Elezioni Regione Lombardia
Ambrosoli: elezioni presto, per mettere fine al degrado
"Io certo della vittoria? Macino chilometri e ci metto la faccia"
Pubblicato: 03/12/2012 19:14:00

MILANO - Archiviate le primarie nazionali, la macchina organizzativa, in Lombardia, resta in piedi. Fra meno di due settimane si replica — anzi, si triplica — con la scelta del candidato presidente del Patto civico del centrosinistra. Ed è solo nel fatto che sia il terzo appuntamento in un mese che Umberto Ambrosoli vede una insidia «pur comprensibile: è quasi Natale, la voglia di democrazia dei lombardi ha già avuto due domeniche per essere soddisfatta... tocca a noi candidati non disperdere la passione di queste settimane e tenere alta la fiamma fino a sabato 15». Lui, per ora, si cala nel clima prenatalizio addobbando l’albero con i suoi bambini, «che vanno in scuole pubbliche, per una scelta consapevole mia e di mia moglie Alessandra: perché pur sapendo che questo vuol dire lunghi periodi con un maestro in meno, fare la colletta per la carta igienica o per ridipingere le aule, vogliamo per i nostri figli il modello educativo della scuola pubblica».

Ambrosoli, spera così di uscire dal marchio del difensore della scuola privata?
«Mi piacerebbe che tutti — anche chi, forse, la vede diversamente — si ricordassero che ci siamo impegnati non in una sfida tra noi tre, ma in un percorso comune per una sfida a chi ci ha consegnato, come diceva Martin Luther King, la feroce urgenza dell’adesso. Un adesso che vuol dire anche elezioni il prima possibile, il 10 e 11 febbraio magari, per mettere in fretta fine al degrado attuale».
Non crede che le accese polemiche che hanno caratterizzato le primarie nazionali possano ripetersi nelle vostre?
«Delle primarie nazionali io spero si ripeta soprattutto una cosa: la riconoscenza a quell’enorme capitale sociale che sono i volontari che le hanno organizzate e che in buona parte organizzeranno anche quelle del Patto civico. Sulle divisioni che si sono viste io non sono pessimista: Bersani e Renzi sono pensieri e modi complementari in un partito ampio e plurale, e gli elementi in comune tra i due sono più importanti di tutto ciò che li distingue. Penso che ora le tante e diverse componenti del centrosinistra, che non si esaurisce in bersaniani e renziani, possano trovare nelle primarie lombarde un’occasione diricomposizione su una sfida che ha caratteristiche diverse da quella appena conclusa».
I riflettori, adesso, sono però solo su voi tre. Vengono fuori definizioni, caratteristiche di ognuno. Di lei si dice che sembri un «Monti lombardo» fissato con le regole, troppo serio. E già sicuro di vincere.
«Il mio progetto è fatto di parole serie, certo. Rigenerazione, as-sunzione di responsabilità, riscatto morale e etico attraverso le regole per migliorare il futuro di tutti, giovani e anziani, cittadini e imprese. Il mio sogno è un obiettivo: garantire la libertà ai cittadini sapendo che la società tiene solo se c’è la solidarietà, che non vuol dire essere generosi, non è una scelta opzionale. Sono tutte parole di sinistra, a pieno titolo: non metto in dubbio che possanoessere declinate anche solo in chiave tecnica, ma non è la mia idea. Altrimenti non andrei in giro macinando chilometri per la Lombardia a raccogliere pareri, proposte e speranze delle persone. E così rispondo anche a chi pensa che io sia troppo sicuro di vincere».
Alessandra Kustermann, candidata anchelei alle primarie, l’ha definita «di centro». Si ritrova in questa definizione?
«Mi sa che si attribuiscono agli altri le posizioni che fanno comodo per identificare se stessi. Io non ho bisogno di questi schemi per identificarmi totalmente nel centrosinistra. Parola unica, niente trattini. Per questo non temo sorpassi a destra, a sinistra o al centro, né fino a oggi mi sono affidatoa volantini o slogan: per far capire chi sono vado in giro, ci metto la faccia, parlo con tutti. A Lecco, per esempio, ho partecipato a un incontro con gli imprenditori e con le Rsu della Leuci, un’azienda in crisi, anche se Alessandra non mi ha visto...».
Il parlamentare Udc Pezzotta dice che cercherà di convincere l’Udc ad appoggiarla, però.
«Credo che le alleanze fatte a tavolino, sulle decisioni di segretari di partito, siano ormai fuori dai tempi. Gli elettori sono stanchi, meno disponibili di una volta a farsi affascinare dal demagogo di turno in modo acritico. Il progetto di un patto civico ci aiuta soprattutto in quei contesti in cui la diffidenza verso la politica e i partiti è più radicata».
Fa come Renzi, si rivolge ai delusi del centrodestra, anche?
«Io mi rivolgo agli elettori lombardi che pretendono un governo giusto, una vera tenuta sociale e amministratori che operano nell’interesse generale anziché a vantaggio di circoli ristretti. Cito un interesse generale di cui si discute in questi giorni: la Sea. Credo che la Regione debba partecipare alle società strategiche per lo sviluppo del territorio. E non per forza in chiave di controllo, ma anche di coordinamento. Con questa prospettiva abbiamo avviato con il Pd e con gli altri partiti del centrosinistra un percorso allargato che si rivolge a chi non vuole solo dare un voto, ma partecipare e darci una mano da subito per cambiare la regione».
Partecipazione, libertà. Cita Gaber?
«In effetti, la sua sarebbe la canzone giusta per raccontarci».

di Oriana Liso

Fonte: repubblica milano
Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact