Ricette arancioni
Vellutata di zucca al curry
Le ricette filosofico-gastronomiche dell'Arancio
Pubblicato: 29/03/2012 21:07:00

Ingredienti: gr 500 zucca già sbucciata, 2 patate medie, 10 steli di erba cipollina opp. la metà se tagliati da un vaso –sono più lunghi-, 3 cucchiai olio extra vergine di oliva – curry ½ cucchiaino – acqua o brodo vegetale ca 700 ml - panna fresca a piacere – semi di zucca tostati o semi di cumino - sale q.b..
 
Amo molto cucinare e la vellutata di zucca è una crema gustosa e delicata, inoltre è di un bel colore arancione – il che non guasta mai.
Mi capita, mentre cucino, di lasciare libera la mente di vagare un po’ dove vuole..Ieri per esempio, mentre affettavo la zucca e la tagliavo a tocchetti, mi è risuonato bello chiaro e limpido l’art.1 della nostra Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Certo, diranno i miei venti lettori, con tutto il bombardamento mediatico di questi giorni sull’ argomento, è abbastanza normale che ti frulli in testa questa cosa...
 
Già, può essere. Intanto sbuccio e taglio a tocchetti anche le due patate,le  metto in una pentola con l’olio e con la zucca, aggiungo l’erba cipollina ben lavata e tagliata a pezzettini e comincio a far rosolare il tutto a fuoco dolce per 3 o 4 minuti. Copro con l’acqua o il brodo vegetale, aggiungo il curry e un pizzico di sale marino, incoperchio e lascio andare a fiamma appena moderata per 30 minuti circa, mescolando e controllando spesso il livello dell’acqua o del brodo,  che deve coprire ed essere assorbito dalla zucca.
 
Attendere la cottura di un cibo è un’occasione buona per ragionare fra sè e sè, se non si è in compagnia di altri e così, tàcchete, mi arriva anche l’art.35 della vecchia e buona Costituzione: la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.  Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
...ad affermare e regolare i diritti del lavoro...mi chiedo se qualche ministro se ne ricorda ancora, o se farebbe meglio a rileggersi anche l’art.36: il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
 
Diceva un Presidente della Repubblica molto amato dalla gente , Sandro Pertini, che  non ci può essere libertà per chi non ha sufficienti mezzi di sostentamento, e mi chiedo quale esistenza libera e dignitosa possano avere coloro che hanno perso il lavoro e non riescono a ritrovarlo, o i nostri giovani che lavorano in vere e proprie condizioni di schiavitù – quanto meno morale – in una eterna  corsa affannosa dietro a giorni (a volte ore) lavorativi per poter accedere a qualche misero paracadute governativo quando il lavoro non c’è più... Chi può se ne va verso altre patrie, emigranti di qualità è vero, ma pur sempre emigranti.
 
La cottura è terminata, ora spengo e frullo nella pentola tutto quanto fino a ridurlo in crema, che deve essere spessa e non brodosa, altrimenti bisogna continuare la cottura fino a che si asciughi.
Dopo aver frullato zucca & compagnia, riaccendo il fornello a fuoco basso e  comincio ad aggiungere la panna fresca liquida poco per volta,  finchè la crema diventa soffice. Assaggio (grande privilegio dei cuochi) e aggiusto di sale se necessario.
 
La cottura è terminata, scodello la vellutata nei piatti (perdonatemi, non amo il termine “impiattare”, mi ricorda una cucina industriale, mentre scodellare ha un sapore “evergreen” di  amici o famiglia raccolti intorno a un tavolo), e infine decoro la vellutata piatto per piatto con una manciatina di semi di zucca tostati , o in alternativa semi di cumino – che si sposa bene con il curry, visto che ne è uno dei componenti.
 
La vellutata  è pronta da servire in tavola.  Servire, una parola che gli ultimi governanti  hanno un po’ dimenticato. Sono troppo gentile? In ogni caso voglio dedicare questa ricetta a una persona che si lega molto a queste mie riflessioni filosofico-culinarie, dedico questa ricetta a una donna coraggiosa: a Susanna Camusso.

Commenti:
commento di marina lasciato il 31/03/2012 alle 00:03
cara orangemaltro che cuoca sei una poetessa dei fornelli!
commento di Ilaria li VIgni lasciato il 30/03/2012 alle 16:43
Orange,come minimo spetta una cena al CD ...
Ebook_antonucci
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