Elezioni Regione Lombardia
Intervista a Ambrosoli: riduzione dei costi della politica e nuovo welfare, ricetta vincente
“È risorta l’alleanza degli scandali ma la Lombardia volterà pagina”
Pubblicato: 09/01/2013 16:14:00

MILANO — Adesso, Umberto Ambrosoli vuole guardare avanti. Perché l’accordo tra Pdl e Lega, per il candidato del centrosinistra alla presidenza della Lombardia rappresenta solo «la continuità con il passato» di una classe dirigente che ha fatto disastri in Regione. E rilancia: «Serve una rigenerazione».
Questa resuscitata alleanza come cambia il quadro del voto?
«In realtà non cambia niente. Basta vedere cosa ha prodotto finora questo sodalizio. Mi limito all’ultima legislatura: assessori arrestati, un numero impressionante di consiglieri indagati, scandali nella sanità, l’esplosione dei costi della politica con i vari casi Trota e Minetti e con quello che chiamo “faraonismo”: la sede della Regione è costata 570 milioni contro i 234 previsti inizialmente. Gli interpreti della commedia non sono cambiati e al centro non viene messo il cittadino, ma chi ha il potere».
Solo tre anni fa, però, il centrodestra ha vinto con il 60%. Non teme avversari che hannoritrovato un’unità, per quanto elettorale?
«La Lombardia ha sempre lanciato tendenze e guardo con fiducia anche a quella che ha visto la Milano di Pisapia far “esplodere” lo stesso sistema di potere. In quell’elezione Berlusconi ha fatto un “buco” di voti. Parlo di fiducia anche perché credo nella consapevolezza dei cittadini e perché arriviamo da un periodo in cui l’Italia e la Lombardia sono state salvate dal baratro a cui ci aveva portato il sodalizioPdl-Lega».
Slogan come quello leghista del 75% delle tasse da lasciare al Nord possono ancora fare presa in Lombardia?
«Nel 2007, la Lega presentò un progetto di legge per tenere sul territorio il15% dell’Irpef e l’80% dell’Iva. Da allora, sono stati seduti nel governo del Paese e non sono stati neanche lontanamente in grado di dare seguito a quella proposta. Non c’è niente di nuovo neppure nello slogan di oggi, quindi».
Con quali parole chiave risponderà?
«Drastica riduzione dei costi della politica, crescita delle imprese che significa occupazione, un nuovo concetto di Welfare».
Perdendo l’appoggio di Formigoni, Albertini andrà avanti?
«Mi limito a evidenziare le caratteristiche dei protagonisti. Albertini prima ha chiesto di essere candidato con il centrodestra e, quando non ci è riuscito, ha detto di non avere a che fare con loro nonostante abbia continuato a tenere al fianco Formigoni. Abbandonato, è stato salvato da una ciambella di Monti e questo hacomportato il distacco di Formigoni da Albertini. Ormai la sfida è tra chi produce, per una ragione e per un’altra, la continuità e chi, invece, propone l’unico modello di cambiamento possibile».
Per “ripulirsi” la facciata, basta che Berlusconi dica che non saranno ricandidati gli uscenti del Pdl?
«Credo che ci sia ragione di dubitare della capacità del Pdl di selezionare i candidati e, soprattutto, di darsi regole che disciplinino il comportamento dei propri consiglieri. Potranno cambiare le facce, ma va cambiato qualcosa di più profondo se si vuole davvero “ripulire”. L’occasione l’hanno avuta, ma hanno sfuggito anche le primarie che avrebbero messo in crisi quel sistema».
Maroni l’accusa di non avere esperienze di governo.
«Maroni ha fatto il ministro dell’Interno senza accorgersi che la ‘ndrangheta si sviluppava in Lombardia e, mentre accadeva, il centrodestra ne negava persino l’esistenza. Se questa è l’esperienza che vanta Maroni, ne faccio volentieri a meno».

di Alessia Gallone

Fonte: la Repubblica Milano
Commenti:
commento di Giampaolo Bertuletti - Parigi lasciato il 19/01/2013 alle 14:27
Buongiorno, rompere la rete di collusioni fra certi imprenditori, mafiosi e politici, instaurate durante un ventennio sciagurato ... e far ripartire la nostra bella regione. Dalle sponde di quel ramo del lago, che volge a mezzogiorno, passando da quella città operaia, medaglia d'oro della Resistenza, fino alle sponde della Senna, forte é la speranza di un miglior governo. Siate all'altezza, coraggio e buona fortuna. Cordialmente Giampaolo Parigi (sotto la neve)
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