L'incontro al San Carlo coi candidati alle primarie per la Regione Lombardia
Dal lavoro agli ospedali, le proposte per convincere gli elettori
Ambrosoli punta su due temi: le spese elettorali e la legalità
Pubblicato: 21/11/2012 10:06:00

MILANO - I posti in sala vanno esauriti subito con il pubblico che arriva con largo anticipo. In piedi si contano almeno un altro centinaio di persone quando, poco dopo le otto e mezzo, inizia il primo dibattito pubblico con i quattro candidati alle primarie del Patto civico. Tra loro c’è il futuro candidato del centrosinistra per il Pirellone. È un gruppo composito di forze quello che ha organizzato, all’Auditorium San Carlo, il primo incontro tra Umberto Ambrosoli, Roberto Biscardini, Andrea Di Stefano e Alessandra Kustermann. Acli, Cgil, Libera, Legambiente, Anpi, Arci, Legacoop, Forum del Terzo settore: una assemblea per chiedere ai candidati di impegnarsi a portare avanti un programma che, dal lavoro alla sanità, dalla cultura al welfare, vorrebbe cambiare il corso dell’amministrazione regionale.

«Siamo donne e uomini che appartengono ad una parte importante dei corpi intermedi presenti nella nostra Regione, di quel mondo sindacale, imprenditoriale e dell’associazionismo democratico che in questi anni ha interloquito e si è confrontato dialetticamente con una giunta regionale che spesso ne ha ignorato ruolo e istanze oppure che vi si è rapportata in modo strumentale. Abbiamo deciso di prendere la parola, di far sentire la nostra voce, per dare il nostro contributo di idee e proposte per una Lombardia rinnovata, fondata sul lavoro, i diritti e la legalità. Non vogliamo sostituirci alla politica, anzi: vogliamo che la buona politica, la partecipazione, la trasparenza tornino ad essere un riferimento ed una risorsa per la nostra Regione e per il Paese».

A questa premessa inchiodano quattro candidati molto diversi tra loro, seduti in prima fila e concentrati ad ascoltare quello che la società civile, i sindacati, le associazioni chiedono loro di essere, di diventare. Ognuno si presenta per come é: la cravatta di Biscardini e Ambrosoli (con zainetto colorato d’ordinanza), la felpa e le scarpe da ginnastica di Di Stefano, il golfino (rosso!) di Kustermann. Non ci sono claque, non sembra almeno. Anche se in platea si riconoscono facce note, consiglieri comunali, due giudici come Nicoletta Gandus e Piero Gamacchio, sindacalisti, pochi — purtroppo, rispetto al totale — i giovani.

Parla Ambrosoli, per primo, e punta su due temi: le spese elettorali e la legalità. Proposte concrete: «Vorrei una campagna che poggi sulla contribuzione volontaria, ed é ambizioso ora che tanti fanno fatica a mettere assieme i soldi per mangiare. Ma quei soldi dovrebbero essere immediatamente trasferiti su un sito di accesso libero, dove si possa vedere cosa entra e cosa esce ogni settimana, e perché. E dobbiamo lanciare una sfida agli avversari del centrodestra: non possiamo tenere tetto altissimo per le spese, dobbiamo incontrarci e fissare uno ragionevole». Secondo tema: la lotta alla mafia. Una speranza: «Che Giancarlo Caselli possa un domani mettersi a disposizione per coordinare tutte le risorse disponibili in Lombardia per la lotta alla mafia, qui le porte sono state aperte a chi compra voti della mafia, quella stessa mafia che autorevoli esponenti dei partiti che governavano la Lombardia non riconoscevano esistere, qui».

Temi diversi, per ognuno: Biscardini parla di sanità, «dobbiamo riportare le risorse nel comparto della sanità pubblica» (e qui scatta un applauso, anche perché due giorni fa Ambrosoli aveva detto che la sanità privata non va demonizzata). Cita Formigoni, si appassiona e parla del Consiglio regionale, lui che la politica la conosce bene. Stessi toni, forti, che usa Di Stefano: la dittatura del Celeste, il diritto al lavoro e alla salute, ai beni comuni, «la sovranità alimentare, la difesa del suolo, quasi una forma di ricostituzione con i cittadini». Propone una white list dei pagamenti in Regione, parla di reddito di cittadinanza (applausi) «mettendo le mani al bilancio della sanità, rivediamo l’accreditamento».

Chiude Alessandra Kustermann, é agguerrita, parla della sua passione politica e del ‘68, sottolinea il suo essere unica donna tra i candidati e chiede «equilibrio di genere», sua battaglia da sempre, assieme alla sanità, e non potrebbe essere diversamente, e torna il riferimento alla dicotomia pubblico e privato, anche lei critica senza citarlo le parole di Ambrosoli: «Formigoni non ha fatto altro che premiare il privato, dobbiamo rimetterlo in parità con il pubblico, e pensare alle famiglie messe sulla strada dai privati, vedi il San Raffaele».

Fonte: repubblica Milano
Commenti:
commento di Roberto Bellinazzi lasciato il 21/11/2012 alle 15:00
Abbiamo visto due confronti diversi, evidentemente. Anche se Repubblica (che, come sempre, si schiera, non apertamente, perché si vergognano, ma si schiera) da il doppio dello spazio ad Ambrosoli sapete bene che lo spazio conquistato nel cuore e nella mente delle persone in sala non è per nulla in questa proporzione. Sapete bene che gli applausi più numerosi, lunghi e intensi li ha avuti Di Stefano. Lasciate perdere Repubblica...
Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact