Appello per il sistema elettorale uninominale a doppio turno
Noi cittadini possiamo scegliere e sanzionare i politici
Occorre garantire un forte ricambio del personale politico
Pubblicato: 01/10/2012 19:44:00

MILANO - Lo stato della politica italiana corrisponde alla qualità del ceto politico: per lo più cattiva o pessima, come dimostrano i tanti scandali, sprechi, il disinteresse per il bene comune che i politici manifestano.
La qualità dell’agire politico dipende dalla qualità dei politici; finché essa rimarrà quella consentita dall’attuale legge elettorale, che affida ai vertici dei partiti la scelta di chi entrerà in Parlamento, non potrà migliorare. Occorre restituire ai cittadini la scelta dei loro rappresentanti; così facendo, e se si adotterà una legge elettorale adeguata, avremo un ceto politico molto migliore dell’attuale.

Non basta il ricambio, occorre anche poter governare
Il panorama politico italiano è frammentato: tanti piccoli partiti coesistono con quelli maggiori e sopravvivono spesso non tanto per la forza delle loro proposte, quanto per il potere di ricatto di cui dispongono. Per governare, quando il sistema è frammentato, bisogna creare coalizioni e quanto più queste sono formate da partiti che poco hanno in comune, se non l’esigenza di allearsi per vincere, tanto più sono fragili ed aumenta il potere di ricatto dei partiti minori.
La stabilità dei governi è necessaria, per dare continuità all’azione politica e per essere credibili in ambito internazionale; per ottenerla occorre che si creino maggioranze omogenee e coese. Bisogna cioè potersi alleare con coloro ai quali si è più affini, senza l’obbligo di “imbarcare chiunque” al solo scopo di vincere le elezioni. Il che avveniva con la legge elettorale in vigore dal 1993 al 2006, il cosiddetto “Mattarellum”.

Conoscere i candidati, per scegliere a ragion veduta
Quando l’elettore deve scegliere tra una grande quantità di candidati, come avviene sia nei sistemi elettorali proporzionali, sia in quelli maggioritari basati sul sistema uninominale a turno unico, gli è impossibile acquisire una buona conoscenza dei singoli candidati. Pertanto, la sua è una scelta di schieramento e, quando gli è consentito di indicare una preferenza – cosa che l’attuale “Porcellum” non prevede – sceglie in base a informazioni frammentarie, rispetto a quelle che si dovrebbero possedere per decidere in modo appropriato.

Già abbiamo il sistema elettorale adatto al nostro panorama politico
È quello con cui eleggiamo i sindaci dei comuni con più di 15.000 abitanti, cioè il sistema uninominale a doppio turno, che soddisfa tutte le esigenze dette sopra:
consente un forte ricambio del personale politico: lo dimostrano le svolte impresse dai cittadini alle amministrazioni di Milano, Napoli, Cagliari, Genova, Parma, …;
rende stabile il governo delle città, non solo perché la coalizione che sostiene il sindaco ha un premio di maggioranza, ma per l’autorevolezza che al sindaco deriva dall’investitura popolare;
consente ai cittadini di scegliere a ragion veduta, perché nelle due settimane che trascorrono tra primo e secondo turno hanno di fronte solo due candidati, cosicché tutti coloro che hanno qualche interesse alla politica possono conoscerli e decidere in base alle convinzioni che derivano dalla conoscenza, non da scelte aprioristiche.

L’elezione dei parlamentari può avvenire con l’uninominale a doppio turno?
Certo, occorre solamente definire i collegi, in ciascuno dei quali sarà eletto un solo parlamentare (e ogni candidato dovrà potersi presentare in un solo collegio). Al primo turno si formeranno coalizioni politicamente omogenee, cioè formate da partiti con indirizzi non troppo differenti, e al secondo turno saranno ammessi solo i due candidati che hanno raccolto più voti al primo.

Perché il sistema uninominale a doppio turno migliora la qualità degli eletti?
Perché per essere eletti occorre essere votati dalla maggioranza degli elettori, cioè bisogna saper raccogliere un ampio consenso. Non potrebbero più entrare in parlamento personaggi deteriori, perché incapaci di acquisire la maggioranza dei voti in un confronto in cui sono in lizza solo due candidati.
Inoltre, si ha una molto maggiore identificazione dell’elettore con l’eletto, il che comporta un maggiore controllo e un’elevata possibilità di sanzione politica alla successiva scadenza elettorale; se un eletto ha tradito le attese o le promesse, difficilmente sarà confermato.

Chiediamo ai sindaci di sostenere il sistema elettorale con cui sono stati eletti
I partiti non adotteranno un sistema elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere, tanto più che con il sistema uninominale a doppio turno nessun parlamentare ha “garantita” l’elezione, ciascuno deve conquistarsela di fronte agli elettori. Per questo occorre che il sistema uninominale a doppio turno sia sostenuto da voci autorevoli, come quelle dei sindaci. A loro chiediamo di farsi promotori di un appello, che potranno sottoscrivere anche i cittadini, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri perché, nel rispetto delle loro prerogative istituzionali, compiano le azioni necessarie a far approvare una legge elettorale che attui il sistema uninominale a doppio turno.

di Lorenzo Boscarelli
 

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