Primarie nazionali del centro-sinistra
Laura Puppato: un'altra idea di mondo
Le ragioni per sostenerla, non solo perché è l'unica candidata donna
Pubblicato: 14/11/2012 09:08:00

MILANO - Sono in molti a sostenere Laura Puppato alle primarie del centro sinistra, perché è una donna. In un mondo dove la politica è di assoluto monopolio maschile – e i risultati sono davanti agli occhi di tutti – forse basterebbe solo questo, ma io credo che Laura sia di più: la sua grande innovazione è quella di portare in politica le caratteristiche tipiche del femminile.
Laura Puppato è anche, in particolare, una persona che non ha timore di portare nei luoghi pubblici, che da sempre sono esclusivo dominio dei maschi, il femminile, da troppo tempo relegato nelle sfera privata della nostra società. Cosi non ha timore a dire che le sue sono proposte per “Amare l’Italia”.

Al centro della sua visione c’è un sentimento, l’amore. Dirlo ad alta voce significa avere il coraggio di dare valore primario a ciò che significa amare, volere bene, avere voglia di prendersi cura del nostro paese e della nostra società.
Non a caso Laura Puppato comincia la sua “carriera” prendendosi cura del territorio. Come moltissime donne nella nostra splendida Italia, muove i primi passi in politica, non in un partito, ma nell’associazionismo ambientalista, dove le donne rappresentano una maggioranza, spesso silenziosa, ma impegnata e decisa. Quando decide di candidarsi non abbandona questa convinzione e aggredisce, direttamente, il falso mito dell’incompatibilità tra rispetto ambientale e economia.

L’economia, quella che da troppo tempo, dominata soprattutto da uomini si concentra solo sul mercato, la produzione per il mercato, le grandi opere, l’edilizia. Un’economia che è diventata finanza, che si concentra sulla crescita dimenticando il benessere, che sembra ignorare quanto siano fondamentali per il progresso economico il lavoro che viene svolto fuori dal mercato e le infrastrutture sociali, come la cultura, l’educazione, l’onestà e la trasparenza.
Il suo progetto è concentrato sulle infrastrutture sociali, non quelle fisiche, ed è molto femminile anche il fatto che non sia concentrato nel breve periodo, nell’adesso, ma che imposti il cambiamento di una visione culturale soprattutto per le generazioni future, per i nostri figli. Laura Puppato dice chiaramente l’Italia non è a terra a causa dello spread, ma della sottocultura e della corruzione, che ha creato un ambiente dove ogni suggerimento tecnico, per quanto perfetto sia, rischia di rimanere lettera morta.

Al centro del progetto di rinascita c’è la nostra società, non la nostra produzione.
Parla, infatti, di importanza di investimenti sui nidi, ponendo l’accento su di un aspetto che spesso gli uomini fingono di ignorare, l’impatto sulla crescita economica di questi investimenti. Portare il femminile in ambito pubblico, significa anche sostenere che la modalità di cura ed educazione dei nostri figli, a partire dal giorno della nascita, è un investimento centrale per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese, che va fatto nell’interesse di tutti, non solo delle donne. Preoccuparsi di accesso al nido significa preoccuparsi di crescita economica, di mobilità sociale, di eguaglianza di genere del futuro che vogliamo per la nostra società.
Portare il femminile significa anche evitare lo scontro, riuscire a non trasformare tutto in una partita di calcio, mantenere i toni bassi, discutere con forza sui temi, senza bisogno di prevaricare, di emergere solitario, di gridare più forte e sappiamo in molti quanto l’Italia abbia bisogno di questo.
Oramai non ci si candida più, si scende in campo … a giocare che cosa? I partiti non sono squadre, nella gestione di un paese non c’è qualcuno che vince e qualcuno che perde, si è una comunità: “il nostro mondo non è rappresentato da miriadi di punti separati, ma è, a tutti gli effetti e a tutti i livelli, un solo organismo nel quale le singole azioni si riverberano su tutto l’insieme – e viceversa” dice Laura.

Anche quando parla di lavoro Laura Puppato adotta un approccio femminile, non esistono due squadre nella produzione, non c’è contrapposizione tra lavoro e impresa, lo dice chiaramente “se non c’è impresa non c’è lavoro”. Porta inoltre la esperienza da imprenditrice, ma porta soprattutto quella di madre lavoratrice, esperienza che da un punto di vista manageriale e organizzativo ha probabilmente quasi la stessa rilevanza dell’essere stata amministratrice di un piccolo comune, solo chi non lo ha vissuto lo può negare.

Laura Puppato poi può diventare un esempio, portare il femminile nei partiti significa anche aiutare le tante donne impegnate in politica al di fuori dei partiti, soprattutto nella società civile, a cominciare a pensare di potercela fare anche a scalare i partiti maschilisti e portare i temi a loro cari al centro della politica economica e di sviluppo del nostro paese.
Laura si candida alle primarie del centro sinistra con lo slogan “un’altra idea di mondo”, la verità è che Laura Puppato è di un altro mondo, nel senso che è espressione di un mondo da troppo tempo tenuto in disparte dai partiti e relegato alla sfera privata: il mondo del femminile, quello che oggi con Laura ha non solo la possibilità, ma il dovere morale di cambiare l’Italia.

di Elena Sisti

Fonte: arcipelago Milano
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