Le case dell’acqua debuttano a Milano
Sono cinque in cinque zone diverse in città
Pubblicato: 09/12/2012 13:44:00

MILANO - L'inizio del nuovo anno porterà a Milano la prima rete di case dell’acqua. Dopo anni di attese e di indugi, e il boom del fenomeno nell’hinterland, anche in città debutteranno cinque spillatori di acqua, liscia o frizzante, filtrata e refrigerata. La collocazione è già stata decisa e coinvolge cinque parchi e giardini diversi. A giorni inizierà l’installazione degli impianti che durerà circa un mese. Le fonti più centrali saranno posizionate in via Morgagni, nella striscia di verde diventata un frequentatissimo ritrovo dei bocciofili della zona, e al parco Formentano di largo Marinai d’Italia. Più defilate, invece, le altre tre strutture, che sorgeranno al parco Bassi di via Livigno, in zona 9, al giardino Cassina de’ Pomm tra le vie Zuretti e Melchiorre Gioia e al parco Chiesa Rossa di via San Domenico Savio. All’inizio del prossimo anno potranno aprire al pubblico.
Nell’hinterland sono quasi un centinaio gli impianti già esistenti. Dell’opportunità di realizzare erogatori gratuiti di acqua del sindaco anche in città si discute da anni. La giunta Moratti, in linea generale, era piuttosto scettica: il timore era che potessero diventare luoghi di aggregazione anche notturna poco sicuri. Così ne venne realizzata solo una, sperimentale, in via Lessona, presso il centro di aggregazione multifunzionale di zona 8, esperimento isolato (e ogni tanto anche guasto). Il cambio di marcia sul progetto è della scorsa estate. Dovevano essere quattro, si diceva in Comune, le prime fonti da aprire entro Natale. Invece saranno cinque, a inizio 2013, in luoghi concordati con le zone e ritenuti poco problematici: ognunacosta circa 30-40mila euro, finanziati per due terzi dal Comune e il resto dalla Regione. E sarà appunto Metropolitana milanese, che un mese fa ha appaltato i lavori alle imprese vincitrici della gara, a gestire l’erogazione e il controllo per conto del Comune.
Un primo mini-sistema di fonti che ha il chiaro obiettivo di incentivare i milanesi a bere l’acqua del rubinetto, raffreddata e anche a bollicine. Un esempio: nell’hinterland, nel 2011, sono stati spillati circa 2mila litri al giorno, in media, da ogni impianto. Con un risparmio di 1.200 bottiglie di plastica e di almeno 200 euro all’anno. Spingere a conoscere e bere l’acqua pubblica è anche lo scopo di Milano blu, il nuovo marchio che Comune e Mm hanno attribuito all’acqua pubblica. Ieri, per la presentazione del brand, c’erano giovani “sommelier” in quattro piazze della città a distribuire sorsate d’acqua ai milanesi per diffondere l’iniziativa. E promuovere il portale (www.milanoblu. com) ricco di informazioni sull’oro blu milanese e i 2.400 chilometri di rete idrica. Tubi che raggiungono due milioni di persone, erogando 460 litri al giorno pro capite. Acqua oggetto ogni anno di 190mila analisi di controllo (di tipo chimico, chimico- fisici e microbiologico) e di 17mila campionamenti. L’iniziativa pro-acqua del sindaco la promuove l’assessore all’Ambiente, Pierfrancesco Maran: «L’acqua di Milano è di ottima qualità e un bene fondamentale dei cittadini. Grazie al nuovo sito è possibile monitorare la qualità e le analisi e a breve le case dell’acqua contribuiranno apromuoverne l’uso».

di Ilaria Carra

Fonte: la Repubblica Milano
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