Ex Stecca degli Artigiani
Nuovo spazio nel cuore dell'Isola, nasce l'Incubatore dell'arte
Il sindaco «Frutto del confronto tra associazioni, imprenditori e cittadini»
Pubblicato: 09/10/2012 15:32:00

MILANO - E’ stato inaugurato il nuovo Incubatore per l’arte di via De Castillia, nel cuore del quartiere Isola. Nella struttura, circondata da una piccola area verde, si svolgeranno attività sociali, culturali, di imprenditorialità artigianale, con un occhio al tema della sostenibilità ambientale e del volontariato. «Ci sono fatti che parlano da soli - ha commentato il sindaco, Giuliano Pisapia - tutto questo e’ stato possibile grazie al confronto con le associazioni, gli imprenditori, i singoli cittadini». Anche l’assessore comunale alla Cultura, Stefano Boeri, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra le istituzioni e la cittadinanza attiva. L’assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris ha parlato dell’inizio di «un lungo percorso», evidenziando l’obiettivo di aprire il più possibile la struttura alla città e alla vita di quartiere.
Isola, nuovo spazio per le associazioni

LA GESTIONE - L’edificio che ospita l’Incubatore per l’arte è affidato in comodato d’uso all’associazione Ada Stecca, che si occuperà della gestione. Dalla hall d’ingresso, al piano terra, si aprono gli spazi per i laboratori, compresa la Ciclofficina. Un ascensore porta al piano superiore, con un open space dove si potranno tenere riunioni, incontri, e allestire le esposizioni di quanto prodotto durante tutte le attività. Gli spazi, ha spiegato Boeri, sono già stati in gran parte assegnati. Molte attività saranno dedicati ai bambini e si terranno anche corsi di italiano per stranieri. Durante la mattinata il sindaco ha anche inaugurato i nuovi giardini pubblici di via De Castillia, che si estendono per circa 2mila metri quadrati fino a via Confalonieri. Il parco comprende una nuova area giochi per i più piccoli.

Per comprendere l'importanza dell'intervento della giunta Pisapia per giungere a questa vitale apertura vi riportiamo un articolo del 26/4/2011 - un mese prima dell'insediamento di Giuliano - apparso su Zona Isola

 

INCUBATORE CHIUSO, POLEMICHE APERTE

26/04/2011

Non apre il nuovo edificio realizzato in Via de Castilla e diventano pubbliche le polemiche tra il Comune di Milano e alcune associazioni del quartiere Isola.

Le pagine milanesi del Corriere della Sera dedicano un articolo all'edificio battezzato la "Nuova Stecca" o "Incubatore dell'Arte". Si tratta della costruzione che molti residenti del quartiere Isola avranno notato, ormai completata da qualche settimana, lungo via de Castilla, proprio accanto alla sede della Fondazione Catella.

L'edificio è di proprietà del Comune di Milano ed è stato finanziato attraverso gli standard/oneri di urbanizzazione derivanti dal mega progetto immobiliare Porta Nuova. Con qualche acrobazia burocratica il Comune avrebbe affidato per un certo numero di anni la gestione dell'edificio allo sviluppatore immobiliare Hines con l'impegno di ospitare alcune associazioni che fino a qualche anno fa avevano sede in un edificio industriale dismesso, poi abbattuto per far posto ai cantieri (la cosiddetta Stecca degli Artigiani).

Riportiamo di seguito il testo del pezzo del Corriere. Zonaisola ha già dedicato qualche articolo all'Incubatore dell'Arte.

MILANO - Sono relegati nella Scarpiera, e il nome non mente. È una capanna di assi, ondulati e lamiere da orto. Sede precaria e provvisoria. Da quattro anni. La nuova Stecca degli artigiani è stata costruita di fronte alla vecchia, in via De Castillia, vicino alla stazione Garibaldi. Ormai è finita. Ma le associazioni dell'Isola, gli artisti e i volontari non hanno ancora ottenuto dal Comune il permesso d'entrare: «Abbiamo spedito quattro lettere in sei mesi. Risposte: zero». Nell'accordo firmato nel 2007 si legge: «Le associazioni si trasferiranno nell'Incubatore delle arti dal 2009 al 2012». Siamo in ritardo di due anni, mancano 12 mesi alla scadenza. Ma i traslochi non sono mai iniziati: «Abbiamo chiesto più volte di essere convocati per verificare la validità dell'intesa - racconta Paolo Artoni, attivista del circolo di Legambiente -. Il nostro timore è che Palazzo Marino venga meno ai patti».

Le ruspe attaccarono la Stecca vecchia il 25 aprile 2007. La ex Tecnomasio Brown Boveri, fabbrica di motori per locomotive, doveva cadere e far spazio al nascente piano di riqualificazione Garibaldi-Repubblica. L'edificio storico venne demolito. La polvere, con i giorni, coprì le polemiche. Le associazioni «sfrattate» si riunirono nell'Associazione delle associazioni della Stecca degli artigiani (Ada) e trovarono un accordo con l'operatore Hines e Palazzo Marino. In sintesi: «Avrete una nuova casa in comodato d'uso gratuito all'interno del quartiere». L'Incubatore delle arti è stato progettato dall'architetto Stefano Boeri davanti al ristorante Ratanà, tra i grattacieli dell'Isola. Eccolo. Due piani di laboratori, spazi flessibili, un'ampia parete di vetro. Una casa trasparente, almeno nelle intenzioni.

Ci sono centinaia di volontari e cittadini che aspettano le chiavi. L'Associazione agricoltura biologica e il Coro di Micene, Critical Garden e la ciclo officina +BC, il Gruppo d'acquisto solidale e i Fabbricanti di gioie, gli Architetti senza frontiere, la scuola del fumetto. Spiegano da Palazzo Marino: «I ritardi? Bisogna completare la bonifica dei terreni, allacciare l'edificio alla fognatura ed eseguire i collaudi». Replicano dall'Ada: «Le scadenze del contratto sono state abbondantemente superate, non ci bastano le rassicurazioni, vogliamo certezze». Negli ultimi due anni il Comune ha proposto ad artigiani e volontari un secondo trasferimento «temporaneo» in un edificio di via Pepe, sempre all'Isola, ma la trattativa s'è arenata su una serie di dubbi. Chi paga il doppio trasloco? E perché volete spostarci? Quando sarà aperta la Stecca? «Difenderemo il nostro spazio fino all'ultimo», avvisano da Legambiente. Anche dai fantasmi.

Uno, in particolare, aleggia sull'Incubatore: «I tecnici del Comune hanno fatto visitare la struttura alla comunità di San Patrignano ed altre realtà del terzo settore - attaccano dall'Ada -. Non ci stiamo. La Stecca è nostra». La Stecca è arredata, linda. Vuota. Il cartello delle 14 associazioni di quartiere ha già presentato il business plan all'immobiliare Hines e al Comune: «Il progetto sociale "copre" 35 mila euro di spese l'anno, per cinque anni». Il gestore dell'Incubatore deve essere «validato» da Palazzo Marino.

Armando Stella

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