Elezioni Regione Lombardia
Ambrosoli si dichiara pronto a "primarie civiche"
L'avvocato è orientato a dire sì a una consultazione lanciata da un comitato civico
Pubblicato: 12/11/2012 09:12:00

MILANO - Non più soltanto una croce da mettere sotto il nome di un candidato. Chi andrà a votare ai gazebo, dovrebbe sottoscrive le idee e, di conseguenza, scegliere la persona che le ha presentate. È questo che dovrebbero diventare le primarie della coalizione di centrosinistra: “primarie civiche”, come sono già state ribattezzate, più legate ai manifesti programmatrici e ai progetti di chi correrà, che alla logica competitiva tra le persone. Primarie frutto di un lavoro di mediazione a cui Umberto Ambrosoli, dopo un fine settimana di valutazione e scelte, dovrebbe dire “sì”.

Sottoscrivi le idee e scegli la persona, la nuova filosofia. Una consultazione che soprattutto non dovrebbe essere più lanciata dai partiti — Pd, Sel e Idv — ma da un “comitato promotore del patto civico” che sarà composto da figure istituzionali a partire da sindaci e amministratori e personalità di alto profilo. Eccola, l’ultima strategia per salvare la chiamata alle urne del popolo delle primarie. Ecco l’ultimo meccanismo di cui i segretari regionali e Ambrosoli discuteranno oggi e che è la speranza sempre più forte delle ultime ore anche l’avvocato dovrebbe poter sottoscrivere. Sul fronte del centrodestra, invece, Angelino Alfano ancora spera che il Pdl possa fare un accordo con la Lega Nord, nonostante Roberto Maroni abbia annunciato che è pronto a correre per il Pirellone. "Se il consiglio federale mi chiederà di candidarmi
alla presidenza della Lombardia - ha detto il segretario della Lega dal palco della manifestazione contro le tasse di Bologna - io dirò di sì". Ma Gabriele Albertini insiste: "Non torno indietro".

È sempre più in corsa, Ambrosoli. Tanto da aver annunciato di aver chiamato a coordinare il suo progetto «di aggregazione di rappresentanze sociali e di forze politiche per un patto civico di rinnovamento in Lombardia» Stefano Rolando, uno dei protagonisti della campagna di Giuliano Pisapia che, proprio con il sindaco, ha scritto un libro sulla vittoria arancione. E, per sostenere la sua candidatura e dare un contributo al programma della futura lista civica è nato un primo appello che parte dagli arancioni. A firmare il documento — durissimo verso il centrodestra, ma per niente tenero anche con l’opposizione — alcuni nomi tra cui gli assessori Lucia Castellano, Franco D’Alfonso e Maria Grazia Guida, l’economista Marco Vitale, il sociologo Guido Martinotti, fino all’ex leghista Giancarlo Pagliarini.

È stato Giuliano Pisapia il primo sponsor della nuova strada. «Primarie più ampie», le ha definite il sindaco, «allargate a forze e persone che non rappresentano solo i partiti». Ed è l’impianto base — ancora da perfezionare — di questo nuovo meccanismo, che nell’ultimo weekend, è stato messo a punto: contatti e limature sono andate avanti tra il centrosinistra, e in particolare il segretario regionale del Pd Maurizio Martina, e gli uomini vicini ad Ambrosoli. Adesso si tratta solo di parlarsi, incontrarsi con i segretari della coalizione. E fare l’ultimo passo. «Possiamo prendere il passo giusto è convinto Martina l’obiettivo comune è costruire un rapporto forte con gli elettori». Anche Marco Vitale, uno dei più vicini al progetto dell’avvocato, dice: «L’impostazione di Ambrosoli, oltre che la mia, è a favore delle primarie che abbiano, però, un senso, che siano utili e aperte a quella base trasversale e civica che è una delle sue grandi motivazioni».

Tra i punti da definire c'è la data: per ora la consultazione è stata fissata il 15 dicembre. Dovrebbe essere confermata ma — se il voto fosse spostato da gennaio ad aprile — potrebbe anche slittare. L’invocazione per le primarie è forte: dalla “base” ai candidati già in campo. Da Fabio Pizzul del Pd (che di fronte a una disponibilità di Ambrosoli a partecipare alle primarie potrebbe però, come Giulio Cavalli di Sel, fare un passo indietro) ad Alessandra Kustermann, da Roberto Biscardini del Psi ad Andrea Di Stefano.

Il giornalista dice: «Il confronto reso possibile dalle primarie sarà un’eccezionale occasione di un dibattito pubblico e partecipato sul futuro della Regione. Credo che ormai nessuno si possa arrogare il diritto di cancellare questo appuntamento». Anche Matteo Renzi, ieri a Milano per un incontro sulla green economy, ha rilanciato: «Non arriva uno da Firenze o Piacenza a dire ai lombardi cosa devono fare: lo sanno benissimo. Ma speriamo che le primarie possano consacrare il candidato. Per noi l’idea di rinunciare alle non è il massimo».




 

Fonte: la Repubblica Milano
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