Elezioni Regione Lombardia
Si chiamerà “Lombardia con Ambrosoli” il gruppo che dovrà sostenere la corsa dell’avvocato
Probabile capolista dei 79 della lista civica l'assessore Lucia Castellano di MMC
Pubblicato: 04/01/2013 15:26:00

MILANO - È una corsa nella corsa. Una carica nella carica. Perché i nomi sono arrivati da tutta la regione. C’è chi si è fatto avanti da solo e chi è stato “selezionato” dai vari movimenti civici che già erano radicati nelle varie città. Un piccolo esercito di trecento «volenterosi », come li definiscono dallo staff di Ambrosoli, disposti a mettersi in gioco e a candidarsi nella lista civica che accompagnerà la corsa dell’avvocato e che — è l’ultima ipotesi — dovrebbe chiamarsi “Lombardia con Ambrosoli”. Dovranno scendere: le caselle ufficiali nelle province sono 79 e i criteri di scelta rigorosi. Perché, per diventare candidati, bisogna superare una sorta di “esame”. E perché, chi alla finerappresenterà la summa della lista civica, dovrà non soltanto avere un curriculum specchiato dal punto di vista morale, ma non avere il marchio di un partito o una carriera politica consolidata alle spalle per allargare quanto più possibile la partecipazione e, soprattutto, dovrà parlare ai mondi più diversi, per ampliare i confini tradizionali del centrosinistra: docenti universitari, professioni, associazioni di categoria, sindacati, terzo settore.
La campagna è partita. Manifesti (“Forte perché libero”, lo slogan scelto), volantini, video, spot. Per le prime affissioni sono stati messi a budget 50mila euro, ma la previsione dello staff è di non superare, alla fine, un tetto di 800-900mila euro. Adesso, entro giovedì prossimo, si dovrà chiudere la lista. Che, proprio per segnare la volontà di un’esperienza diversa, non si chiamerà “di” o “per” Ambrosoli, ma “con”. Un’ipotesi è quella di scrivere su una Lombardia stilizzata il riferimento al “patto civico”. I colloqui sono in corso ed è lo stesso candidato presidente a raccontare l’attività di queste ore: tra gli «ultimi incontri» e «il lavoro sul programma» che va avanti. Su questo fronte, per condividere con la gente idee e proposte è stata lanciata una piattaforma online. Per le candidature, si sta valutando chi può rappresentare il profilo ideale. È ancora l’avvocato, su Twitter, a spiegare: «Mentre la squadra si compone sembra che responsabilità e trasparenza siano i binari di energie che ci rendono diversi e forti».
A Milano dovranno essere 25 i prescelti e, in campo per proporre figure e valutare curricula, c’èanche il movimento Milano civica per Pisapia. Per la legge, si dovrà seguire l’alternanza di un uomo e di una donna anche se, in città, qualcuno aveva proposto di mettere quattro donne in testa. I papabili sono tanti e qualcuno parla a pezzi di città non necessariamente riducibili alla sinistra. Non sono escluse le esperienze amministrative legate a formazioni civiche. La capolista dovrebbe essere l’assessore milanese ai Lavori pubblici Lucia Castellano. Tra i possibili aspiranti c’è Alfredo Zini, il vicepresidente dell’Epam. Un nome non scontato che è stato sondato è quello di Daniela Mainini, presidente del Centro studi Grande Milano e membro del Comitato anticontraffazione nominata dall’allora governo Berlusconi. In corsa potrebbe esserci anche Daniele Nahum, giovane portavoce della Comunità ebraica, molto attivo sui temi dell’immigrazione e dei diritti. Tra i nomi, Otto Bitjoka, esperto di imprenditoria ed economia etnica.
Ci sono altre liste, però, quelle per il Parlamento. Nel Pd, dopo le primarie, le trattative sono ancora aperte a livello nazionale dove si stanno definendo i cosiddetti “listini”. La preoccupazione di molti è che calino da Roma molticandidati. E il recordman di preferenze Giuseppe Civati dice: «Spero che il Pd premi chi è uscito dalle primarie». È soltanto dopo questo passaggio che si saprà con certezza l’ordine dei candidati. L’unica certezza sembrerebbe essere il capolista alla Camera di Milano e Monza-Brianza: Pier Luigi Bersani. Ha già definito le formazioni, invece, Sel. Anche il partito di Nichi Vendola, che schiererà il leader in testa sia in Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco) sia in Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova), dove corre anche il segretario regionale Franco Bordo. A Milano e Monza, in testa Fava, seguito dal segretario Daniele Farina, Valentina La Terza e da Patrizia Quartieri, la capogruppo in Comune che è stata “ripescata”. Al Senato, la capolista è Monica Frassoni.

di Alessia Gallone

Fonte: la Repubblica Milano
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