Scuola
Alla base una larga partecipazione di tutte le forze in campo

MILANO - Sono orgogliosa che, dopo 37 anni, di fronte ad una realtà di organizzazione pedagogica delle scuole d’infanzia molto diversa da quella del 1975, si approvi finalmente il nuovo Regolamento per l’istituzione degli organi collegiali nei nidi e delle scuole d’infanzia da 0 a 6 anni.
Un bisogno che nasce dal “basso”. Un bisogno chiesto dalle componenti che ogni giorno trascorrono la loro vita genitoriale e/o lavorativa nelle scuole d’infanzia.
Un bisogno accolto con entusiasmo. E così è partito un gruppo di lavoro. Un gruppo composto da tutte le componenti presenti nel mondo scuola: genitori, presidenti di Polo, scelti democraticamente tra tutti i presidenti di Polo a Milano, PO, educatrici e funzionari del Comune di Milano, che hanno lavorato fin dallo scorso novembre, volontariamente e gratuitamente, per mesi per permettere la realizzazione di questo regolamento.
Il lavoro è stato lanciato attraverso un’assemblea cittadina plenaria di tutte le scuole d’infanzia di Milano, la prima esperienza credo in assoluto nella nostra città, per entrare nel merito del tema ed iniziare ad analizzare bisogni, esigenze e problematicità.
Poi il gruppo di lavoro ristretto è entrato nel merito del regolamento stesso. Fino ad arrivare in Commissione Educazione, alle zone per avere dei pareri costruttivi e non solo formali, oggi in Consiglio proprio nelle giornate sui diritti dell'infanzia.
Quindi un regolamento largamente partecipato da tutte le presenze sul campo.
Una nuova organizzazione degli organi rappresentativi che esalta e si focalizza su:

  •  Una forte rappresentatività–tutte le unità educative sono rappresentate nei Consigli delle Unità Educative, non solo le materne e nidi comunali, ma anche gli accreditati
  •  Una forte presenza sul territorio – essendo passati a 80 poli si può essere più capillari e interpreti delle piccole realtà e delle singole esigenze educative
  •  Un’ organizzazione che permette grande presenza sul territorio; nel piccolo, con le Unità Educative, ma anche con una struttura più snella, rappresentativa di tutte le singole realtà delle varie  zone di Milano , in continuo raccordo con l’Amministrazione e l’Assessorato della Rappresentanza cittadina
  •  Maggior autorevolezza al ruolo dei rappresentanti anche attraverso la rappresentanza cittadina, un organismo consultivo che entrerà nel merito alle politiche educative della città facendosi  carico di riportare proposte, suggerimenti o quant’altro.
  •  Una forte trasparenza, snellezza e tempestività delle comunicazioni tra le parti, dalla pubblicazione degli atti più semplificata e innovativa; forme di comunicazione via telematico; il passaggio  delle consegne tra i componenti uscenti dai Consigli di Unità Educativa a quelli nuovi, per permettere un accompagnamento di quanto fatto in precedenza;
  •  Un’organizzazione allargata alla partecipazione agli organi ufficiali anche ai cittadini non della UE  (paradossale era la situazione per cui se si fosse trasferita a vivere a Milano la Sig.a Michelle Obama, non avrebbe potuto essere eletta come rappresentante di sezione ),

Desidero quindi ringraziare tutti quanti hanno dedicato il loro tempo per raggiungere questo obiettivo. 

