centrodestra e centrosinistra. Perché, ormai, al tormentone di Roberto Maroni del 75 per cento di tasse da trattenere in regione, Umberto Ambrosoli ha deciso di ribattere con un’altra percentuale: «Il nostro obiettivo è aumentare il tasso di occupazione dal 65 al 70 per cento. Lavoro, crescita e sviluppo sono le priorità», ha detto il candidato presidente davanti ai sindacalisti della Cgil riuniti a Bergamo per il loro attivo regionale. Al suo fianco, il segretario generale Susanna Camusso che rilancia: «Con Ambrosoli possiamo voltare pagina, creare discontinuità e cambiamento, che per noi significano lavoro e dignità». Per la Lega, arriva la frecciata: «Di demagogia con il fai da te del Nord non ne possiamo più».
Cinque punti percentuali in più, ovvero almeno 300mila nuovi posti di lavoro. Da creare con un pacchetto di proposte contenute nel programma della coalizione, che verrà siglato oggi. A partire dall’idea del “fondo per lo sviluppo” ribadita da Ambrosoli e presa di mira da Formigoni: «Straparla. Già oggi la Lombardiainveste nello sviluppo», è la reazione del Celeste. Lo stesso avvocato replica: «Formigoni si è occupato di sviluppo? 2007-2011: disoccupazione più 3,3 per cento, disoccupazione lunga più 11,2 punti, Pil procapite meno 4,7 per cento». Quel fondo, invece, è una delle «tre cose che mi impegno a realizzare», spiega. Nell’agenda entrano anche «i fondi europei che devono essere impiegati su pochi settori realmente produttivi» e «un nuovo approccio alla salute». E se Maroni continua a polemizzare («tutta la sinistra- chic contro la mia proposta di tenere in Lombardia le tasse pagate dai lombardi», dice via Twitter), il segretario lombardo del Carroccio, Matteo Salvini, punta dritto alla questione: «Lavoro, c’è chi parla e c’è chi fa. Voteremo contro qualsiasi centro commerciale», che toglierebbe stipendi.
Nello scontro, irrompe Gabriele Albertini: «Dopo Bersani, è Camusso a fargli da baby-sitter. Sono curioso di vedere cosa proporrà Ambrosoli in materia di riforma del mercato del lavoro». Il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina, insiste sul bisogno per la Lombardia di «economia reale» e non di «propaganda spiccia di Maroni e del Pdl» e propone «il rafforzamento dell’apprendistato e dei contratti part-time».
È una media, quel 70 per cento destinato a diventare il mantra del centrosinistra. Insieme alla sanità e ai trasporti finirà sulla nuova serie di manifesti di Ambrosoli (tra cui uno con lo slogan: «Il pranzo di nozze di Pdl e Lega non devono pagarlo i lombardi», che rimanda allo scandalo dei rimborsi spese al Pirellone). Perché l’occupazione maschile è al73 per cento e quella femminile al 56. Ed è proprio sul lavoro delle donne, che punta Ambrosoli: «Creando servizi di nuova assistenza, dagli asili nido agli anziani, liberando il tempo delle donne e assicurando trasporti pubblici puntuali e affidabili», la ricetta. Anche perché «le imprese guidate da donne sono meno soggette a corruzione».

di Alessia Gallione

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