Teatro alla Scala
Un baby-direttore per lo storico "Figaro" di Strehler
Andrea Battistoni, 25 anni, in maggio debutterà con la Filarmonica
Pubblicato: 23/03/2012 10:47:00

MILANO - Il baby-direttore Andrea Battistoni (25 anni, premio Busoni a 17), da venerdì sera dirigerà le Nozze di Figaro alla Scala, nello storico allestimento di Giorgio Strehler. E il 7 maggio debutterà con la Filarmonica della Scala. «Quando l'ho saputo – ci ha raccontato - il primo sentimento è stato di gioia. Sento grande responsabilità e cercherò di proporre una mia lettura di Mozart». Che sarebbe «mettersi a metà strada tra la prassi filologica e qualche scavo romantico che caratterizzava anche la ricerca di Muti». È piuttosto curioso l’accostamento del giovanissimo direttore, debuttante nell’opera alla Scala, con una versione storica e celebratissima della regia, firmata da Strehler. Non è che Strehler non avesse cercato di conferire alla messa in scena un suo sapore innovativo e quasi rivoluzionario. Anzi, lui stesso lamentava che spesso si riducevano le Nozze a un «giochetto di un falso diciottesimo secolo, pudico e decente». Invece, scriveva Strehler «c’è una sensualità nella musica, una verità di sentimenti che deve esprimersi con gesti e azioni. Ci si deve ricondurre a una certa realtà». E per raggiungere ciò puntava, soprattutto, sui movimenti di Cherubino. Ma è chiaro che alcune messe in scena contemporanee si sono spinte molto più avanti su questo. Specie quella proposta dal regista Klaus Guth (alla Scala con La donna senz’ombra) a Salisburgo, dove il personaggio di Cherubino sprigiona puro erotismo con grande forza simbolica intorno a tutti i personaggi. E dove la scena è bloccata intorno a una scala e una finestra che riescono a simbolizzare interno/esterno, ascesa/discesa…


Le «Nozze di Figaro» per l'allestimento di Strehler
IL DOPO SCANDALO - Alla Scala, con Strehler, tutto vive ancora in un’atmosfera colta e rarefatta, di grande pregio anche nei costumi, ma certo lontana (nella intenzioni) dalla sensibilità di un 25enne. E lontana anche nella «coscienza di classe» che Strehler attribuiva alla figura di Figaro: «Figaro non è un personaggio maligno, un servitore buffo che si prende gioco del Conte – scriveva Streheler -. Egli porta in sé una certa coscienza di classe». E questa era, un po’, l’intenzione di Mozart e Da Ponte quando decisero, nel 1785, di scrivere Le nozze di Figaro ad eco ancora viva dello scandalo suscitato dalla commedia di Beaumarchais (Le mariage de Figaro), andata in scena a Parigi l’anno prima. Il contenuto satirico-licenzioso e la tematica politico-sociale della pièce avevano incontrato la ferma opposizione del re che, come ricorda anche Emilio Sala nella presentazione scaligera dell’opera, subito dopo averne conosciuto il testo nel 1781 avrebbe così sbottato: «Questa commedia non si rappresenterà: bisognerebbe distruggere la Bastiglia perché la sua approvazione sulla scena non fosse una pericolosa incoerenza». La commedia sarebbe stata rappresentata tre anni dopo e la Bastiglia distrutta nel 1789 dalla Rivoluzione francese. L’assenza di Ildebrando D'Arcangelo, che non potrà cantare nel ruolo di Figaro (sostenuto da Nicola Ulivieri), toglie un protagonista della messa in scena.

Pierluigi Panza
 

Fonte: corriere milano
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