Radio 24 intervista Lucia Castellano
Si faranno i bandi per l'assegnazione degli spazi abbandonati del Comune
L'assessore spiega la delibera per l’aggiudicazione degli spazi edilizi oggi in abbandono
Pubblicato: 09/10/2012 16:56:00
intervista castellano

Intervento dell’Assessore Lucia Castellano alla trasmissione “Si può fare, cronache da un paese migliore” di Radio24 condotta da Alessio Maurizi in onda il 7 ottobre 2012.

A Milano esistono, secondo le stime, circa 1.200 spazi di edilizia pubblica e oltre un centinaio di immobili attualmente inutilizzati e a rischio degrado, situati specialmente in periferia. Con l’obiettivo di valorizzare il proprio patrimonio, la Giunta comunale ha approvato i nuovi criteri per l’assegnazione degli stabili demaniali e degli spazi edilizi abbandonati, che potranno costituire un volano per lo sviluppo economico e l’occupazione dei giovani anche nelle aree periferiche della città. La delibera comunale – che prevede la possibilità per associazioni, enti e cittadini di aggiudicarsi aree ed edifici dismessi sulla base di proposte positive – è stata illustrata dall’assessore al Demanio del Comune di Milano, Lucia Castellano, in una intervista a “Radio 24”.

I bandi, che verranno predisposti nelle prossime settimane, consentiranno di avviare – entro i prossimi sei mesi – le delibere per l’aggiudicazione degli spazi edilizi oggi in abbandono. “La possibilità di intervento – spiega Castellano – è aperta a cooperative sociali, associazioni senza scopo di lucro, fondazioni, Onlus e altri soggetti, magari costituiti proprio per partecipare alla gara. Su questo punto saremo elastici: non ci interessa tanto il soggetto proponente, quanto il progetto che viene presentato ai nostri uffici. Noi daremo gli spazi in comodato gratuito, i soggetti coinvolti dovranno farsi carico della sistemazione e del recupero delle aree e degli edifici secondo quanto previsto dal progetto. In questo modo gli spazi verranno recuperati all’uso della socialità e del quartiere, con un circuito benefico per il Comune e per l’aggregazione sociale”.

I bandi saranno articolati in base a quattro macrosistemi.

Il primo riguarderà gli spazi inutilizzati, come quelli molto degradati in periferia, grandi o costosi da recuperare per il Comune. “Questo è il caso nel quale prevediamo un comodato gratuito con oneri di ristrutturazione a carico delle associazioni; uno degli elementi interessanti è che ci si potrà costituire in associazione anche immediatamente prima di partecipare alla gara”, spiega Castellano;

Il secondo macro sistema è a favore dalle associazioni che hanno già un progetto e hanno bisogno di uno spazio, che sarà concesso in uso gratuito per un periodo di tre anni;

Il terzo macro sistema è costituito dagli spazi destinati a progetti per lo sviluppo della nuova imprenditoria o con finalità sociali, che saranno concessi alle nuove imprese con un canone ridotto del 90% per i primi cinque anni di attività;  

Infine il quarto macro sistema sarà rappresentato dagli spazi nel contesto di edilizia residenziale pubblica – come le aree verdi o i negozi di prossimità allo scopo di far vivere o rivivere i quartieri di edilizia popolare e di nuova edificazione.

 Una novità assoluta contenuta nei bandi che saranno presentati dal Comune di Milano  – oltre all’elasticità dei criteri di assegnazione – è che il progetto dovrà essere formulato in coerenza con le finalità dell’Amministrazione comunale e dovrà contenere un piano di ristrutturazione dell’area (o dell’immobile) e un piano economico-finanziario di sostenibilità dell’iniziativa. “L’uscita dei bandi – spiega Castellano – sarà preceduta da una campagna informativa e pubblicitaria, anche con l’ausilio dei social media, per rendere più efficace la comunicazione”.

L’iniziativa del Comune per la valorizzazione dei beni demaniali periferici punta a valorizzare il  territorio comunale, invitando la città a fare progetti per creare economia, sviluppo e lavoro per i giovani, non solo per aumentare la cassa. “Qualcuno può chiedersi perché preferiamo affidare queste aree alle associazioni, anziché venderle – termina Castellano –. Iniziative per fare cassa sono già state messe in campo, come ad esempio la revisione dei canoni nella Galleria Vittorio Emanuele. Ma in questo caso ragioniamo su aree ed edifici situati in periferia, che è difficile vendere o affittare e che è molto più proficuo, dal punto di vista sia economico che sociale, offrire in uso ad associazioni radicate sul territorio per migliorare la vivibilità dei quartieri”.

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