Grande Brera
Il progetto parte dal restauro di Palazzo Citterio
Pronti diciassette milioni per il restauro
Pubblicato: 12/12/2012 09:59:00

MILANO - Dopo anni di annunci e attese parte il progetto Grande Brera. Anche se il primo tassello ha poco a che fare con il trasferimento di una parte dell’attività didattica dell’Accademia negli spazi della caserma Mascheroni. Piuttosto, i 23 milioni di euro stanziati dal ministero dei Beni culturali per l’intervento milanese (sui 70 assegnati dal Cipe ai lavori nelle sedi museali) saranno in gran parte destinati al restauro di Palazzo Citterio, la storica dimora a due passi dalla Pinacoteca, abbandonata da anni, che la scorsa primavera fu occupata dal collettivo Macao. Quattro milioni e mezzo saranno destinati al ripristino del tetto di Brera, per far fronte ai continui allagamenti, e 1,5 alla Mascheroni per il trasloco degli archivi militari e i rilievi tecnici.
«Ho deciso di distribuire così il finanziamento — spiega Caterina Bon Valsassina, direttore regionale dei Beni culturali — perché non sarebbe stato sufficiente per completare l’interventosulla caserma. Inoltre c’erano tempi stretti che non si conciliavano con gli ultimi nodi da sciogliere con il ministero della Difesa. Palazzo Citterio poi è il più antico dei progetti di Brera e rischia una rovina piranesiana non più sopportabile». Grazie a questa operazione l’edificio potrà riaprire a giugno 2015. I soldi dovrebbero essere sufficienti per l’intera ristrutturazione — si conta sui ribassi d’asta — , mentre per l’allestimento interno bisognerà chiedere aiuto ai privati. Il progetto che ha preso il via la scorsa settimana con la pubblicazione dei bandi prevede l’ampliamento degli spazi espositivi della Pinacoteca: una parte del museo ospiterà le collezioni Jesi, Vitali e Zavattini — oggi sacrificate nelle sale o custodite in deposito — che comprendono grandi opere di Carrà, Modigliani, Morandi, Sironi e molti altri artisti del 900, un’altra sarà destinata a esposizioni temporanee.
È solo un tassello, ma è il primo passo concreto di un progetto di cui si parla da più di trent’anni. Ed è stato accolto con favore da tutti i protagonisti di questa complessa vicenda. A partire dal presidente dell’Accademia Salvatore Carruba che però ribadisce «la necessità che a Brera resti un importante presidio della scuola e che il palazzo sia riconosciuto dall’Unesco». Soddisfatto anche l’assessore alla Cultura Stefano Boeri che condivide ladecisione della Bon di partire da Citterio, «una scelta intelligente che consentirà di rendere visibile una prima parte del patrimonio oggi non accessibile al pubblico ». L’intervento complessivo costa 108 milioni, la maggior parte servirà per l’adeguamento degli spazi della caserma che dovrà ospitare il campus universitario e la ristrutturazione di Brera. Delle prossime fasi però ancora non c’è alcuna certezza.
di Teresa Monistiroli

nella foto: il cortile interno di Palazzo Citterio

Fonte: la Repubblica Milano
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