di Elisabetta Strada - Presidente Commissione Educazione Istruzione

I contributi previsti dal Comune

MILANO- Il Comune di Milano, pur con i risicati margini di bilancio e la complessità della situazione sociale cittadina, mette in atto delle forme di aiuto concreto nei confronti dei disabili, con interventi ad hoc.
Sono notizie che, forse, nei mille problemi quotidiani, a volte sfuggono e credo che sia importante ricordarle.
Le informazioni precise si possono trovare nel sito HYPERLINK "http://www.comune.milano.it/" "_blank" www.comune.milano.it  - contributi per persone con disabilità.
Destinatari degli interventi sono i cittadini disabili milanesi in possesso del verbale di invalidità civile con la percentuale superiore al 45% certificato dalle ASL, i quali si trovino in condizioni di difficoltà economiche o che vanno supportati nella realizzazione di progetti assistenziali e/o educativi  mirati.
Gli interventi, tutti di natura temporanea, possono essere erogati in attesa della pensione di invalidità, in attesa ricollocazione lavorativa, per il mantenimento al domicilio, ad integrazione delle rette di strutture residenziali e per spese urgenti e primarie
La richiesta viene valutata da una commissione appositamente istituita e l'entità del contributo viene definita in base alla situazione economica personale, sociale e familiare del richiedente. Il sostegno economico è rapportato al reddito del nucleo familiare.
Indico sinteticamente tre tipologie di contribuzioni comunali che ritengo davvero importante che siano a conoscenza di tutti.

  • Contributo per spese di trasporto individuale: si tratta di una integrazione alle spese di trasporto, sostenute da cittadini con problemi motori, finalizzate al  raggiungimento del luogo di lavoro, della sede scolastica,  del servizio diurno della struttura ospedaliera e/o riabilitativa. L’intervento è rivolto ai cittadini disabili, in possesso di verbale di invalidità civile o che debbano sottoporsi a particolari trattamenti terapeutici (es: chemioterapia, radioterapia), che siano impossibilitati a fruire dei mezzi pubblici e che utilizzino, in alternativa, mezzi propri o taxi. 
  • Contributo per abbattimento barriere architettoniche. Tale contributo è previsto a favore dei portatori di handicap per la realizzazione di interventi  volti al superamento delle barriere architettoniche che si trovano in edifici privati, costruiti prima dell'entrata in vigore della legge medesima. Il Comune si accerta dell’effettiva realizzazione dell’opera e della conformità rispetto alle indicazioni contenute nella domanda e provvede all’erogazione del contributo direttamente al richiedente. L'erogazione del contributo avviene al momento del ricevimento degli importi dalla Regione, che effettua una ripartizione del Fondo Nazionale fra i Comuni interessati. 
  • Contributi per soggiorni estivi per persone con disabilità. Per le  persone con disabilità di età compresa tra i 18 e i 60 anni, che siano già in carico ad un servizio comunale e con invalidità certificata del 100%, è erogato un contributo differenziato in base alle fasce di reddito previste da apposita deliberazione di Giunta Comunale. Il contributo in misura fissa di € 400,00 è erogato a cittadini residenti nel Comune di Milano dai 18 ai 60 anni, che effettueranno un soggiorno estivo tramite organizzazioni specializzate nell'assistenza alle persone con disabilità.

Insomma, nel marasma quotidiano che devono affrontare le persone con disabilità ed i loro parenti, ricordiamoci anche dei loro diritti e, quando possiamo, aiutiamoli a farli valere!

 
di Ilaria Li Vigni
 
 

L' intervento di Anna Scavuzzo Presidente del GC Milano Civica x Pisapia
"Bonifichiamo gli ambienti politici. Torniamo a fidarci delle nostre istituzioni"

MILANO - Seduta straordinaria sul tema della sicurezza, richiesto con particolare insistenza dal Partito delle Libertà e dalla Lega.
Invitati: sindacati, Prefetto, Questore, Camera di Commercio e diverse altre personalità... ci sono stati gli interventi dell'assessore Granelli (a nome di Sindaco e Giunta), di un rappresentante della Camera di Commercio, di alcune sigle sindacali e poi di molti consiglieri.
Il contesto politico complessivo del nostro territorio non ha lasciato molto spazio a polemiche e invettive, se non contenute. L'on. De Corato ha tuonato come di consueto, ma senza troppe saette. La Lega ha provato a minimizzare l'importanza delle indagini in corso a livello regionale in modo anche un po' goffo.
Nessuno - né in maggioranza né all'opposizione - ha minimizzato o ironizzato su un tema delicato (e molto sentito) come quello della sicurezza.
Diversi interventi hanno riportato l'attenzione sulla centralità di questi ragionamenti perché con certi argomenti non si può essere superficiali, allo stesso tempo abbiamo cercato tutti di smorzare le polemiche e di evitare strumentalizzazioni che potessero trasformarsi in attacchi laddove non vi è diretta competenza dell'amministrazione Comunale.
Come si ribadisce da tempo, un conto è il corpo della Polizia Locale - con le sue mansioni e competenze, oltre che risorse - e un conto è la gestione dell'Ordine Pubblico, il coinvolgimento della Polizia di Stato, l'intervento di Questore e Prefetto.
E' sempre bene distinguere per non confondere, come mi hanno insegnato alcuni Maestri.

