Verso le elezioni regionali
Ambrosoli: in Regione illegalità diffusa. Formigoni: “Lo diffido, mafia e ‘ndrangheta non ci hanno condizionato"
Si accende il confronto a distanza tra il governatore e l’aspirante presidente Ambrosoli
Pubblicato: 22/11/2012 08:23:00

MILANO - Lui tira dritto: in Regione Lombardia «sono state aperte le porte alla mafia », e per questo la giunta è caduta e oggi andiamo verso nuove elezioni. Non è la prima volta che Umberto Ambrosoli, candidato alle primarie del Patto civico, lo dice. Ma questa volta Roberto Formigoni risponde. «Lo diffido dal ripetere quella che è una affermazione tecnicamente falsa e politicamente offensiva, mafia e ‘ndrangheta non hanno potuto in condizionare in alcun modo l’operato della Regione, invito Ambrosoli ad utilizzare un linguaggio più adeguato». L’avvocato, ieri mattina al teatro Litta per presentare la sua candidatura, in realtà era stato molto preciso: «C’è stato un punto di partenza nefasto rappresentato dalle irregolarità nella raccolta firme a sostegno di Formigoni, svelate grazie all’impegno dei Radicali, un seguito di illegalità che non hanno riguardato solo lui, e un punto di arrivo rappresentato da un assessore eletto con i voti dei clan», con un chiaro riferimento al presunto voto di scambio per cui è in carcere l’assessore Zambetti. E visto che, parlando di «urgenza di una discontinuità reale» il candidato ha anche specificato che «né Albertini né Maroni la rappresentano », il leghista Matteo Salvini ha pensato bene di rampognarlo: «Ambrosoli comincia male attaccando Maroni, il miglior ministro antimafia di sempre».
Si presenta ai giornalisti, Ambrosoli, ripercorrendo le tappe della sua decisione di candidarsi con un centrosinistra allargato alla società civile (nella seconda metà della sala siedono diversi nomi deipartiti, come il segretario Pd Martina) e lancia la sua sfida per le Regionali: «Abbiamo tolto il trattino dalla parola centrosinistra — dice — , ora è una parola unica che vogliamo portare al potere, e per farlo dobbiamo rivolgerci a quanti più elettori possibili, guardando ai valori che accomunano chi è su entrambi i confini. Vogliamo il 51 per cento». Tra i temi che tocca c’è anche quello della sanità, tasto dolente anche nel confronto di martedì con gli altri candidati (dice: «Se il mio carattere schivo è un ostacolo, lo supererò») e su cui precisa: «Dicendo che la sanità privata non va demonizzata sembra che ne sia diventato il paladino: ogni ragionamento sul suo futuro non può essere fatto a slogan, ma dopo aver dimostrato che esiste una alternativa migliore». Argomento caldo, insomma, come testimonia anche l’incontro di ieri tra Ambrosoli e i vertici di Sel: «Consonanza sui temi, ma resta aperto il confronto sulla sanità privata che, se di certo non è da demonizzare, necessita di una decisa inversione di tendenza», precisa Chiara Cremonesi. Insiste sul tema anche la candidata Alessandra Kustermann, che anche ieri è andata avanti nel suo giro di incontri e ascolto dei cittadini: «È giunto il momento di riequilibrare il pubblico e un privato che, quando mal gestito come spesso è successo in Lombardia, non è conveniente. In entrambi i settori dobbiamo concentrare le eccellenze, riducendo sprechi e doppioni ».
(or. li.)
 

Fonte: la Repubblica Milano
Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact