Coppie omosessuali
Un primo passo verso la civiltà? La parola ai Giudici...
Una sentenza della Cassaziione stabilisce che comunque hanno diritto a una "vita familiare"
Pubblicato: 20/03/2012 23:54:00

Le coppie omosessuali, se con l'attuale legislazione italiana "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero", tuttavia hanno il "diritto alla 'vita familiare'" e a "vivere liberamente una condizione di coppia" con un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".
 
Lo ha affermato la Cassazione, in una sentenza depositata ieri che farà molto discutere e che tocca uno dei temi più controversi del nostro ordinamento giuridico e familiare.

Il verdetto è arrivato a conclusione di un iter giudiziario avviato da una coppia omosessuale della provincia di Roma che si era sposata all'Aja, in Olanda, e chiedeva la trascrizione dell'atto di nozze in Italia.
 
Richiesta che la prima sezione civile della Cassazione ha respinto, stabilendo però che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale e pertanto "possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".
 
E' sicuramente un primo passo verso il riconoscimento delle "unioni di fatto" che riguardano sia coppie eterosessuali sia coppie omosessuali: tematica ardua e spinosa in cui l'Italia è decisamente arretrata rispetto alle normative degli altri paesi europei e pure in contrasto con le direttive comunitarie in materia di "parità di trattamento" e di "inviolabilità dei diritti umani".
 
Da un punto di vista giuridico, ritengo che questa sentenza della Corte sia una importante "petizione di principio" che spetterà alla giurisprudenza applicare ai singoli casi concreti e rendere davvero operativa.
 
Corollari ineludibili di questa pronuncia possono essere le applicazioni anche alle coppie omosessuali di quei "diritti / doveri" alla coabitazione, all'assistenza ed al mantenimento che il nostro Codice Civile sancisce per due persone legate da vincolo matrimoniale.
 
Pertanto, ritengo giuridicamente possibile che da questa sentenza possa derivare, ad esempio, un filone giurisprudenziale che equipari le coppie "di fatto" agli sposati nell'assegnazione delle abitazioni di edilizia popolare.
 
Vedo più complessa, se non supportata da adeguata normativa ad hoc, la concessione della "pensione di reversibilità" al "convivente di fatto" del deceduto: è un onere economico dello Stato che dovrà essere previsto da una dettagliata normativa in materia, in un settore, quale quello previdenziale, in cui la legge è frastagliata ed in continuo mutamento.
 
Insomma, questa pronuncia della Corte rappresenta davvero un bel passo avanti che ci si augura porti il nostro Legislatore ad adottare sulle "coppie di fatto", eterosessuali ed omosessuali, una normativa puntuale che metta il nostro paese sullo stesso livello di civiltà di quasi tutte le nazioni europee.
 
La società sta cambiando: i Giudici della Corte se ne sono accorti; auguriamoci che ne prenda atto anche il Parlamento!
 
Ilaria Li Vigni

 


 

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