Ecco, in allegato il mio contributo.

Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza

Milano, 25 ottobre 2012.

Non riprenderò tutti i concetti espressi, molti dei quali condivido e mi concentro ora su una
domanda: che cosa sta alla base della costruzione di una città sicura, di un Paese in
cui ci sentiamo “al sicuro”?
Parlando con le persone, ascoltandole anche in ambiti informali e senza la distanza che
purtroppo spesso la politica frappone, ecco, ascoltando le persone ci si accorge che questo è
un tema centrale, che sta a cuore a tutti.
Insieme alle preoccupazioni per la salute e per il lavoro, proprio e dei figli, il tema della
sicurezza è il più sentito.

E’ chiaro che chiedere conto al Sindaco di una città, ancorché importante come Milano, è
pretestuoso e strumentale.
Il Sindaco è interessato al tema perché interessato al benessere dei suoi concittadini, ma il
punto sta altrove.
Allora mi chiedevo, che cosa sta alla base di un Paese sicuro, in cui vivere in modo
sereno, sentendoci “al sicuro”?
In prima battuta io risponderei che è la fiducia: fiducia nelle istituzioni, innanzi tutto.
Nell’onestà, nell’impegno e nella loro responsabilità nei confronti di tutti noi.
“Siamo in buone mani”, si dice spesso.
Penso alle istituzioni qui rappresentate, ciascuna per le proprie competenze e nei propri
ambiti di attività.
Ciascuno fa del proprio meglio perché tutto funzioni ed è il concorso di azioni virtuose che
permette la costruzione di una città, di un Paese, libero dalla paura.
La sicurezza è per tutti, non solo per pochi e non è un fatto solo personale, che ciascuno
può costruirsi da sé.
E’ esperienza quotidiana: non è solo la paura di uno scippo o di una rapina a renderci
insicuri e preoccupati, ma anche un piano di evacuazione che non funziona, il mancato
rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi in cui lavoriamo, le povertà e le disuguaglianze
che generano tensioni e conflitti, l’assenza di bellezza e pulizia che contribuiscono a dare
disvalore ai luoghi in cui viviamo.
Sentirsi insicuri significa sentirsi in balìa di qualcosa che non si conosce e che
potenzialmente potrebbe farci del male.
Il lato oscuro della nostra società va illuminato, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.
Non nascondo un tratto di polemica in queste mie parole a ciò che ha proposto il Ministro
Barca, apprezzato in molti passaggi, ma non sulla questione dell’illuminazione delle strade.
Ecco che fidarsi di chi prende decisioni “per il nostro bene” assume un’importanza
a mio avviso straordinaria.
Un clima di insicurezza percepita genera quel senso di paura che mette instabilità,
crea agitazione, prepara terreno fertile a chi vuole speculare facendo leva sui nostri
timori.

Se non mi fidassi di chi lotta contro la criminalità organizzata, potrei sentirmi al
sicuro?
Se non mi fidassi di chi si occupa dei quartieri popolari, che sempre più spesso
subiscono le pressioni di quella criminalità, potrei sentirmi al sicuro?
Se non mi fidassi di chi cerca di sottrarre denaro a quanti speculano in città,
alimentando il lavoro nero, il commercio clandestino, lo spaccio di droga, il racket
della prostituzione, quello dell’elemosina... potrei sentirmi al sicuro?
Come parlare di lotta alla criminalità nei quartieri popolari quando chi si occupa di casa e
territorio in regione Lombardia è in carcere per voto di scambio con la ‘ndrangheta?
E ad ascoltare le ultime notizie che arrivano dalla Procura, purtroppo non è un episodio
isolato, pesanti sospetti gravano perfino su candidati al Consiglio comunale, eletti e non
eletti.
Come parlare di emersione del sommerso, di promozione del commercio, di sostegno ai
piccoli imprenditori che cercano di uscire dalla crisi economica, quando si affittano
capannoni a individui che si arricchiscono con la vendita di merci contraffatte?
E se ci riferiamo a ex assessori proprio alla sicurezza, non rimaniamo senza parole?
Come parlare di investimenti per poter mettere in sicurezza i cantieri, per promuovere
l’occupazione dei tanti giovani – italiani e migranti – che vivono sul nostro territorio,
quando ogni giorno fioccano avvisi di garanzia con accuse di corruzione, truffa alle
istituzioni e appalti truccati?
Dimentichiamo che ci sono personaggi che si sono arricchiti speculando perfino sulle
vacanze dei nostri bambini? O truffando le istituzioni con falsi corsi di formazione?
Pensiamo davvero che la contiguità fra la politica e il malaffare possa essere trascurata in
questo Consiglio straordinario sulla sicurezza?
Che non abbia a che fare con la sicurezza nella nostra città?
Che la malavita non abbia un ruolo in tutto questo e che la mancanza di onestà, pulizia e
rigore non debbano essere al centro della nostra riflessione oggi? Dove sono i criminali?
Sono furti anche quelli commessi in giacca e cravatta, sono scippi eleganti, ma
sempre di criminali stiamo parlando.
Non mi sento di appoggiare le proposte di repressione e di linea della fermezza.
Non mi fido di azioni solitarie, voglio sentire aria pulita fin dai piani alti.
Bonifichiamo gli ambienti politici.
Torniamo a fidarci delle nostre istituzioni, di tutte le nostre istituzioni.
Togliamo gli orchi, i ladri e i malavitosi dai nostri Palazzi.
Se ne andranno anche dalle strade e vedremo che la città, la regione e l’intero Paese
potranno respirare un’aria diversa.

Anna Scavuzzo
Pres. GC Milano Civica x Pisapia – 25.10.2012

 

Scuola Paravia
Elisabetta Strada ci invita a una riflessione
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MILANO - E' un ottimo segnale l'apertura della prima nella scuola primaria di via Paravia. Credo sia diritto di ogni bambino e di ogni famiglia poter vivere e studiare nella scuola del proprio quartiere.
Oggi, insieme al personale, ai comitati genitori, ai cittadini , al consiglio di zona e all'amministrazione, si rilancia la scuola affinché venga rimosso il velo negativo che l'avvolge e si dia una nuova identità e appetibilità alla stessa auspicando un incremento di iscrizioni.
Ben vengano quindi le proposte di rilanciare la scuola con nuovi progetti, di aprire la biblioteca, bellissima l'idea di creare l'omnicomprensivo musicale, aperto anche ai bambini di altri quartieri, e la proposta di spostare in loco il polo Start. Iniziative elevate e culturali nel vero spirito del diritto della scuola per tutti.
Cambiamo pensiero nei confronti di Paravia, basta pensare e fare allarmismi di "scuola ghetto di stranieri", ma cerchiamo tutti di collaborare nel rilanciare la scuola di quartiere, multiculturale, che cerca di diventare una scuola più rinomata e di conseguenza più richiesta.

di Elisabetta Strada
Presidente Commissione Educazione e Istruzione Comune di Milano - Consigliera del Gruppo Consiliare Milano Civica x Pisapia

Il racconto di Elisabetta Strada consigliera del Comune di Milano per la lista Milano Civica x Pisapia

