L' intervento di Anna Scavuzzo Presidente del GC Milano Civica x Pisapia
Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza
"Bonifichiamo gli ambienti politici. Torniamo a fidarci delle nostre istituzioni"
Pubblicato: 26/10/2012 21:39:00

MILANO - Seduta straordinaria sul tema della sicurezza, richiesto con particolare insistenza dal Partito delle Libertà e dalla Lega.
Invitati: sindacati, Prefetto, Questore, Camera di Commercio e diverse altre personalità... ci sono stati gli interventi dell'assessore Granelli (a nome di Sindaco e Giunta), di un rappresentante della Camera di Commercio, di alcune sigle sindacali e poi di molti consiglieri.
Il contesto politico complessivo del nostro territorio non ha lasciato molto spazio a polemiche e invettive, se non contenute. L'on. De Corato ha tuonato come di consueto, ma senza troppe saette. La Lega ha provato a minimizzare l'importanza delle indagini in corso a livello regionale in modo anche un po' goffo.
Nessuno - né in maggioranza né all'opposizione - ha minimizzato o ironizzato su un tema delicato (e molto sentito) come quello della sicurezza.
Diversi interventi hanno riportato l'attenzione sulla centralità di questi ragionamenti perché con certi argomenti non si può essere superficiali, allo stesso tempo abbiamo cercato tutti di smorzare le polemiche e di evitare strumentalizzazioni che potessero trasformarsi in attacchi laddove non vi è diretta competenza dell'amministrazione Comunale.
Come si ribadisce da tempo, un conto è il corpo della Polizia Locale - con le sue mansioni e competenze, oltre che risorse - e un conto è la gestione dell'Ordine Pubblico, il coinvolgimento della Polizia di Stato, l'intervento di Questore e Prefetto.
E' sempre bene distinguere per non confondere, come mi hanno insegnato alcuni Maestri.

Ecco, in allegato il mio contributo.

Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza

Milano, 25 ottobre 2012.

Non riprenderò tutti i concetti espressi, molti dei quali condivido e mi concentro ora su una
domanda: che cosa sta alla base della costruzione di una città sicura, di un Paese in
cui ci sentiamo “al sicuro”?
Parlando con le persone, ascoltandole anche in ambiti informali e senza la distanza che
purtroppo spesso la politica frappone, ecco, ascoltando le persone ci si accorge che questo è
un tema centrale, che sta a cuore a tutti.
Insieme alle preoccupazioni per la salute e per il lavoro, proprio e dei figli, il tema della
sicurezza è il più sentito.

E’ chiaro che chiedere conto al Sindaco di una città, ancorché importante come Milano, è
pretestuoso e strumentale.
Il Sindaco è interessato al tema perché interessato al benessere dei suoi concittadini, ma il
punto sta altrove.
Allora mi chiedevo, che cosa sta alla base di un Paese sicuro, in cui vivere in modo
sereno, sentendoci “al sicuro”?
In prima battuta io risponderei che è la fiducia: fiducia nelle istituzioni, innanzi tutto.
Nell’onestà, nell’impegno e nella loro responsabilità nei confronti di tutti noi.
“Siamo in buone mani”, si dice spesso.
Penso alle istituzioni qui rappresentate, ciascuna per le proprie competenze e nei propri
ambiti di attività.
Ciascuno fa del proprio meglio perché tutto funzioni ed è il concorso di azioni virtuose che
permette la costruzione di una città, di un Paese, libero dalla paura.
La sicurezza è per tutti, non solo per pochi e non è un fatto solo personale, che ciascuno
può costruirsi da sé.
E’ esperienza quotidiana: non è solo la paura di uno scippo o di una rapina a renderci
insicuri e preoccupati, ma anche un piano di evacuazione che non funziona, il mancato
rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi in cui lavoriamo, le povertà e le disuguaglianze
che generano tensioni e conflitti, l’assenza di bellezza e pulizia che contribuiscono a dare
disvalore ai luoghi in cui viviamo.
Sentirsi insicuri significa sentirsi in balìa di qualcosa che non si conosce e che
potenzialmente potrebbe farci del male.
Il lato oscuro della nostra società va illuminato, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.
Non nascondo un tratto di polemica in queste mie parole a ciò che ha proposto il Ministro
Barca, apprezzato in molti passaggi, ma non sulla questione dell’illuminazione delle strade.
Ecco che fidarsi di chi prende decisioni “per il nostro bene” assume un’importanza
a mio avviso straordinaria.
Un clima di insicurezza percepita genera quel senso di paura che mette instabilità,
crea agitazione, prepara terreno fertile a chi vuole speculare facendo leva sui nostri
timori.

Se non mi fidassi di chi lotta contro la criminalità organizzata, potrei sentirmi al
sicuro?
Se non mi fidassi di chi si occupa dei quartieri popolari, che sempre più spesso
subiscono le pressioni di quella criminalità, potrei sentirmi al sicuro?
Se non mi fidassi di chi cerca di sottrarre denaro a quanti speculano in città,
alimentando il lavoro nero, il commercio clandestino, lo spaccio di droga, il racket
della prostituzione, quello dell’elemosina... potrei sentirmi al sicuro?
Come parlare di lotta alla criminalità nei quartieri popolari quando chi si occupa di casa e
territorio in regione Lombardia è in carcere per voto di scambio con la ‘ndrangheta?
E ad ascoltare le ultime notizie che arrivano dalla Procura, purtroppo non è un episodio
isolato, pesanti sospetti gravano perfino su candidati al Consiglio comunale, eletti e non
eletti.
Come parlare di emersione del sommerso, di promozione del commercio, di sostegno ai
piccoli imprenditori che cercano di uscire dalla crisi economica, quando si affittano
capannoni a individui che si arricchiscono con la vendita di merci contraffatte?
E se ci riferiamo a ex assessori proprio alla sicurezza, non rimaniamo senza parole?
Come parlare di investimenti per poter mettere in sicurezza i cantieri, per promuovere
l’occupazione dei tanti giovani – italiani e migranti – che vivono sul nostro territorio,
quando ogni giorno fioccano avvisi di garanzia con accuse di corruzione, truffa alle
istituzioni e appalti truccati?
Dimentichiamo che ci sono personaggi che si sono arricchiti speculando perfino sulle
vacanze dei nostri bambini? O truffando le istituzioni con falsi corsi di formazione?
Pensiamo davvero che la contiguità fra la politica e il malaffare possa essere trascurata in
questo Consiglio straordinario sulla sicurezza?
Che non abbia a che fare con la sicurezza nella nostra città?
Che la malavita non abbia un ruolo in tutto questo e che la mancanza di onestà, pulizia e
rigore non debbano essere al centro della nostra riflessione oggi? Dove sono i criminali?
Sono furti anche quelli commessi in giacca e cravatta, sono scippi eleganti, ma
sempre di criminali stiamo parlando.
Non mi sento di appoggiare le proposte di repressione e di linea della fermezza.
Non mi fido di azioni solitarie, voglio sentire aria pulita fin dai piani alti.
Bonifichiamo gli ambienti politici.
Torniamo a fidarci delle nostre istituzioni, di tutte le nostre istituzioni.
Togliamo gli orchi, i ladri e i malavitosi dai nostri Palazzi.
Se ne andranno anche dalle strade e vedremo che la città, la regione e l’intero Paese
potranno respirare un’aria diversa.

Anna Scavuzzo
Pres. GC Milano Civica x Pisapia – 25.10.2012

 

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