Lettera aperta a Giuliano Pisapia
Come "giustificare" le voci di imminente rimpasto nella Giunta
Lo chiedono al Sindaco Claudio Conti e Donatella Fiocchi soci di MMC
Pubblicato: 04/06/2012 23:06:00

Gentile Sig. Sindaco, di ritorno da un viaggio all’estero leggo sulla stampa nazionale voci relative ad un imminente “rimpasto” nella Sua squadra di governo della città.
Premetto che sono un Suo elettore: non solo ho votato per Lei alle ultime elezioni comunali; ma ho anche grandemente apprezzato il modo in cui ha agito sino ad ora la Sua Giunta – da Lei ovviamente ispirata e guidata con mano ferma. Nonostante la mia non giovanissima età (ho 73 anni), questa amministrazione mi ha restituito interesse per i problemi di Milano, ed orgoglio di sentirmi un cittadino, e non semplicemente un abitante, come mi accadeva durante la precedente amministrazione.
A maggiore ragione comprenderà quindi il mio disorientamento, che provo a spiegare con una metafora banale. Se il CEO – o amministratore delegato – di un grande gruppo industriale o finanziario si presenta all’assemblea degli azionisti annunciando di dovere procedere alla sostituzione di una parte significativa (quanto meno numericamente …) del top management, con tutta probabilità gli azionisti voteranno invece per la sua rimozione. Queste le eventualità che prenderanno in considerazione:
• A: ai vertici del gruppo regna una situazione di tensione o caos ormai fuori controllo;
• B: oppure la scelta di quegli amministratori si è rivelata radicalmente sbagliata.
La seconda alternativa ammette a sua volta due possibilità:
• B1: gli amministratori “inadeguati” sono stati scelti liberamente dal CEO;
• B2: oppure in parte – o tutti – sono stati imposti, o nominati al di fuori della volontà del CEO.
In ciascun caso gli azionisti vedrebbero una responsabilità diretta dell’amministratore delegato, e si regolerebbero di conseguenza.

La metafora in questo caso è particolarmente rozza, e di ciò mi scuso con Lei. Sta comunque che, votando per Lei, come tanti altri cittadini ho sinceramente creduto – e credo tuttora – nella Sua promessa di un nuovo modo di fare politica, più aperto e rispettoso del bene comune. Come ho appena detto, ho anche iniziato a vedere frutti tangibili dovuti a questo diverso approccio. Tra i temi che Lei ha ripetutamente sottolineato, vi è quello del lavoro di squadra, e della necessità di coesione: e poiché continuo ad avere la massima fiducia in Lei, sono portato ad escludere l’alternativa A di cui sopra. Resta l’alternativa B, nelle sue due versioni: ed anche in questo caso sono piuttosto imbarazzato. Possibile che un uomo della sua esperienza e saggezza abbia commesso un errore di valutazione tanto vistoso? Non lo credo. Possibile che lo stesso, che mi ha conquistato per la sua fierezza ed il suo spirito di indipendenza si sia assoggettato a scelte altrui, specie se sbagliate? Lo escludo.

Come vede, mi trovo in serie difficoltà … condivise – ritengo – da una non piccola schiera di cittadini. Anche perché – se mi permette – la Sua Giunta non opera sotto una campana di vetro, o in un sistema perfettamente isolato; bensì a Milano, che è anche il capoluogo della Regione Lombardia. A riguardo di quest’ultima ci siamo recentemente abituati a sconquassi nel team direzionale dovuti non ad errori tecnici o di valutazione nell’ambito della gestione professionale dei propri incarichi; bensì a vere e proprie malversazioni o escroqueries che dir si voglia.

Le confesso che, quando ho letto i titoli apparsi su taluni giornali, ho provato una profonda frustrazione, pensando che questo fosse il motivo dell’eventuale “rimpasto” in questa circostanza; poi – fortunatamente – ho appreso che si tratterebbe di errori di valutazione, ritardi o inadempienze, gaffes ecc. Non che tutto ciò debba essere giustificato, per carità; tuttavia, avendo dedicato una parte non trascurabile della mia vita alla didattica, ritengo che molto si possa insegnare, e che gli errori siano il prezzo inevitabile che si paga quando si affrontano con spirito nuovo problemi di complessità analoga a quella con la quale la Sua Giunta deve confrontarsi.

C’è però molto di più. Le sostituzioni delle quali parlano i giornali verrebbero a colpire, tra gli assessori, proprio quelli che hanno maggiormente impersonato il cambiamento auspicato dal “popolo arancione”. Togliere in un momento tanto difficile, come quello che stiamo vivendo, la fiducia a coloro che si sono sin qui impegnati “mettendoci la faccia”, come se fossero colpevoli di errori imperdonabili, sarebbe un gesto che i cittadini sicuramente non capirebbero, soprattutto guardando al diverso esempio offerto dall’amministrazione regionale, dove vi è chi dichiara che neppure un avviso di garanzia basterebbe per indurlo alle dimissioni: dopo tutto quello che si è visto …

Le accludo il mio indirizzo email nel caso voglia rispondermi. Tutto quanto ho scritto è condiviso da un altro elettore, o più esattamente: da una elettrice: mia moglie, che ha partecipato attivamente alla Sua campagna e quindi si firma con me.

Cordialmente

Claudio Conti Donatella Fiocchi
conticlaud@gmail.com donatellafiocchi@hotmail.com

Milano, 4 giugno 2012

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