Come aggirare il Patto di Stabilità?

MILANO - Negli ultimi decenni il consumo di energia da fonti fossili (gas, petrolio, carbone), è cresciuto in modo massiccio, rendendo probabile che il nostro pianeta, la Terra, esaurisca quelle risorse di combustibili fossili, che hanno richiesto milioni di anni per costituirsi, in qualche decina di anni o poco più, anche se le ultime scoperte ( il cosiddetto “shale gas”) sembrano molto promettenti.
A questo pericolo si aggiunge quello della crescita dell’inquinamento atmosferico, dovuto ai prodotti gassosi della combustione, con le conseguenze negative sulla salute umana e colla tendenza all’aumento della temperatura del pianeta per “effetto serra” con conseguenze molto gravi, nel tempo, per l’equilibrio dell’ecosistema terrestre.
Questa tendenza potrà essere alleviata, da un lato, dallo sviluppo delle energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc.), dall’altro dal miglioramento dell’efficienza energetica di tutti i processi dell’attività umana, nell’ambito agricolo, industriale, residenziale e dei trasporti.
I governi mondiali, seppur con forte ritardo e molte polemiche tra paesi ricchi ed emergenti, stanno sviluppando una maggior sensibilità sui temi dell’inquinamento e del risparmio energetico, attraverso accordi internazionali (tipo KYOTO), mentre una particolare attenzione viene dall’Europa, con la Commissione Europea che emette Direttive che coinvolgono le varie nazioni europee, con indirizzi sempre più cogenti nei riguardi delle Amministrazioni Pubbliche (P. A.)
In questo quadro di riferimento il Comune di Milano è coinvolto, ma parte con notevole ritardo sia rispetto ad altre realtà italiane sia e soprattutto, ad altre realtà europee, a causa della scarsa attenzione dedicata al tema dalla passata amministrazione.
La nuova amministrazione ha, peraltro, dimostrato una maggior sensibilità, iniziando un cammino “virtuoso” nell’affrontare il problema dei trasporti ( Area C, ma non solo) e quello delle nuove costruzioni (nuovo PGT, più attento al tema dell’efficienza energetica degli immobili), ma non basta.
Dato infatti che oltre la metà dei consumi di energia e dell’inquinamento, sia diretto che indiretto, che ne deriva, nascono, per così dire, “sotto il tetto”, ossia nel patrimonio edilizio della città e che quest’ultimo è in grandissima maggioranza vecchio di oltre 40 anni (quindi poco efficiente nei consumi energetici per riscaldamento/condizionamento ed illuminazione), è chiaro che il tema della riqualificazione energetica degli edifici esistenti riveste la massima importanza per il benessere della città e dei suoi cittadini, ed è un aspetto importante del BENE COMUNE, da perseguire con impegno e determinazione.
A parte il risparmio nella spesa per le bollette energetiche degli utenti, elemento tutt’altro che trascurabile, in un periodo di difficoltà economiche sia per i privati che per le P.A:
L’amministrazione comunale, ed in primis il sindaco Pisapia, che ha firmato recentemente il Govenant of Mayors (Patto dei Sindaci europei), già firmato ad inizio 2008 da Letizia Moratti, senza poi far seguire alcuno degli adempimenti previsti dal patto stesso, ha anche la responsabilità di dare il buon esempio ai privati, intervenendo sollecitamente sul cosiddetto “efficientamento” del patrimonio edilizio pubblico di Milano, sia demaniale che ALER.
Attivando tra l’altro, numerose imprese e lavoratori nella realizzazione di interventi migliorativi, con un impatto importante sulla crescita e sull’occupazione.
MA c’è un MA:
L’amministrazione comunale di Milano, come del resto quella di tutti gli altri comuni italiane, si dibatte nella “camicia di forza” finanziaria causata dall’indebitamento pregresso, dai tagli al finanziamento degli Enti Locali da parte dello Stato e dalla necessità di rispetto del Patto di Stabilità

Come superare i vincoli?.
Il Leasing in Costruendo costituisce una forma di finanziamento privato di un’opera pubblica, già sperimentato in anni recenti da alcune P.A.
Esso costituisce la soluzione di finanziamento ottimale per gli investimenti di riqualificazione energetica degli immobili esistenti, quando il tempo di recupero dell’investimento iniziale sia piuttosto lungo (anche 15-20 anni) e quindi l’intervento di una ESCo non sia una soluzione praticabile. Molti degli interventi di riqualificazione, miranti alla riduzione dei consumi di energia dovuti a riscaldamento/condizionamento, ricadono infatti in tale categoria (p.e. cambiamento degli infissi, isolamento del tetto, cappotti isolanti) e possono pertanto candidarsi all’utilizzo del Leasing in Costruendo.

Come funziona?
La realizzazione dell’opera avviene per mezzo di un soggetto finanziario che anticipa all’appaltatore (impresa costruttrice) i fondi per realizzare l’opera pubblica e, successivamente al completamento della stessa, viene compensato dal soggetto appaltante (la P.A.), attraverso la corresponsione di canoni periodici (rate di riscatto). Si tratta in sostanza di un’operazione di finanza strutturata in cui il capitale (fonte di finanziamento dell’opera pubblica), è “connesso” al processo di costruzione dell’opera stessa in un unico procedimento ad evidenza pubblica.
La P.A. ha un rapporto operativo diretto con i fornitori dell’opera, dei servizi di assistenza, manutenzione ecc., ma ha un unico “interlocutore” responsabile ed inizierà la corresponsione dei canoni solo ad opera completata ed approvata.

Vantaggi per l'Amministrazione Pubblica:

  • La coerenza del finanziamento con il piano industriale, perché il processo di costruzione dell’opera ed il suo finanziamento sono raggruppati in un unico procedimento ad evidenza pubblica e la società di leasing ha il massimo interesse a garantire il rispetto delle scadenze e degli aspetti industriali (livello di prestazione, qualità ed affidabilità dell’opera, ecc.) garantendo la copertura totale e puntuale dei costi, sostenuti dall’appaltatore, dato che inizierà a ricevere dalla P.A. i canoni periodici solo a costruzione ultimata ed approvata dalla stessa P.A. (ciò comporta anche tempi certi di realizzazione per lo stesso motivo).
  • L’assenza di rischi: dato che l’opera sarà realizzata “chiavi in mano” col rischio di costruzione attribuito a terzi (la società di leasing) la P.A. non sopporta neanche i rischi “in itinere”, ossia i rischi connessi ad inadempimenti in corso d’opera ed i contenziosi che ne derivassero, in quanto il controllo del processo è affidato alla società di leasing, pur avendo la P.A. un rapporto operativo diretto con il fornitore/costruttore; inoltre gli eventuali servizi accessori (assistenza tecnica, manutenzione ordinaria/straordinaria, coperture assicurative, ecc.) necessari per il mantenimento del bene in perfetta efficienza ed il suo buon funzionamento, sono pure a carico della società di leasing, se previsto nel bando di gara, fino al termine del pagamento delle rate di riscatto, differenza questa con lo strumento “project financing”
  • Ila possibilità di utilizzarlo  sia per la realizzazione di nuove opere che per la riqualificazione/ristrutturazione di opere esistenti.
  • e, ”last but not least”, non è soggetto a valutazioni di “sostenibilità” economica e finanziaria, quindi non è in conflitto col “patto di stabilità”, perché i flussi di cassa derivanti dalla gestione dell’opera in leasing, non devono ripagare i costi sostenuti per la sua esecuzione e la gestione dell’opera, successivamente, al termine del pagamento delle rate di riscatto, viene fatta dalla stessa P.A.

Non intendiamo qui entrare nel dettaglio delle norme che regolano il Leasing in Costruendo (disciplinato inizialmente dalla legge finanziaria del 2007, recepito nel codice degli appalti pubblici  decreto legge 163/06 e articolo 160-bis) e nelle raccomandazioni presentate a più riprese da enti vari (tra cui ANCI) per renderne più chiari alcuni aspetti.
Intendiamo però evidenziare alcuni punti fondamentali che una P.A. deve tenere ben presenti per utilizzare lo strumento nel modo più consono e senza rischi:

  • a base di gara dovrebbe essere posto il progetto completo dell’opera, precisando i requisiti tecnico-organizzativi richiesti al concorrente e le caratteristiche progettuali dell’opera stessa, incluse le prestazioni attese che dovranno essere garantite, ad opera completata
  • il concorrente potrà essere una ATI ( Associazione Temporanea d?Imprese), costituita dalla società di leasing e dal fornitore/costruttore, che dovrà pertanto assicurare il massimo di competenza, know-how specifico, affidabilità e risorse.

Nella preparazione del bando di gara sarà opportuno che la P.A., data la dissimmetria esistente tra le sue competenze specifiche sulle regole che garantiscano la qualità, il rispetto della legislazione esistente in tema di sicurezza e rispetto dell’ambiente, e le prestazioni dell’opera in gioco, e quelle del partecipante al bando (ATI o altro che sia), ricorra all’assistenza di un esperto indipendente o a chi, nelle P.A., ha già usufruito in modo soddisfacente dello strumento, ad evitare che la formulazione del contratto sia troppo sbilanciata a sfavore della P.A.(forse il caso parcheggi avrà insegnato qualcosa).
Nella fase di esecuzione dell’opera e per quanto riguarda il pagamento al fornitore/costruttore, devono applicarsi in toto le regole sugli appalti pubblici, in modo che il pagamento possa avvenire , da parte della società di leasing, solo se autorizzato di volta in volta dal soggetto appaltante (la P.A.).

di Luciano Bavestrelli 


Riferimenti:
Leasing in costruendo, queste le regole” di P. Maroni, G. Esposito e L. Castaldo.


HYPERLINK "http://www.assilea.it" www.assilea.it per un vademecum sul leasing pubblico ed i bandi di gara e la documentazione disponibile relativa a gare aventi per oggetto la locazione finanziaria..
Arcipelago Milano,n° 42- Anno IV: L. Bavestrelli: “Risparmio energetico e finanza pubblica”



 

Ambiente
Lunedi 5 novembre a Palazzo Marino

MILANO -   È in programma lunedì, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, a partire dalle ore 9.30, il convegno “Progetto di ricerca per la riduzione dell’inquinamento atmosferico in Lombardia”, organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con i Genitori Antismog.   

Al convegno interverranno il Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran, il Presidente della Commissione Ambiente e Mobilità Carlo Monguzzi, Maria Betti, Alois Krasenbrink, Bo Larsen, Giorgio Martini, Claudio Belis, Philippe Thunis del JRC, Marco Gasparinetti della Direzione Generale Ambiente della Commissione europea, il medico epidemiologoLuigi Bisanti e l’economista Carla Guerriero. 

Durante il convegno sarà presentata “Collaborative Research Project for Air Pollution Reduction in Lombardia 2006-2010”, una ricerca sull’inquinamento atmosferico nella nostra regione condotta dal Joint Research Centre, l’istituto per l’ambiente e la sostenibilità della Commissione europea. 



Area C
Ecco cosa pensa del ritorno dell'area C la consigliera Anna Scavuzzo

MILANO - Qualcuno dice che è una gabella, altri che è un’inutile restrizione, addirittura per qualcuno lede diritti costituzionali. Ci limita, ci regola, ci chiede un pedaggio. Eppure … eppure io oggi non posso che tirare un sospiro di sollievo. Finalmente è tornata Area C.

In agosto abbiamo subito solo in parte la sua mancanza, il traffico meno intenso dell’estate ha attenuato gli effetti negativi di questa assenza, ma in questi primi giorni di settembre… quanti di noi hanno evocato il ritorno di Area C!
Quante volte mi sono sentita chiedere “Ma la rimetterete, vero? E’ solo una sospensione temporanea, coraggio, non tornate indietro, si stava così bene”.

Milano sa essere invivibile, caotica e snervante. E questi primi giorni di settembre ce lo hanno ricordato. Può essere spericolato affermare che esista una funzione “pedagogica” da attribuire a un pedaggio, però posso dire che la città – e soprattutto noi cittadini – abbiamo bisogno di essere richiamati al senso di responsabilità in modo non blando o eludibile.

Lo ammetto: la sospensione di Area C mi aveva preoccupato perché temevo che noi milanesi non saremmo stati capaci di limitarci nell’uso dell’auto e che giorno dopo giorno avremmo lasciato che il traffico avesse di nuovo la meglio. E così è stato: non siamo ancora pronti per lasciare a casa l’auto privata in assenza di una qualche forma di obbligo; probabilmente ci arriveremo, probabilmente saremo capaci in futuro di scegliere di migliorare la qualità e la vivibilità della nostra città senza che qualcuno ce lo imponga.

Al momento non è così e i dati ce lo hanno dimostrato. Spegnare le telecamere ha rimesso in auto molte persone, anche quelle che in questi mesi avevano scoperto di avere alternative possibili. A quelli che dicono che non è sufficiente Area C, che ci vuole “ben altro”, rispondo che hanno ragione e fanno bene a chiedere interventi di più ampio respiro. Per cambiare radicalmente le nostre abitudini in termini di mobilità ci servono più tempo, più risorse, più coraggio, orizzonti di intervento più ampi.

Per oggi, però, non mi stanco di ripetere: bentornata, Area C!

di Anna Scavuzzo consigliera eletta nella lista Milano Civica x Pisapia 

Area C
L’esperto: “Finora la mobilità sostenibile era un sacrificio, adesso si cominciano a vedere i vantaggi"

MILANO - Il dato è di quelli che fanno riflettere: in provincia di Milano, da gennaio a fine agosto, sono state immatricolate il 27 per cento di auto in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In termini assoluti, una diminuzione di 22.949 automobili. Il mercato che crolla, verrebbe da dire. Ma a guardare bene tra i numeri di tutte le immatricolazioni nella nostra Regione forniti dall’Unrae - Unione nazionale rappresentanti dei veicoli esteri, aderente a Confindustria - , c’è di più.

Perché oltre alla crisi economica, oltre al caro benzina, oltre alle difficoltà che le concessionarie stanno incontrando nel piazzare le loro auto, c’è una città che sta cambiando: il dato milanese, infatti, è ben al di sopra di quello regionale (-24 per cento) e ancora di più di quello nazionale (-19 per cento). «È evidente che l’effetto area C si sente - spiega Luca Studer del laboratorio mobilità e trasporti del Politecnico e docente di circolazione e sicurezza stradale - Già dagli esordi di Ecopass si era notato un ricambio del parco circolante. Adesso si vede ancora di più. Merito delle politiche restrittive sugli ingressi e sui parcheggi, in primo luogo».

In effetti, il calo delle auto è tutto sulle spalle dei veicoli a diesel (-25,7 per cento) e di quelli a benzina (-38,7 per cento) che insieme perdono qualcosa intorno a 25.772 immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A crescere sono invece le auto ecologiche:
le elettriche (+117,4 per cento), quelle a metano (+16,4 per cento) e quelle a gpl (+125,8 per cento). Il mercato di queste automobili è in costante crescita, ma negli ultimi mesi sembra aver preso un’accelerazione decisiva. Addirittura quelle a gpl - che rappresentano la maggior parte delle auto green - sono più che raddoppiate passando dalle 2.134 immatricolazioni del 2001 alle 4.819 di quest’anno.

In tutto il comparto delle 'verdi' è salito a rappresentare il 10 per cento del mercato (per un totale di 6.125 mezzi venduti in otto mesi in provincia di Milano), mentre ad agosto dello scorso anno era appena il 3,9 per cento. «A Milano sta subentrando un nuovo modo di ragionare - continua Studer - accompagnato anche dalle nuove alternative fornite dai mezzi ecologici. Finora la mobilità sostenibile era più che altro un sacrificio. Adesso, si cominciano a vedere i primi vantaggi nell’utilizzare le auto 'verdi'».

Non è un caso, quindi, che la città diventi sempre più interessante per gli operatori di questo settore di mercato. 'GreenCity' è un temporary store dedicato al veicolo elettrico che sarà dal 13 al 16 settembre in via Foppa 49. È il primo evento di questo tipo in città, una specie di 'fiera' che aprirà le sue porte per quattro giorni a tutti i milanesi interessati alla mobilità sostenibile. Circa 50 veicoli elettrici - dai personal mover alle auto, passando per biciclette e scooter - saranno disponibili in prova per quattro giorni nei locali di via Foppa. «È l’alba delle auto elettriche - spiega Luca Mortara, uno degli organizzatori - complice la benzina a 2 euro al litro, le vendite di questi veicoli stanno crescendo in maniera vertiginosa, soprattutto negli ultimi mesi».

Se le case produttrici sembrano adeguarsi, da parte delle istituzioni la missione però è tutt’altro che conclusa: «Il vero nodo che rimane da sciogliere è quello della congestione - prosegue Studer - Se magari tra qualche anno non inquineremo più, continueremo però a vivere in coda. Finora, affrontare questo problema è sempre stato troppo difficile e si è preferito parlare di inquinamento. Ma se si pensa che trascorriamo circa due ore al giorno della nostra vita in auto, si capisce che c’è ancora molto da fare».

di Luca De Vito

CALEIDOSCOPIO MILANO Video installazioni e ciclo di incontri a cura di Jacopo Muzio
La Fondazione Corrente invita a "Osservatorio Expo 2015": spazi e società in trasformazione

MILANO - In un periodo di crisi che costringe molti luoghi della cultura milanesi a ridefinirsi per vivere, Fondazione Corrente rilancia aprendo un nuovo spazio espositivo per la città di Milano nella sede ‘storica’ delle mostre di Corrente.
Il nuovo ciclo Caleidoscopio Milano, sull’onda delle precedenti iniziative Expossible? di indagine sul territorio attraverso un repertorio iconografico di opere di artisti e fotografi, apre quest’anno con una mostra dedicata unicamente alla video arte.

La video installazione ‘Milano Update_2012’ , di Francesco Fei con audio di Steve Piccolo, propone, all’interno di un progetto di ampio respiro di mappatura dell’area metropolitana milanese, quattro istantanee di aree in corso di trasformazione: 19_06_10 Ex Innocenti Marelli, 21_10_2010 Portello, 18_01_2011 Santa Giulia, 24_05_2011 Ex Varesine.
Sono luoghi che a loro modo testimoniano diverse fasi e trame della trasformazione della città contemporanea: la de-industrializzazione, la crisi politica dei primi anni ‘90, la deregulation urbanistica, la speculazione edilizia, i mega-progetti di iniziativa privata del ‘modello lombardo’, lo scoppio della bolla finanziaria, le incertezze del futuro, le trasformazioni sociali della città di Milano.
Lo sguardo indagatore dell’occhio quadrato della videocamera digitale va oltre, lasciando intuire senza definire: il clima surreale dell’area Marelli, dove la natura, in un silenzio scandito solo dal volo di un aereo, vince l’artificio della fabbrica deserta riappropriandosi di luoghi abbandonati; i giardini verdi, disegnati e artificiosi, del Portello che contornano e contrastano il grande cantiere della Fiera; il senso di incompletezza di Santa Giulia Rogoredo dove la nebbia è metafora del destino dei luoghi; le gru in movimento dell’ex Varesine, con un tubo sospeso come una spada di Damocle su un’area divenuta aliena al contesto. Sono video evocativi, tecnicamente perfetti, che cercano di carpire una qualche identità, un hic et nunc ancora da venire, una promessa che l’occhio estatico dell’artista a volte contraddice, a volte reinterpreta nel video, lasciando spazio allo spettatore di sentire un qualche eco e di farsi un proprio fermo immagine.

3 aprile martedi 18.30 – 21.00
Dialogo
Expo 2015: cibo per la mente, emergenza lavoro, quali strategie per Milano?

Interventi

Lucia Castellano, Assessore alla Casa, Demanio, Lavori Pubblici Comune di Milano
Franco D’Alfonso, Assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo Comune di Milano
Philippe Daverio, Storico dell'arte e Professore Ordinario Università degli Studi di Palermo
Jacopo Muzio, Coordinatore Fondazione Corrente

3 maggio giovedi 18.30 – 21.00
Dialogo
Expo 2015 e grandi opere, quali rischi per Milano?

Interventi

Emilio Battisti, Professore Politecnico di Milano, Promotore Expo diffusa e sostenibile sul territorio
Luca Beltrami Gadola, Architetto, Membro Commissione antimafia Comune di Milano
Marta Chiavari, Giornalista, Autrice del libro ‘La quinta mafia’
Gabriella Manfrè, Produttrice documentario MM Milano Mafia

Il tema di Expo 2015 è ancora oggi, a meno di tre anni dall'inaugurazione dell'evento, un'incognita per i milanesi; poco traspare alla cittadinanza dei contenuti in programma, del progetto di raddoppio della Fiera di Rho Pero, della effettiva relazione con la città. La direzione dell'evento è rimasta inamovibile anche dopo le elezioni comunali: Milano avrà forse due nuove linee metropolitane, si prevede un ridimensionamento delle opere previste, si farà il raddoppio della Fiera di Rho.
Fondazione Corrente ha accolto negli ultimi anni proposte di autorevoli parti sociali di modifiche, anche strutturali, all’evento: la diffusione sul territorio, l’occasione di una ecologizzazione della città, il rilancio della cultura, la riqualificazione di aree pubbliche di grande rilevanza, la programmazione di un 'Fuori Expo' attrattore di turismo, il cambio di modalità di gestione dell’evento pubblico.
Preso atto che l’evento deve proseguire gli accordi presi all’origine della candidatura di Milano, altri interrogativi restano aperti: che cosa avverrà sulle aeree nel dopo Expo? a chi darà lavoro Expo ed a chi lo sta dando oggi? Quale senso verrà dato alla manifestazione dal punto di vista dei contenuti, all’alimentazione eco sostenibile o all’alimentazione industriale? Quali saranno le ricadute positive dell'evento per Milano? Quali iniziative culturali sono previste in città atte a coinvolgere la cittadinanza? Quali strategie si adotteranno per evitare l'infiltrazione criminale in grandi opere da sempre connotate da tali collusioni?
Dal momento che Expo 2015 sarà promosso dalla città di Milano nel suo insieme, chiediamo ad autorevoli esponenti politici e culturali di Milano di intervenire, per quanto gli compete, in un aperto e propositivo dibattito cittadino che apra sull’evento uno spiraglio di visione strategica per il futuro della città.

 

Fondazione Corrente
via Carlo Porta, 5
20121 Milano
tel e fax 02-6572627
ma-gio: 9-12.30 e 15-18.30
ven: 15-18.30
www.fondazionecorrente.org

domenicAspasso
Oltre 22.300 visitatori nei musei milanesi. +50% le persone nelle piscine gratuite
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Milano, 25 marzo 2012 – Si è conclusa alle 18 la prima domenicAspasso del 2012, con tantissimi pedoni, biciclette, persone sui pattini e runner che hanno trasformato Milano in una città rilassante e da riscoprire, grazie al blocco delle auto e moto fin da questa mattina alle 10. Sono stati oltre 22.300 i visitatori dei musei in città, di cui 6.700 al Castello e 5.840 al Museo di Storia Naturale, un risultato eccezionale che ha superato il numero di visitatori della precedente domenicAspasso. Inoltre, oltre 4.200 persone hanno visitato le mostre a prezzo ridotto (Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, Dario Fo - Lazzi sberfleffi dipinti, Transavanguardia italiana e ‘The Abramovic Method’). Circa 3mila, infine, gli appassionati di nuoto che hanno approfittato dell’ingresso gratuito nelle piscine di Milanosport (oltre il 50% in più della media domenicale).
Palazzo Marino ricorda che il prossimo appuntamento con domenicAspasso sarà il 15 aprile, giorno in cui si correrà anche la Milano City Marathon.

di Giuliana Nuvoli

Un incontro voluto dal Movimento Milano Civica
Ne parlano: Marco Granelli, Luca Tosi, Stefano Riazzola, Enrico Fedrighini, Anna Scavuzzo e Giorgio Spatti

Il 6 marzo 2012, in Sala Alessi di Palazzo Marino, il Movimento Milano Civica ha organizzato un momento di riflessione e di studio, dal titolo Aria nuova in area C?
L’incontro, su una tematica di scottante attualità per la città di Milano, a meno di due mesi dall’introduzione della “congestion charge” ed a pochi giorni dalla delibera del TAR Lombardia che di fatto promuove il provvedimento, è stato fortemente voluto ed organizzato dal Movimento Milano Civica e dal Consiglio Direttivo, moderato da Ilaria Li Vigni, introdotto da Nanni Anselmi e concluso da Cristina Jucker.
Sono intervenuti ospiti d’eccezione che hanno affrontato la tematica dalla duplice prospettiva, tecnica e politica.
Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato della Giunta Pisapia, ha commentato i positivi risvolti che l’introduzione di “Area C” ha comportato in materia di sicurezza, non solo stradale, ma rendendo anche più vivibili e più sicure le strade del centro per il pedone, con conseguenti miglioramenti anche della “sicurezza sociale”.
L’assessore ha posto l’attenzione su un necessario “nuovo modello di città”, con vaste zone pedonali sull'esempio di alcune realtà urbane del nord Europa, quale Stoccolma.
Luca Tosi, Dirigente Amat del Comune di Milano, di cui è il responsabile per i servizi informativi, ha svolto la raccolta dei dati del monitoraggio sul primo mese di attività di “Area C”.
Ha illustrato compiutamente il progetto, di particolare rigore scientifico, che ha mostrato un decremento sensibile del traffico veicolare, sia privato sia commerciale.
Rispetto al periodo antecedente all’introduzione del provvedimento, nei circa trenta giorni di report in esame, la variazione media d’ingressi per i veicoli trasporto persone è stata inferiore del 46%, il trasporto merci inferiore del 23%.
Sempre l’Amat ha voluto testare l’effetto dell’Area C sulle velocità commerciali del trasporto pubblico di superficie.
È da questo raffronto che spicca come la fascia di punta del mattino e della sera dei mezzi (tram ed autobus) abbia avuto un vantaggio di maggior celerità pari a circa il 10%, con conseguente evidente soddisfazione degli utenti.
Stefano Riazzola, dirigente assessorato Mobilità del Comune di Milano, ha affrontato la complessa tematica della mobilità alternativa, illustrando le iniziative del Comune di potenziamento del c.d. “bike sharing” esteso ad ulteriori punti di locazione ed, in un prossimo futuro, anche del servizio di “car sharing”.
Tutto ciò dovrà essere accompagnato da una necessaria imprescindibile educazione alla mobilità dei cittadini, a cominciare dai giovani e giovanissimi che devono servirsi maggiormente dei mezzi pubblici e delle forme di “mobilità alternativa" rispetto all’auto.
Enrico Fedrighini, politico ecologista di lunga esperienza, ha sottolineato il positivo vigore in punto di tutela ambientale della “congestion charge”, provvedimento che ha di molto ridotto il traffico e parzialmente migliorato la qualità dell’aria e la presenza di polveri sottili in città.
Ha auspicato che parte dell’introito economico derivante da “Area C” sia reinvestito dal Comune in progetti di mobilità sostenibile, così contribuendo a quell’idea di trasparenza economica che non induca il cittadino a ritenere il provvedimento unicamente un metodo per fare cassa.
In ogni caso, per contribuire a risolvere la problematica ambientale in una città come Milano, saranno necessari altri provvedimenti “su vasta scala” che si attendono dall’Amministrazione Comunale.
Anna Scavuzzo, Consigliere comunale della Lista Milano Civica, si è detta soddisfatta del “buon inizio” del provvedimento, augurandosi che la cittadinanza si faccia parte attiva per rendere davvero effettiva la delibera, adottando abitudini virtuose, quali ad esempio il "car pooling", con conseguente riduzione del traffico.
La consigliera ritiene che la delibera dovrà essere rivalutata nei prossimi mesi ed eventualmente migliorata, anche sulla base delle indicazioni fornite dalle statistiche e dai tecnici di settore.
Giorgio Spatti, esperto di trasporti e logistica, ingegnere, ha concluso l’incontro, fornendo spunti davvero interessanti in tema di mobilità sostenibile, ritenendo nel complesso positivo il provvedimento limitativo del traffico nella cerchia dei Bastioni, ma affermando che forse sarebbe stato preferibile un forte rincaro dei pedaggi di sosta, con medesimo effetto dissuasivo, ma meno penalizzante per i residenti.
In ogni caso, la misura dovrà essere integrata da un importante potenziamento dei mezzi pubblici e del passante ferroviario, così fluidificando la mobilità urbana nelle zone limitrofe al centro storico.
Massiccia l’affluenza di pubblico, con oltre 120 presenti all’incontro ed interessanti gli spunti di riflessione proposti dai partecipanti in sala.
Il Direttivo tutto del Movimento Milano Civica è davvero soddisfatto della riuscita di tale evento, augurandosi in un prossimo futuro di poter veicolare altri incontri su temi di attualità cittadina.

di Ilaria Li Vigni


 

Per farsi due risate alla faccia di chi è contro l'Area C
La satira di Michele Serra sui provvedimenti anti traffico di Pisapia
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Come hanno reagito i milanesi all'introduzione delle misure anti-traffico? Ecco le prime conseguenze del provvedimento.

Danni alla salute Gli effetti sulla salute degli abitanti del centro sono gravissimi. L'associazione Seconda Fila, che si batte per il riconoscimento dei diritti e della dignità personale di chi parcheggia in seconda fila, ha diffuso dati allarmanti. L'aumentata presenza di ossigeno nell'aria, causata dalla diminuzione del traffico, provocherebbe, soprattutto negli anziani, uno smodato aumento dell'appetito, con conseguenti rischi di obesità e diabete. Rincara la dose l'associazione Terza Fila - che raduna gli automobilisti più radicali - denunciando una incontrollabile euforia sessuale nei cani, che si accoppiano ovunque, e casi di incendio per autocombustione nelle portinerie sature di ossigeno. Si vocifera di almeno due casi di suicidio. La duchessa Gavazzi Sforza di Giansugo, residente da venti generazioni nella centralissima via Giansugo, a Palazzo Giansugo, si è tolta la vita perché non poteva più andare in macchina a fare la messa in piega quotidiana dal suo parrucchiere, sempre in via Giansugo. L'altro suicida è il parrucchiere.

Ribellione Molti i casi di aperta rivolta contro la politica di Pisapia. Un comandante in pensione della Costa Crociere ha pilotato il suo enorme Suv, vanto della cantieristica italiana (due piani, un ristorante, una sala massaggi) in una via strettissima, speronando un palazzo e andando ad arenarsi nei giardinetti frontestanti. In stato di agitazione anche le centinaia di furgoni bianchi che portano in centro, a tutte le ore del giorno, le tartine per la movida, i cubetti di ghiaccio per la movida, i tovagliolini di carta per la movida. Si tratta delle tre categorie più rilevanti dell'economia milanese. Hanno chiesto lo status di servizio di pubblica utilità, ma gli è stato negato. Per rappresaglia, minacciano di rivelare ai milanesi il vero contenuto dei rotolini di sushi. Carico e scarico Ma è l'intero comparto del carico e scarico che non riesce a farsi una ragione delle limitazioni imposte dal Comune. Molto duro il comunicato di categoria: "Siamo l'unica città europea in cui i furgoni possono caricare e scaricare a qualsiasi ora del giorno, bloccando il traffico per un quarto d'ora e mandando a cagare chi protesta. Perché dobbiamo perdere questo primato, specie in un momento di grande difficoltà per il Paese?"."

Lapo Elkann Il suo inconfondibile Suv, ricavato da un autoblindo e riconoscibile per il cannone rotante, il periscopio e i segni di calci e sputi sulle fiancate, era una presenza fissa nelle vie dello shopping milanese. Ora Lapo, anche per dare l'esempio, preferisce entrare a Milano con i mezzi pubblici, guidando personalmente il suo tram, con idromassaggio e orchestra a bordo. I vigili urbani gli hanno chiesto se per cortesia può almeno seguire le rotaie.

Le madri Impressiona la protesta delle Madri di Piazza Duomo, che hanno denunciato la scomparsa dei loro figli da quando non possono più andare a prenderli in macchina alla scuola materna. Il loro lungo corteo di Smart sfila ininterrottamente, a passo d'uomo, sul sagrato. Nonostante la bassissima velocità, molte perdono ugualmente il controllo dei veicoli. Altre madri in lotta sono le guidatrici di Porsche Cayenne e di Grand Cherokee, veicoli concepiti apposta per le casalinghe: hanno il posto di guida all'altezza del secondo piano, e dunque mentre si è in macchina a fare shopping si possono dare ordini alla colf filippina accostando alla finestra di casa. In difficoltà anche le Olgettine, figure tipiche del centro di Milano. Il rischio è non vederle più passare in San Babila sulle loro Mini, con il telefonino all'orecchio, l'altra mano che impugna il rimmel, il volante lasciato a se stesso, il ciclista investito che impreca, loro che rispondono "è lei che deve fare più attenzione". Un'altra tradizione milanese che rischia di scomparire.

Michele Serra







fonte L'Espresso

 

Eco-progettare la città
Pannelli giardino sui tetti di Milano per un'aria più pulita
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La nostra città, dal ricco volto architettonico che illustra una storia urbana di quasi due millenni, conosce un difficile rapporto con il verde: qualche viale alberato e pochi parchi sopravissuti quasi per miracolo alle lottizzazioni di ogni epoca.

Come integrare il verde in un tessuto urbano consolidato?

Può l’alberatura di un viale cancellare una visuale, una prospettiva urbana, il fronte di un palazzo o chiudere uno spazio aperto? Anche il verde è un’architettura, così come non edificheremmo mai le strade o le piazze è necessario che il verde venga progettato quanto un edificio.

Le superfici verdi sono fondamentali per la salubrità dei volumi edificati e di chi li abita. Per ogni edificio che sottrae suolo verde alla città dovrebbe essere restituita pari superficie verde. Lo spazio verde non deve, però, occupare gli spazi di risulta, gli interstizi inedificati me deve essere progettato assieme al costruito.

La realizzazione di una copertura verde sugli edifici di nuova edificazione e, soprattutto, su quelli a destinazione commerciale, consente un’ottima integrazione della progettazione fra architettura e verde recuperando preziose superfici filtranti in grado di abbattere l’inquinamento dovuto alle polveri sottili ed esercitare un’ottima coibentazione termica e acustica con notevole risparmio  per il riscaldamento e il raffrescamento estivo. Inoltre lo spazio può essere reso anche agibile creando inaspettati giardini pensili.

A differenza del vertical green, ancora di difficile realizzazione e con costosa manutenzione, le coperture verdi hanno già molti anni di realizzazioni alle spalle, soprattutto nel nord Europa dove usufruiscono anche di incentivi statali per la realizzazione.

Ritengo che la realizzazione di tetti verdi nelle grandi città possa risolvere numerosi problemi che altrimenti resterebbero irrisolti:

  • estetica
  • abbattimento delle polveri sottili
  • abbattimento dell’elettrosmog
  • coibentazione termica
  • coibentazione acustica
  • contenimento del fenomeno “isola di calore”
  • protezione dell’impermeabilizzazione
  • minore manutenzione della copertura 
  • trattenimento delle acque piovane che altrimenti causerebbero innalzamento della falda
  • miglioramento del microclima

L’idea di realizzare coperture verdi sui tetti di Milano si inserisce perfettamente nel programma di Giuliano Pisapia “e l’aria sarà più pulita”.

 

Giovanna Mottura

Emergenza inquinamento
La giunta Pisapia dopo 22 giorni consecutivi oltre i limiti di Pm10 ipotizza la chiusura totale al traffico per il ponte

Due giorni di blocco totale della circolazione durante il ponte di Sant’Ambrogio. Di fronte all’emergenza smog, che da oltre 20 giorni sta avvelenando l’aria di Milano, Palazzo Marino è pronto a firmare una nuova ordinanza, decisamente più restrittiva di quella attualmente in vigore. L’ipotesi a cui stanno lavorando tecnici e politici in queste ore è quella di due giornate senz’auto, probabilmente venerdì e sabato, tenendo chiuse anche le scuole. Dovrebbe restare libera la circolazione giovedì e domenica, invece, in modo da non intralciare eccessivamente sullo shopping natalizio e da permettere un comodo rientro in città dei vacanzieri.

Dopo aver fatto marcia indietro sulla chiusura della Cerchia dei Bastioni a tutte le auto - come previsto da provvedimento antismog firmato il 18 ottobre dal sindaco e sospeso la scorsa settimana - il Comune corre ai ripari. E dopo 22 giorni consecutivi di polveri sottili ben al di sopra della soglia di attenzione (50 microgrammi per metro cubo) studia una misura drastica: il blocco totale delle auto in tutto il territorio cittadino. Il provvedimento dovrebbe essere deciso in serata e presentato al tavolo sull’inquinamento convocato dalla Provincia per mercoledì. Il sindaco Giuliano Pisapia sta preparando anche l'ordinanza per la chiusura delle scuole nelle giornate di venerdì e sabato. Domenica le centraline dell’Arpa hanno rilevato valori di Pm10 pari a 102 mg/mc a Città Studi, 93 in via Senato e 120 al Verziere.

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Comunicati stampa
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23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
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