Elezioni Regione Lombardia
Ambrosoli all'attacco di Albertini: "E' la continuazione di Formigoni"
Si insedia il comitato per indire le primarie civiche
Pubblicato: 15/11/2012 08:38:00

MILANO - Sul sito, inaugurato soltanto una manciata di giorni fa, campeggia un avviso: «In attesa dell’avvio dei lavori del nascente Comitato promotore del Patto civico per la Lombardia, le forze politiche promotrici delle primarie regionali di centrosinistra informano che le nuove regole, di cui si doterà il Patto, assicureranno validità anche ai requisiti sino a ora richiesti ed eventualmente conseguiti per la presentazione delle candidature». Il passo indietro organizzativo (e non solo) dei partiti del centrosinistra chiesto da Umberto Ambrosoli si tradurrà, nel giro di pochi giorni, nella costituzione del comitato che — senza perdere altro tempo, vista la scadenza elettorale che incombe — dovrà approvare un nuovo e più ampio manifesto programmatico e, contemporaneamente, organizzare le consultazioni che prenderanno il posto delle primarie e che tanta fibrillazione hanno creato in questi giorni.

Lui, Ambrosoli, si sta preparando alle prime uscite pubbliche da candidato, e ci tiene a rimarcare le differenze dall’altro candidato moderato che gioca nel campo avversario: «Ho un’alta considerazione di Gabriele Albertini, ma mi preoccupa il fatto che chi lo sponsorizza e sostiene rappresenta la continuità con il passato», ha spiegato al Tg3, riferendosi al governatore Roberto Formigoni, a cui lancia una frecciata ricordando la necessità del cambiamento contro «l’idea che il potere possa essere incarnato dalle stesse persone per un lasso di tempo così significativo».
La sua richiesta di allargare il campo ai movimenti civici serve a questo, ma serve anche — spiega — «per accompagnare i partiti in un processo di cambiamento delle loro funzioni al servizio della collettività».

I partiti, Pd in testa, seguito da Sel e Idv, ora che la strada è stata tracciata, e pur con qualche dubbio che resiste, si stanno mettendo al servizio del progetto di consultazioni civiche: ferma la data del 15 dicembre, dovranno indicare anche loro quali persone, una ventina in tutto, faranno parte del Comitato promotore. Di certo ci saranno alcuni sindaci lombardi eletti con liste civiche, e qualcuno ha pensato che potrebbe farne parte, eventualmente, il sindaco Giuliano Pisapia. Lui, ieri, rimarcava: «Quello che importa è che ci sia una consultazione dal basso, per scegliere il candidato migliore e per far rinascere quella partecipazione che ha portato al cambiamento a Milano. Io, poi, sarò a disposizione del candidato che prevarrà nelle primarie, indipendentemente dal nome», un inciso per ricordare che non c’è solo Ambrosoli, l’uomo che piace al sindaco (e anche ai monarchici, che gli hanno dato il placet).

Sicuri in gara, ormai, la ginecologa Alessandra Kustermann, il giornalista Andrea Di Stefano e il consigliere comunale socialista Roberto Biscardini, mentre il consigliere regionale uscente pd Fabio Pizzul deve decidere «se scendere in campo o scaldarsi a bordo campo». Va di metafora anche il sindaco Pisapia, e proprio riferendosi alle buriane che hanno investito le segreterie dei partiti prima che si comprendesse che anche le “primarie civiche” prevedono un voto sui programmi. «Mi sembra che nel centrosinistra — dice il sindaco — dopo le nubi, dopo una piccola tempesta, sta tornando il sereno».

di Orianna Liso

Fonte: la Repubblica Milano
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