Milano - Il 30 maggio 2011 inizia una nuova fase della mia esistenza. A volte i casi della vita regalano sorprese inaspettate. Mi sono lanciata nella Milano Civica a sostegno del Sindaco Pisapia e sorprendentemente vengo eletta. Dalla società civile vengo catapultata nel mondo della politica. Una nuova avventura segnata da momenti di grandi emozioni e ricchi di nuove esperienze. Il primo ingresso a Palazzo Marino. Il saluto sull’attenti dei Vigili all’ingresso del Palazzo. Le gambe tremule. Il vestito elegante. L’avvio verso la grande scalinata, il tappeto rosso che ti invita a salire al primo piano verso l’ufficio del Sindaco. Rimango abbagliata dalla bellezza del luogo. Pare essere a una gita di scolaresche, mi guardo intorno, alzando lo sguardo verso gli affreschi affascinata da tutto. Il primo appello nella Sala del Consiglio, gremita di giornalisti e pubblico, vede tutti gli eletti, il Sindaco e gli Assessori in pompa magna. Si ode la potenza dei battiti del cuore dei nuovi eletti, che pompano a un ritmo accelerato per l’emozione da “primo giorno di scuola”. Tutto riflette l’animo e la voglia del cambiamento che insieme stiamo cercando di portare a Milano.
Non avevo idea di cosa mi aspettasse come Consigliera Comunale. Sicuramente non immaginavo un impegno così importante anche in termini di tempo. Un impegno, però, molto intenso, stimolante, entusiasmante, bello e ricco di sorprese.
La prima bella sorpresa è stata avere conferma di quanto già pensassi, a differenza di quanto facesse l’ex ministro Brunetta, sull’impegno lavorativo dei dipendenti pubblici. La lentezza e lungaggine dei lavori è dovuta alla burocrazia, alla mole di lavoro, alla scarsità di personale a volte. Gli impiegati pubblici lavorano mettendoci anima e passione. Non ci sono orari. Spesso le riunioni iniziano alle 19, per permettere ai lavoratori esterni (come i genitori presidenti dei collegi scuola/ o i rappresentanti delle commissioni mense) di partecipare al dialogo con l’istituzione. Sedute notturne che vedono la presenza di commessi, funzionari e dirigenti. Incontri di sabato e domenica. In un anno non ho mai sentito uno sbuffo o una lamentela.
La burocrazia, però, a volte uccide. Alcuni passaggi istituzionali sono lunghi. La grandezza della macchina comunale, i ruoli molteplici, i problemi da affrontare sono talmente tanti, gli intrecci tra assessorati sono vari, le abitudini a seguire sempre gli stessi iter e meccanismi sono difficili da modificare, che inevitabilmente i processi sono rallentati. E su questo campo vedo e sento la vera nuova sfida di questa amministrazione. Cambiare le abitudini, rivedere i percorsi prestabiliti. Ragionare con il pensiero laterale. Far dialogare gli uffici. Far sì che chi imbianca le aule sappia coordinarsi con chi deve abbattere o costruire le pareti. Un atto intelligente fatto da questa Giunta è stato quello ad esempio, di unificare la manutenzione scolastica ordinaria a quella straordinaria. Oggi si dialoga tra chi si occupa di edilizia scolastica e l’assessorato all’educazione, le zone e i dirigenti scolastici. Tutti insieme definiscono le priorità e i lavori da fare. Buon senso per tutti noi cittadini. Nuova organizzazione, mentalità e impostazione politica per il Comune.
Buon senso. Mi piace soffermarmi su questo concetto. Quanto mi ha mosso fino a oggi. Quello che ritrovo nel nostro Sindaco. Sono, un anno dopo, ancora entusiasta di questa avventura insieme a lui e alla sua Giunta. Buon senso o meglio, senso civico, pensare alla città per la città e non per un tornaconto personale, di potere, di voti. Valori che ritrovo in lui e in molti Assessori e Consiglieri.
Obiettivi e buon senso, però, non riescono a fare miracoli. Sono fiduciosa e ottimista che si riusciranno nei prossimi quattro anni a sbloccare le tante pratiche ancora ferme dentro ai cassetti e si riusciranno a realizzare tutti i sogni. Anche se i tempi del Comune / del pubblico, non si sposano per nulla con i tempi delle persone, con i tempi all’esterno. Il mondo si muove a due velocità diverse, una dentro e una fuori palazzo. Non per cattiva volontà ma per procedure, iter e impostazioni diverse, come detto prima. Capisco la durata del mandato di cinque anni.
Nel primo anno sono state fatte moltissime cose, allego una brochure con un elenco di quanto si è fatto, anche se non tutto, ma moltissime devono essere ancora portate a termine. Questo primo anno è servito per conoscere e fare il punto, Per sbloccare. Per iniziare a progettare.
Un semplice esempio. Negli ultimi venti anni nessuno ha mai fatto una mappatura degli edifici pubblici, una fotografia sulle classificazioni energetiche delle scuole, nessuno sa quanto consuma una singola scuola, non è mai stata effettuata una mappatura sulla presenza dell’amianto, né tantomeno messe a bilancio costruzioni per delle nuove scuole materne, nonostante un terzo siano da oltre venti anni giunte a fine vita essendo prefabbricati degli anni ’70. Ora ci vogliono come minimo quattro anni per abbatterle e ricostruirle, tra bandi prima per l’abbattimento, dopo per la costruzione ecc. Il piano delle opere pubbliche ragiona su tempistiche triennali, se sei dentro e trovi i fondi si procede altrimenti si attende ancora altri tre anni. Per programmare tutti gli interventi bisogna avere delle fotografie complete della città. Questa amministrazione per la prima volta dopo anni, ha cominciato a effettuare delle mappature sugli edifici, delle mappature sulle proprietà demaniali, che sappiamo in parte vuote, ma non sappiamo quante.
Mi è stato inoltre chiesto di raccontare come sia cambiata la mia vita. Credo che questa esperienza sia bellissima. Piena di esperienze positive e stimolanti, di crescita. Credo che tutti dovrebbero provarla, almeno una volta, un po’ come fare il rappresentate di classe, è utile per tutti. Ho conosciuto una Milano diversa, nuova. Ho l’opportunità di incontrare tantissime persone, di ogni tipo, nazionalità, età. Esperienze di vita completamente diverse dalla mia, che mi permettono di crescere un po’. Ho scoperto luoghi sconosciuti. Ho imparato molto e molto ho ancora da imparare. Una ricchezza umana, culturale, di contenuti che è un’opportunità e il vero privilegio che tutti dovrebbero vivere.
Da un altro punto di vista posso dire che la mia vita personale è forse un filo peggiorata. Se penso solo al mese di giugno, cinque notti e tutte le sere fino a mezzanotte in Consiglio Comunale. Un mese senza pranzare e cenare con la mia famiglia. Per fortuna ho un marito paziente e figli grandi. Altrimenti sarebbe stato di difficile realizzazione e un massacro economico di baby-sitter. Altro che privilegi della casta. Il vero privilegio invece è stato poter partecipare al concerto straordinario alla Scala organizzato per il Papa ed essere presente al suo discorso, o vivere il Consiglio e salutare personalmente il Dalai Lama, oppure potermi confrontare direttamente con il Sindaco e gli Assessori.
L’impegno del Consigliere va ben oltre le sedute del Consiglio. Si partecipa alle Commissioni Consiliari. Nella Milano Civica siamo solo due Consigliere. Ci suddividiamo quindici commissioni in due. Per fortuna con la Consigliera Anna Scavuzzo siamo in sintonia. Abbiamo gli stessi valori, sogni e desideri per la città. Crediamo nella stessa idea di civismo, rispetto delle regole, modo di governare, modo di vivere e muoversi in città. Riusciamo a suddividerci i compiti.
L’impegno è enorme. Prepararsi, documentarsi, confrontarsi con la società civile, ascoltare, condividere e capire i problemi e le soluzioni, sono la parte migliore, più interessante e entusiasmante di questa esperienza. La più ricca di stimoli e quella che ti permette di lavorare nella consapevolezza e nella speranza di poter contribuire anche per un solo piccolo cambiamento e miglioramento.
 
Elisabetta Strada
Consigliera Comunale della Milano Civica x Pisapia
 
 

Intervento Anna Scavuzzo - Presidente Gruppo Consiliare Milano Civica per Pisapia
Consiglio Comunale di Milano – 23 Luglio 2012

Pubblichiamo l'intervento della consigliera del Comune di Milano Anna Scavuzzo nell'ambito del dibattito sulla delibera di introduzione di un regolamento comunale per le unioni civili. 

Dopo aver ascoltato tutti gli interventi che mi hanno preceduta – molti dei quali ho condiviso, altri meno - non mi soffermerò a riprendere i dettagli di un argomento già ampiamente affrontato e approfondito in questo dibattito. Mi limito a constatare che la società odierna è caratterizzata da una pluralità di forme di vita associata, di convivenze frutto di dinamiche sociali o economiche, scelte di tipo affettivo. Questo non accade solo in Canada, in Francia o negli Stati Uniti.Accade anche in Italia, accade in particolare nella nostra città. 


In molti casi queste relazioni di convivenza costituiscono un•occasione di realizzazione delle persone e delle loro relazioni, e offrono la possibilità di creare un tessuto di rapporti sociali più forte di quello che potremmo immaginare in una società disgregata e individualista.

Esse ci appaiono - anzi, sono -meritevoli di rispetto (guai a definirle incivili) e di un riconoscimento istituzionale, oltre che di tutela. Istituire il registro delle unioni civili esprime la volontà di dare questo
riconoscimento e questa tutela. In modo particolare mi riferisco a quanti non hanno alternative, per esempio le coppie di persone omosessuali.

Mi è stato chiesto, giustamente, di affrontare questa delibera con coscienza, e – come già ha richiamato il consigliere Cappato – posso dire che tutti i voti che mi trovo a esprimere sono voti per me espressi secondo coscienza.

Dopo aver approfondito l•argomento ed esserci confrontate, in coscienza ritengo, riteniamo(e non siamo le sole) di poter dire che non è male che persone decidano, in luogo di
relazioni fragili oppure occasionali, di convivere con una certa stabilità. Perché dovrebbe allora essere male che tali relazioni siano riconosciute e tutelate?

La presente delibera richiama questi concetti in modo chiaro, ribadendo che tale riconoscimento è proposto secondo modalità rispettose tanto dell•articolo 2 della Costituzione, quanto dell•articolo 29. Le presidenti Sonego e D'Amico lo hanno ribadito anche nei loro interventi a illustrazione della delibera.

Le parole della Corte Costituzionale ci aiutano a far chiarezza.

[rif. “Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l•unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri” (138/2010)].

Tutto ciò premesso, non ritengo – non riteniamo -che ritardare la decisione di istituire il registro delle unioni civili possa permettere di formulare proposte giuridicamente più valide
o che trovino una miglior sintesi a livello locale.
A partire dall’istituzione del registro si potrà valutare se e come sarà necessario o utile modificarne il regolamento, migliorarlo, potenziarlo.

Il significato politico di quest’atto amministrativo ha suscitato dubbi e perplessità, anche e soprattutto nell’ambiente cattolico, cui anche noi consigliere della Lista Civica apparteniamo: ci pare sia un ulteriore forte richiamo perché si operi per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale: e cioè la richiesta di elaborare forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Non sono, non siamo, contrarie all’istituzione di un registro delle unioni civili anche nella nostra città. Tutt’altro.

La sede più opportuna per discutere una normativa che abbia valenza di Legge non è questa, e lo sappiamo: il registro, però, è un atto amministrativo che avrà valenza nelle materie di competenza del Comune e come tale lo sosteniamo.

