Campagna per le elezioni Regione Lombardia
Ambrosoli lancia il piano lavoro obiettivo: gli occupati devono crescere del 5%
Cantieri verdi e fondo sviluppo: “Interventi anticrisi e lungo periodo”
Pubblicato: 20/01/2013 09:55:00

MILANO - D'ora in poi diventerà il mantra, il perno attorno a cui far ruotare la campagna. Perché è quella, per il candidato presidente del centrosinistra, la priorità della Lombardia: «Lavoro, lavoro, lavoro», dice. E i «tre punti» della sua agenda, Umberto Ambrosoli li detta a fianco di Bersani, in un incontro a Brescia. Disegnando anche un obiettivo. È la sua promessa: «La nostra ambizione — dice — è di fare crescere il tasso di occupazione dall’attuale 65 per cento al 70 per cento». Cinque punti in più. Anche se, dietro ai numeri, ci sono le persone. Soprattutto le donne e i giovani. Calcolando gli attuali occupati, ovvero circa 4,3 milioni di persone, quel salto in avanti potrebbe voler dire oltre 300mila stipendi in più. Da conquistare con «un pacchetto di strumenti utili a contrastare la crisi subito e in un periodo più lungo». Un percorso in cinque, principali, mosse: da un “Fondo di investimento regionale per lo sviluppo” per promuovere nuove imprese a un «piano straordinario» chiamato “Lombardia sempreverde” per riqualificare le città senza consumare suolo e bonificare le aree inquinate; da una “rivoluzione” nella sanità a fondi concentrati per creare servizi e sostenere l’innovazione. Fino all’ipotesi di una sorta di reddito minimo garantito.
È la sfida che Ambrosoli traccia alla vigilia della definizione del programma della coalizione. Un programma che, sostiene, non è in ritardo: «Siamo molto più avanti perché abbiamo molte più proposte, e più concrete, degli avversari. Loro hanno quell’unico slogan ». È il tormentone del 75 per cento delle tasse: «Irrealizzabile», ribadisce. Rilanciando: «Le nostre proposte vogliono farsi carico dei problemi dei lombardi e contrastare l’assenza di memoria costruita ad arte e l’ipocrisia». Anche lo stile, dice, sarà diverso. Di fronte alla disparità di manifesti di Maroni arriva l’attacco diretto: «Noi non abbiamo le risorse di Maroni, non usiamo i soldi pubblici per fare le nostre campagne elettorali. È anche attraverso la trasparenza che vogliamo rappresentare la nostra differenza».
E allora eccolo, il numero simbolo da contrapporre al centrodestra: il 70 per cento di tasso di occupazione. «Un obiettivo raggiungibile », conferma. Che ne contiene anche un altro. Perché quella è una media: «Oggi — spiega — sono occupati il 73 per cento degli uomini e soltanto il 57 per cento delle donne. Portare l’occupazione al 70 per cento vuol dire far rientrare nel mercato del lavoro quelle donne costrette a la-sciarlo perché non ci sono sufficienti servizi a sostegno della famiglia ». Allo studio anche una mossa per fronteggiare l’emergenza: il reddito minimo garantito, che chiama “reddito di autonomia”. «Stiamo analizzando con molta attenzione l’esigenza di dare una risposta concreta a quello che la nostra Costituzione prevede in più articoli: un vero senso di solidarietà», spiega Ambrosoli. Prima, però, serve la certezza della sostenibilità economica. L’avvocato, cita altri punti del suo piano per il lavoro. A cominciare dal “Fondo di investimento per lo sviluppo”. Cosa sarebbe? Uno strumento per far nascere imprese e salari alimentato con risorse della Banca europea per gli investimenti, fondi istituzionali e persino emissione di project bond. In questo modo si aggirerebbero i rigidi vincoli del Patto di stabilità. Ancora: i fondi strutturali europei dovrebbe essere destinati soprattutto sui servizi per i cittadini e perrilanciare le imprese innovative. Posti in più sarebbero anche quelli che verrebbero creati «cambiando la sanità regionale e riunificando i servizi di prevenzione, cura e assistenza». Infine, la green economy che si tradurrebbe pure in occupazione per artigiani e mondo dell’edilizia senza aumentare il cemento: «Un piano di riqualificazione delle città, con una particolare attenzione ai borghi delle aree interne».

di Alessia Gallone

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