Un articolo di Nanni Anselmi, Presidente di MMC
Liste civiche: diffidare dalle imitazioni
Devono nascere dal territorio, non da operazioni di trasformismo politico
Pubblicato: 27/06/2012 22:56:00

MILANO - Dal polveroso sottoscala della politica locale, da qualche tempo le Liste civiche sono entrate a pieno titolo nell’Olimpo della grande politica nazionale. Non passa giorno che sui quotidiani più autorevoli, nei talk show più autorevoli, i commentatori più autorevoli rilascino autorevoli pareri su questo ormai ahimè autorevole argomento.
Ci si interroga a destra e a sinistra, quale siano i più autorevoli personaggi – Saviano? Montezemolo? Zagrebelsky? – capaci di guidare liste o meglio listoni nazionali o forse interplanetari? O forse galattici?
L’incipit ironico è quasi d’obbligo. Infatti verrebbe da dire alla Flaiano che la situazione è talmente tragica da risultare comica. Purtroppo non è così. Di comico non c’è proprio nulla perché questa sciagurata classe politica pensa ancora una volta di farla franca, servendosi perfino di iniziative quali le liste civiche nate invece come strumenti di democrazia “dal basso”, partecipata, diretta e autonoma.
Ma davvero si pensa che il cittadino sia così miope, ingenuo, sprovveduto da non vedere dietro questa evidente operazione di trasformismo politico, la volontà dei partiti di risolvere i loro problemi senza mettersi davvero in discussione e iniziare una volta per tutte un processo di vera autoriforma non più dilazionabile? Ma davvero si crede che possa funzionare l’idea di utilizzare un “listone” guidato dai soliti noti quale specchio per le allodole a danno della cittadinanza? Ma davvero si pensa di arginare un fenomeno complesso come il “grillismo” con quattro infelici battute e una improvvisata lista civica nazionale? 
La risposta è NO! Questa volta le prossime elezioni politiche potrebbero radere al suolo l’attuale rappresentanza parlamentare sia di destra che di sinistra, dando vita a nuovi e al momento imprevedibili scenari.
Occorre pertanto fare chiarezza da subito e diffidare dalle imitazioni, dalle ammucchiate dell’ultimo minuto, dai raggruppamenti posticci e senza futuro.
Le liste civiche nascono dal territorio o, per meglio dire, da specifiche esigenze di comunità territoriali. Sono formate da cittadini indipendenti, quasi mai con precedenti esperienze politiche e con un unico scopo: il sostegno autonomo a un candidato, ben conosciuto e stimato per il progetto che porta avanti e alla sua coalizione. Rappresentano, pertanto, un ulteriore strumento temporaneo di partecipazione alla vita pubblica di una città.
Pertanto, è assolutamente improprio, per non dire ingannevole per gli elettori, pensare a improbabili elenchi di personaggi, più o meno noti a livello nazionale e guidati da un volto mediaticamente conosciuto, che avrebbero la funzione fiancheggiatrice di surrogare le deficienze di programma e di “presentabilità” dei partiti.
Le liste civiche esauriscono la loro funzione il giorno successivo alla proclamazione degli eletti, non avendo in sé alcuna valenza politica autonoma se non, come già detto, il sostegno ad un candidato. Tuttavia, qualora i componenti si ritrovassero nel breve percorso di una campagna elettorale, per affinità personali e di pensiero politico e decidessero di conseguenza di continuare il cammino pubblico insieme, ecco che, in questo caso, potrebbero diventare potenti agenti del cambiamento, dando vita a un Movimento.
Il Movimento, rispetto al partito, rappresenta storicamente una forma di organizzazione politica più leggera e dinamica, senza apparato burocratico, solitamente collocata al di fuori o ai margini di tattiche/strategie di coalizioni maggioritarie/minoritarie, ma di pari dignità e capacità di raccogliere consenso, soprattutto negli strati sociali estremi e di protesta. Cosi è stato da fine Ottocento e per tutto il secolo scorso, con innumerevoli esempi, sia positivi che, purtroppo, molto negativi. Cosi è, da ultimo, l’ esperienza del Movimento 5 Stelle.
Oggi, il Movimento costituisce forse la forma politica democratica più idonea a rappresentare le esigenze di una società liquida, atomizzata, inquieta, curiosa e sempre più collegata in rete. Capace di grandi progetti di solidarietà ma sempre più diffidente a deleghe di rappresentanza senza effettivo controllo delle proprie richieste/istanze/interessi.
Insieme con partiti largamente ridimensionati, Movimenti Politici costruiti su solide caratteristiche identitarie, capaci di produrre pensiero e sistemi di valori moderni e laici ( ad es. il concetto di “ Bene Comune”), formati da aderenti fortemente motivati e trasparenti nei loro comportamenti pubblici, con obiettivi concreti di servizio alla comunità, partendo da esperienze territoriali di eccellenza, potrebbero davvero rappresentare il nucleo rifondatore della politica nazionale.

di Nanni Anselmi

Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact