Primarie nazionali del centro-sinistra
La VISIONE di Laura Puppato: si deve realizzare un mondo nuovo
Pubblicato: 16/11/2012 09:33:00

MILANO - Il programma di Laura Puppato, l'unica donna tra i 5 candidati nelle primarie del centro sinistra, prende il via dalla sua visione di un'altra idea di mondo al cui centro ci sia la rinascita della comunità intesa come un organismo compatto e indivisibileI.

Il vero cambiamento che oggi ci è richiesto necessita di una visione. Nel caso del mio programma questo tema è centrale perché la sua strategia si fonda, letteralmente, su un’altra idea di mondo: perché un mondo totalmente nuovo, appunto, si deve realizzare. Prendo le mosse da una celebre citazione, dal carattere apparentemente “non politico”:Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni in cui gli animali agonizzano senza cibo e senz’acqua diretti al macello (Marguerite Yourcenar).

È una frase che amo perché, partendo da una considerazione umanitaria, giunge proprio al cuore della politica. Prendendo le mosse dalle sofferenze di chi è più debole di tutti, da chi nemmeno vota e non si può difendere, voglio sottolineare che la rinascita di una comunità sta nel saper guardare ad essa come a un solo organismo, in cui ogni dettaglio è parte importante della salute dell’insieme: esattamente come la natura ci insegna. 

Sul piano sociale, le derive inique e autoritarie non si prevengono solo con le regole, ma soprattutto con una visione culturale salda e lungimirante, che spinga il suo sguardo alle generazioni future. Individuare strategie concrete è cruciale, ma altrettanto cruciale, e trasversale a tutti i temi, è l’impegno a una rinascita culturale senza la quale ogni suggerimento tecnico rischia di restare lettera morta. Il riscatto politico ed economico di un paese messo in ginocchio da sottocultura e corruzione deve porre radici, in primo luogo, nella qualità di una proposta culturale capace di comunicare quella bellezza di cui siamo denutriti; perché è appunto il nutrimento culturale che, nel bene o nel male, anima le azioni di ciascuno.Per realizzare tutto questo, rivendico come essenziale fondare ogni sforzo su una rettitudine che noi, come politici, siamo tenuti a esprimere concretamente per essere credibili. Senza questo patto, realmente condiviso con gli elettori perché fondato su trasparenza, rettitudine e prova dei fatti, nessun vero cambiamento sarà possibile.Ma questo patto a sua volta deve trovare applicazione nell’ambito di una visione più ampia. La situazione mondiale, e non solo italiana, è gravemente compromessa per note ragioni economiche e ambientali, su cui si innestano le complesse relazioni internazionali del fitto intreccio fra politica ed economia. In questo quadro, le gravi difficoltà che il nostro paese e il mondo intero stanno attraversando non possono essere risolte declinando soluzioni che, in assenza di una vera visione di insieme, rappresentano solo varianti della stessa strategia fallimentare che ci ha condotto fino qui.

La visione che propongo all’Italia, alle italiane e agli italiani, è di agire in politica consapevoli che il nostro mondo non è rappresentato da miriadi di punti separati, ma è, a tutti gli effetti e a tutti i livelli, un solo organismo nel quale le singole azioni si riverberano su tutto l’insieme – e viceversa. La salute di questo organismo, e dunque di ciascuno di noi che ne facciamo parte, richiede che ogni azione locale sia condotta senza mai perdere di vista il quadro generale.

Per questo pongo al centro del mio programma le parole d’ordine della Blue Economy. Non si tratta di uno slogan, ma del “comandamento” che racchiude in sé tutti gli altri: in quanto i soli fattori davvero determinanti per un cambiamento sono quelli legati alla creazione di lavoro e ricchezza basati sull’innovazione e sulla tutela dell’ambiente. Questo non solo perché il degrado si sta facendo soverchio, ma perché ogni creazione di ricchezza nell’immediato che scarichi insostenibili debiti sui nostri figli è per l’umanità un suicidio sicuro: nel quale ci stiamo già pericolosamente addentrando. E anche perché costruire ricchezza da subito è possibile: va decisamente respinta, infatti, ogni credenza per cui, là dove si agisce nel rispetto dell’ambiente e della salute, lo si debba fare a scapito del risultato economico. Questo è il primo equivoco da sgombrare e i fatti sono lì a dimostrare che si tratta di una pura superstizione. Fatti, però, di cui l’informazione al pubblico non si occupa molto: per cui le conoscenze relative restano ristrette ai soli addetti ai lavori. A questo si aggiunga che corollario di una simile politica è anche saper reperire risorse dal solo posto che le assorbe senza posa, come un pozzo senza fondo: il gorgo della corruzione e dei grandi “investimenti” correlati, spese militari e “grandi opere” senza senso comprese.

Sarà mio impegno dimostrare nei fatti, a un livello più alto, quello che ho già messo in atto nella mia esperienza di amministratrice locale, in cui ho ritenuto di dover motivare bene le mie strategie e le mie scelte, condividendole con i cittadini.
Intendo mantenere gli impegni nel quadro di una visione che deve diventare comune, e dunque alla quale i cittadini per primi saranno portati a collaborare, consci di lavorare a un progetto trasparente che li coinvolge in prima persona.
Io so che questo è possibile. Non per niente, nell’avventura della mia candidatura alle Primarie, chi più mi sostiene sono coloro che ogni giorno sono generosamente impegnati nel sociale: sull’ambiente, sui diritti di tutti, sulla condizione femminile.
A partire dalle donne, che si sono attivamente mobilitate per sostenermi, avendo verificato la qualità delle mie politiche di genere, e dalle associazioni per i diritti.
In Italia mi presento come prima candidata donna a un ruolo di governo: un fattore femminile che ritengo un mio valore aggiunto essenziale, primario per chi abbia a cuore i diritti e una vera democrazia.
Ma è importante sottolineare che non avrebbe potuto essere altrimenti: perché è nella mia visione strategica stessa non poter prescindere, come fattori al cuore del problema, dalla condizione femminile e dai diritti civili. Infatti, al centro stesso di questa visione ci sono proprio i diritti: nostri e delle generazioni future; includendo in questo “noi” anche il territorio che ci ospita; le risorse che vanno ricostituite, gli animali che abitano il pianeta con noi, tutta la vegetazione e la biodiversità da cui dipendiamo.

di Laura Puppato

in allegato il pdf del programma completo:

Fonte: il programma di Laura Puppato
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