Bene Comune
Un'idea portata dal vento
Pubblicato: 26/06/2012 00:26:00

BENE COMUNE: UNA IDEA PORTATA DAL VENTO

Ricordate il viaggio di Paolo Rumiz con Nerina, la Topolino del 1953, lungo l’intera dorsale appenninica sino
alle propaggini finali in Calabria? Sulla scia di una tradizione letteraria che ha tra di noi precedenti illustri (si
pensi ad esempio al Viaggio in Italia di Guido Piovene), ci aiutò a scoprire bellezze straordinarie e
testimonianze sconosciute o dimenticate di quell’amalgama intricato che è in definitiva il nostro Paese.
Quella di Rumiz resta tuttavia un grande saggio di giornalismo; ma allo stesso tempo una esperienza privata
e difficilmente ripetibile da un normale cittadino. E’ possibile allora consentire ad un pubblico allargato
esperienze analoghe, contribuendo allo stesso tempo al rilancio economico del nostro Paese?

A volte una idea apparentemente semplice può consentire il “colpo d’ala” che conduce non solo ad
aggiungere valore al bene comune; ma anche a promuovere un vero e proprio cambio culturale. Prendete
ad esempio il Progetto VENTO del Politecnico di Milano (gruppo di ricerca: Paolo Pileri - responsabile
scientifico, Alessandro Giacomel, Diana Giudici, Luca Tomasini). L’acronimo riassume in sé l’idea di base: in
bicicletta da Venezia a Torino lungo il Po (magari passando per l’EXPO 2015 …).

Si tratta di 679 km che attraversano paesaggi straordinari, a tratti struggenti e in larga misura ignoti ai più.
Di questi allo stato attuale 102 km si possono già percorrere in sicurezza con la bicicletta; 284 Km sono
accessibili solo intervenendo sulle “regole d’uso”: si tratta per lo più di strade lungo gli argini del grande
fiume, che sono di norma interdette al traffico, solitamente riservato ai mezzi agricoli o a quelli della polizia
fluviale. Altri 148 km richiederebbero pochi e semplici interventi per essere dichiarati “pedalabili” in
sicurezza (tratti promiscui o con pavimentazione leggermente sconnessa ecc.). Restano infine 145 km che
necessitano opere di manutenzione o restauro più impegnative. Il gruppo di ricerca del Politecnico stima in
80 milioni di Euro la somma necessaria per rendere agibile per intero questo nuovo, straordinario percorso
, che in tal modo diventerebbe una delle più lunghe piste ciclabili europee, e certamente la più estesa in
Italia. L’onere per provincia varierebbe da un minimo di 2 milioni (Lodi, Ferrara) ad un massimo di 15 per
Alessandria.

Quali i motivi di rilevanza del progetto? Lascio la parola agli ideatori:

VENTO non è un progetto locale, ma un progetto del Paese: sono 679 km di ciclabile, ma sono anche 679
km di green economy, di green jobs e potenziale crescita dell'economia. I 40.000 km di ciclabili tedesche
producono 80 miliardi di indotto all'anno, stabilmente. Centinaia di migliaia potrebbero essere i nuovi
flussi di turisti lungo VENTO, che diverrebbero il motore per tante economie diffuse e per far ripartire la
crescita...vere green economy: aziende agricole (14.000 sono quelle attraversate dal progetto), attività
ricettive (300 per ora), attività commerciali (2.000) e tanti cittadini (oltre 1,5 milioni).VENTO è paesaggio,
sviluppo, beni culturali, ambiente, agricoltura, fiume, natura, città, piccoli comuni, cibo, tipicità, sole, vento,
salute, lavoro, futuro … è un'infrastruttura che si porta dietro innovazione e benefici. Il corso del fiume Po
è un catalogo di paesaggi italiani e raccoglie la storia di tante storie d'Italia. Acqua agricoltura e natura
ripariale si ripropongono in mille forme diverse. Lanche boscate e non boscate, canali, colture cerealicole,
filari di pioppi, saliceti e pioppete. Lungo VENTO accarezziamo i paesaggi collinari del Monferrato a ovest e
le meraviglie del delta del Po a est. Per non parlare di Venezia con la sua laguna, di Torino con i canali e di
Milano con i suoi Navigli. Ma accanto alle grandi città ne abbiamo tante altre ugualmente straordinarie
come Pavia, Cremona, Ferrara, Piacenza, Chioggia, Valenza, Chivasso, Casale Monferrato. Qua e là il
paesaggio è punteggiato da piccoli e grandi gioielli dell'architettura e della storia del nostro paese come la
Stellata a Ferrara, o una villa palladiana o una antica stazione delle idrovore. E poi ci sono i ponti, le opere
idrauliche e le attrezzature per la pesca.




VENTO vuole dire a tutti noi che un piano infrastrutturale nazionale che si candida a sostenere lo sviluppo
del Paese in questa particolare congiuntura, deve farsi portatore di una nuova cultura, di una svolta. Non
possono esserci solo i soliti ingredienti nel nostro futuro: autostrade, strade, trafori, ferrovie veloci,
piattaforme logistiche. Le grandi ciclovie Europee sono opere per rilanciare lo sviluppo di un paese. Per
questo occorre cambiare scala di progettazione e di gestione e stare più in alto. Non sono forse queste le
grandi opere di cui un paese ha bisogno?

Mi sembra difficile dissentire. Perciò non mi resta che estendere agli ideatori del progetto l’augurio caro a
noi velisti: buon vento!



Milano, 25 Giugno 2012 Claudio Conti





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