Nuova associazione
È nata l'Associazione Milano, oggi, domani, dopodomani - Milano Becoming
Pubblicato: 10/11/2012 20:02:00

MILANO  - I soci fondatori - Laura Balbo, Giuliana Chiaretti, Enzo Colombo, Roberto Moscati - hanno comunicato oggi a Nanni Anselmi, presidente di MMC, la costituzione di questa associazione che si propone di operare nel quadro di iniziative italiane ed europee sui temi della democrazia partecipativa, dei beni comuni, della diversità e delle politiche di cittadinanza inclusiva costruendo occasioni di incontri e scambi nella convinzione che a tutti è richiesto di “imparare a cambiare”.

Qui di seguito il documento che ne riassume le finalità e le linee guida

MILANO, OGGI/DOMANI/DOPODOMANI – MILANO BECOMING

Il 25 settembre 2012 si è costituita lʼAssociazione Milano, oggi, domani, dopodomani.

Lʼassociazione si propone di compiere nella città di Milano, in un contesto di cambiamenti economici, sociali, culturali e politici, un percorso di analisi e di produzione di conoscenze in stretta collaborazione con lʼamministrazione comunale e le forze sociali della società civile. Intende altresì operare nel quadro di iniziative italiane ed europee sui temi della democrazia partecipativa, dei beni comuni, di diversità e di politiche di cittadinanza inclusiva costruendo occasioni di incontri e scambi con altri contesti e situazioni nazionali e internazionali, in una prospettiva dinamica e nella convinzione che a tutti è richiesto di “imparare a cambiare”.

Svolge questo compito attraverso:

a) attività di ricerca e documentazione;
b) elaborazionedistrumentidiosservazioneedilettura;
c) progetti e attività formative rivolte prevalentemente ai giovani;
d) collaborazioni con gli enti locali, associazioni, università, fondazioni e istituti internazionali;
e) organizzazione e partecipazione a conferenze, seminari nazionali e internazionali;

Il nome dellʼassociazione indica ciò che vogliamo porre al centro: da una parte Milano, come contesto di cambiamenti economici, sociali, culturali, politici (guardando ovviamente anche a dinamiche e processi in altre situazioni); dallʼaltra le fasi del percorso: nel breve, nel medio, e nel lungo termine i segnali e le diverse domande di cambiamento. A questi processi che caratterizzano la fase attuale a livello dei “decisori” come a livello dei “cittadini” intendiamo rivolgere lʼattenzione.

In questa prospettiva si svilupperà il progetto nei prossimi anni, in collaborazione con il Comune, le Università Statale e Bicocca, la Fondazione Feltrinelli, le associazioni della società civile: unʼesperienza di analisi, di partecipazione e di collaborazione. Lʼiniziativa si colloca nel percorso europeo avviato nel 2010 dal gruppo Concerned Citizens of Europe presso il CCCB di Barcellona (un successivo “momento”, centrato sui temi della democrazia e dei beni comuni, si è tenuto il 3 e 4 maggio 2012 sempre a Barcellona; il progetto, con il titolo MILANO BECOMING, è stato presentato in quellʼoccasione).

 
Lʼattenzione è volta a cogliere processi che potranno determinarsi negli anni che abbiamo davanti: a partire dallʼinsediamento della giunta Pisapia analizzando istituzioni e pratiche via via costituitesi, nella prospettiva della “cittadinanza attiva” e di una “democrazia partecipata”; e tenendo aperto lo sguardo anche sul contesto europeo, ma non solo.

Dunque osservare e interpretare la formazione di un “governo della città” in cui sono attive - a vari livelli (non solo la Giunta ma il Consiglio comunale e i consigli di zona, i comitati, i molti “tavoli”) - persone capaci di svolgere il loro ruolo in modi non tradizionali, anzi con uno spirito fortemente innovativo; ancora, le pratiche quotidiane dei cittadini, le iniziative dellʼassociazionismo milanese e la nascita di nuove forme di mobilitazione.

Come possibili chiavi di lettura: il “diritto alla città” (David Harvey); “prendersi cura della città”; e una “nuova stagione dei diritti “(Stefano Rodotà).

In sintesi: uno “studio di caso” che intendiamo utilizzare per osservare e interpretare proposte, iniziative, provvedimenti; e pratiche quotidiane dei cittadini (anche forme di mobilitazione e di protesta) come aspetti di uno scenario in cambiamento.

Ulteriori riferimenti e categorie concettuali: ovviamente, la fase della crisi; le iniziative nel sociale, gli “attori” e il loro ruolo nella sfera pubblica; il riconoscimento dei diritti (lʼaccesso alla cittadinanza dei giovani di origine immigrata al compimento dei 18 anni; il registro per i matrimoni delle coppie di fatto; e molti altri).

Altri obiettivi: attivare strumenti di ascolto e di valorizzazione delle espressioni di cittadinanza attiva e dei “saperi diffusi” e porre in essere strumenti di osservazione e di lettura (in un contesto di cambiamenti nel mondo del lavoro e nellʼeconomia; di presenza di più generazioni di “immigrati”; dei trend demografici, delle caratteristiche del vivere di donne e uomini e delle diverse generazioni, di aspetti di cambiamento nellʼ organizzazione dei tempi della vita quotidiana) guardando a processi e specificità di varie zone dellʼ ”area metropolitana”.

Un progetto non facile da realizzare, ne siamo consapevoli. Con Elinor Ostrom, si potrebbe dirlo così: un percorso di “avvicinamento a un obiettivo non ancora visibile”.

 

IMPOSTAZIONE E OBIETTIVI

 

Tanti gli spunti di lettura e riflessione sulla città e sulle sue trasformazioni (per coloro che fanno parte del progetto e per altri possibili “utilizzatori”): le scelte tra decisioni e strategie alternative, ostacoli e difficoltà inattesi; anche aspettative e interessi contrastanti. Ci si propone di mettere in atto forme di collaborazione- aperte a confronti, verifiche e aggiustamenti - con le istituzioni e con le molte iniziative operanti nel territorio: incontri in sedi universitarie e in vari ordini di scuole; con associazioni di varie impostazioni, soggetti attivi nel settore no- profit; ”reti”, consigli di zona, ecc.

Consapevoli dei limiti dei nostri strumenti, ci proponiamo di attivare contatti e forme di collaborazione con altre iniziative già in corso o che via via saranno realizzate, e di procedere “mettendo insieme” alcuni dei molti diversi “pezzi” che compongono il quadro. Ancora un riferimento che possiamo riprendere: un “patchwork”. Non è, comunque, una ricerca in senso tradizionale.

Dovranno naturalmente essere precisate le ipotesi di lavoro e le metodologie di ricerca: utilizzazione di materiali della stampa cittadina e presenza nelle “reti”, forme di analisi quantitativa e qualitativa, uso di strumenti di comunicazione visiva. In una fase che richiede di riconsiderare definizioni concettuali e metodologie di analisi, e nella prospettiva di guardare avanti, ci si propone - anche utilizzando contatti con altri percorsi di studio che a Milano sono in svolgimento - di ridefinire via via, di riformulare: di imparare, appunto. Lo viviamo, questo progetto, come un “esercizio di apprendimento”, una learning opportunity. E ancora: lʼobiettivo non è di raccogliere dati e analisi sulla città come oggi si presenta, ricostruendo processi di fasi precedenti. La dimensione che intendiamo realizzare, andando dal presente al medio e più lungo termine, è dinamica: oggi, domani e dopodomani. Alcune prospettive e categorie concettuali che intendiamo utilizzare (nel contesto attuale segnato dai processi delle migrazioni, della mobilità, delle plurali diversità; e dai molti tratti della “crisi “): cittadinanza urbana, cittadinanza quotidiana, diritti quotidiani; riferimenti ai processi di apprendimento (apprendimento organizzativo, conoscenza pratica, situated knowledge; e pratiche ed effetti dellʼinvisible learning). Lavorare su esperienze, difficoltà, prospettive, risorse, in un progetto partecipato; consapevoli di come nel tempo il contesto si modificherà, si potranno determinare effetti “imprevisti”, o anche “perversi”.

E unʼoccasione per “fare sociologia in modi un poʼ diversi”. Di questo ci sembra ci sia oggi molto bisogno, e dunque il progetto è impostato in questa prospettiva.

 

PROGETTI AVVIATI:

 

A. Il primo progetto avviato dallʼassociazione è la ricerca Milano da grande. La ricerca si propone di fornire elementi per conoscere le “rappresentazioni della cittadinanza” dei giovani milanesi in particolare dei ragazzi dʼorigine straniera e dei percorsi che essi fanno per arrivare ad acquisirla. Anche, per contribuire allo sviluppo di una partecipazione attiva dei giovani residenti a Milano.

Incontrare e seguire nel tempo (in collaborazione con lʻAssessorato alle politiche sociali) un campione di “giovani” che hanno compiuto diciotto anni nel 2011/2012, sia “milanesi” sia “nuovi/nuove cittadini/cittadine”. Ci si propone di mantenere contatti e di documentare la situazione, negli anni a venire, in particolare sui temi della cittadinanza, delle esperienze nelle istituzioni formative, delle attuali difficoltà di accesso al lavoro; e ragionare di possibili iniziative di sostegno ai giovani e di contrasto a meccanismi di discriminazione e disuguaglianza. Attenzione particolare sarà dedicata agli ostacoli formali o alle difficoltà e resistenze nelle relazioni quotidiane che si frappongono alla piena ed equa partecipazione alla vita cittadina. Più che realizzare una ricerca ʻtradizionaleʼ sʼintende contribuire, in maniera metodologicamente fondata, a raccogliere quelle informazioni e conoscenze che possono contribuire allo sviluppo di politiche efficaci dʼinclusione e di partecipazione. Il fine del progetto non è quindi la raccolta di materiale conoscitivo – comunque fondamentale ma la creazione di una stretta sinergia tra il gruppo di ricerca, lʼamministrazione comunale e rappresentanti della cittadinanza e della partecipazione giovanile alla vita cittadina.

Enzo Colombo, Anna Granata, Francesco Grandi, Ludovica Piccardo, Rassmea Salah.

B. Si è iniziato a lavorare alla costruzione di un Laboratorio di cittadinanza attiva situato in una zona centrale di Milano che comprende il quartiere Canonica-Sarpi e la zona circostante il Parco Sempione. Il Laboratorio ha lo scopo di condurre unʼesplorazione, con la partecipazione di chi vive nella zona (i cittadini singoli, i non cittadini, associazioni, consiglio di zona) in grado di descrivere e interpretare, a partire da questo specifico sito il cambiamento di Milano, le diversità che la attraversano: una realtà in movimento verso contrastanti direzioni. Ha anche lo scopo di creare una situazione in cui si conosce e si impara facendo, dando la parola e mettendo a confronto i diversi e conflittuali punti di vista di chi abita, lavora, consuma in questa zona. In tale situazione laboratoriale si può sviluppare la capacità di occuparsi non solo di problemi rilevanti per sé ma anche per il contesto in cui si vive, di progettare tra cittadini e con le istituzioni pubbliche i modi per costruire e prendersi cura di beni comuni. Si terranno riunioni di lavoro in forma seminariale con coloro coinvolti nel progetto; ci si propone di sviluppare contatti con altre iniziative e di stabilire rapporti e confronti con “attori “ e “osservatori” della realtà cittadina (milanese e altre, “giovanile” e altre). Dunque, nel medio e lungo periodo una cittadinanza attiva e competente.

Giuliana Chiaretti, Mauro Migliavacca, Liliana Padovani, Massimo Bricocoli.

C. Lʼobiettivo è ricostruire -utilizzando dati raccolti sulla base di osservazioni dirette e analisi dei media (e se sarà possibile, conversazioni con alcune delle persone in ruoli nellʼamministrazione e in iniziative di base)- le “componenti” e i processi che hanno caratterizzato la fase di avvio dellʼamministrazione Pisapia. Il role entering è un “passaggio” con tratti particolari: utile leggerlo con uno “sguardo sociologico”. Ci sono difficoltà, pressioni, urgenze: tratti che caratterizzano appunto la fase di avvio. Lʼanalisi si propone di fare emergere le necessarie forme di “apprendimento”, ostacoli e difficoltà, e le conseguenze per i percorsi successivi. E si tratta anche di capire se e come sul processo pesino/interferiscano le dinamiche della “democrazia di base” attualmente operanti (con attenzione appunto ai processi di role entering di soggetti attivi in questi ambiti, e ai dati della visibilità mediatica di ogni passaggio).

Laura Balbo

 

Altre prospettive di ricerca e iniziative previste in fasi successive

* Organizational learning: prendendo spunto dalla vasta letteratura disponibile, questo è un filone che ci si propone di sviluppare, applicando al contesto delle istituzioni pubbliche (in questo caso dellʼapparato politico/decisionale/ burocratico della città, visto come contesto e processo di apprendimento) un filone di studi tradizionalmente riferito al mondo delle imprese. Via via che si decide e si opera, quanto è riferibile a pratiche istituzionali vincolanti o comunque date per immodificabili, o scontate (e come si vada avanti nelle dimensioni “obbligate, ” o si cerchi di modificarle); e quanto invece sia - inevitabilmente - parte di processi di messa in discussione, innovazione, nella Milano che cambia. Appunto, nella fase attuale, “imparare a cambiare”.

* Nella prospettiva di cogliere questa occasione anche per riflettere, e aprire interrogativi, sugli “usi delle scienze sociali” nel discorso pubblico e nella costruzione dellʼagenda politica, ci si propone di seguire i processi dellʼoggi, domani, dopodomani: dunque, con una metodologia ancora da mettere a punto, non la situazione in un momento dato ma la “dinamica”; e non utilizzando categorie e schemi di analisi definiti e accettati nella “letteratura” come validi, ma, per quanto possibile, “innovando”. In questo percorso si prevede di creare reti di contatti, nelle sedi universitarie e di ricerca della città, con ricercatori, studenti, in una prospettiva di valorizzazione di queste risorse, da collegare tra loro, rendere visibili, utilizzare come potenzialmente innovative. In vista di questo obiettivo, va anche messo in evidenza che diverse sedi e iniziative potrebbero utilmente, nella città che cambia, realizzare progetti comuni.

Siamo in contatto e con studiosi attivi in iniziative e su temi “vicini” : Ota De Leonardis, Maurizio Ambrosini, Mariannella Sclavi, Massimo Bricocoli, Geneviéve Makaping, Guido Martinotti, Anna Rita Calabrò, Ouejdane Mejri, e altri; a livello europeo alcuni studiosi del gruppo di Barcellona: Ash Amin (Cambridge), Albena Azmanova (Bruxelles), Pep Subiros (Barcellona), Saskia Sassen (New York). Naturalmente con “giovani” che abbiamo incontrato e che via via incontreremo, interessati e attivi rispetto alla realizzazione del progetto.

Per presentare il progetto si proporranno iniziative in collaborazione con la Fondazione Feltrinelli a Milano, con la Fondazione Basso a Roma, in sedi universitarie, con gruppi di dottorato, e altri. Sono previsti contatti con progetti in corso di svolgimento presso università, centri di ricerca e altre istituzioni; lʼassociazione El Ghibli, Radio Popolare; con alcune riviste: il MULINO, MONDI MIGRANTI, INCHIESTA, la RIVISTA DELLE POLITICHE SOCIALI. Si pensa anche a un possibile convegno a Milano del gruppo Concerned Citizens of Europe nel 2013 o 2014.

 

Soci fondatori dellʼAssociazione:

Laura Balbo, Giuliana Chiaretti, Enzo Colombo, Roberto Moscati Indirizzo e sede: Via Giovanni Cantoni, 4 – 20144 Milano e-mail: milano.odd@gmail.com

 
 

web: http://milanobecoming.wordpress.com/

 

 

Commenti:
commento di klement lasciato il 26/02/2014 alle 08:21
Fermate la demenza di buttare all'aria Milano per riesumare i navigli. Milano città d'acqua fa il paio con la Roma imperiale di Mussolini. Il ritorno agli antichi splendori è la parola d'ordine degli esaltati
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