Questo l'intervento che Anna Scavuzzo ci ha fatto pervenire aggiungendo questa importante consideazione:

 

Nessuna di noi ("noi", perché è coinvolta attivamente anche Elisabetta Strada, l'altra consigliera eletta nella lista Milano Civica x Pisapia)si arroga il diritto di rappresentare né i cattolici né i credenti, personalmente sono (e mi sento) parte di una Chiesa che è Popolo di Dio, non ho difficoltà a dirlo anche pubblicamente e non sono avvezza a crociate o vilipendio della religione e dell'istituzione, tutt'altro. Allo stesso tempo sono convinta delle cose che - in coscienza - ho scritto e detto, e mi auguro di essere riuscita a esprimerle in modo efficace.

 

Non mi ritengo né un'eretica né una scismatica: quindi ciò che ho affermato non vuole essere la posizione di una cristiana che si mette fuori dalla Chiesa o che rifiuta le indicazioni che i Vescovi propongono ai fedeli, bensì un contributo per accogliere diversi punti di vista anche all'interno della Chiesa medesima.

Spero che si comprenda dalle parole che uso e da ciò che scrivo che non c'è nessuna presunzione di autonomia e autoreferenzialità, ma anzi, la disponibilità a proseguire un confronto su questi temi anche al di fuori del recinto politico. 

Con rispetto e disponibilità al confronto, anche all'interno dell'ambiente cattolico.

Anna Scavuzzo
Presidente Gruppo Consiliare Milano Civica per Pisapia
Milano, 23 Luglio 2012




Palazzo Marino, 28 maggio 2012 - ore 12.30
Pannello commemorativo per 50 anni di impegno per i diritti umani
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Amnesty International è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di persone che si riconoscono nei principi della solidarietà internazionale, dell’universalità e indivisibilità dei diritti umani, dell’imparzialità e indipendenza, della democrazia e del rispetto reciproco. Da cinquant’anni si impegna perché nel mondo a ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, svolgendo attività di ricerca e campagne finalizzate a prevenire ed eliminare gravi violazioni dei diritti umani in modo così esemplare da meritare nel 1977 il premio Nobel per la pace e nel 1978 il premio delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Anni di intense campagne, insieme a prestigiosi alleati, hanno spinto l’Onu a impegnarsi per un Trattato che regoli il commercio di armi e ad approvare una moratoria globale sulla pena di morte e hanno fatto sì che centinaia di migliaia di persone abbiano ritrovato la libertà, abbiano avuto la vita salvata grazie a un appello e che diverse norme internazionali (come il Protocollo opzionale dell’Onu sui bambini soldato, la Convenzione sulle sparizioni forzate e l’istituzione della Corte Penale Internazionale) siano state sviluppate grazie al contributo di Amnesty International

Il Comune di Milano partecipa al 50° di Amnesty International e si onora di ricordare questo importante anniversario con un pannello commemorativo all'ingresso di Palazzo Marino - piazza della Scala, 2.
Il pannello verrà esposto lunedì 28 maggio 2012 alle ore 12.30.
Chi volesse partecipare a questo beve momento di cerimonia è il benvenuto.

Anna Scavuzzo
Milano Civica x Pisapia

Un "ponte" sulla città
Spunti di riflessione per definire il ruolo del Movimento Milano Civica

Le commissioni consiliari sono nate per organizzare al meglio il lavoro del Consiglio Comunale, garantendo una particolare competenza nella trattazione di tematiche specifiche ed un intervento della cittadinanza nella vita politica locale.

Nell’organigramma del Comune di Milano, allo stato, sono costituite 17 commissioni consiliari con competenze specifiche in ambito di:

-Affari Istituzionali

-Bilancio, Patrimonio, Tributi

-Pari Opportunità

-Casa , Demanio, Lavori Pubblici

-Expo

-Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca

-Urbanistica , Edilizia Privata

-Mobilità, Ambiente, Arredo Urbano, Verde

-Commercio, Attività Produttive, Turismo, Marketing Territoriale Cultura Moda Design

-Benessere, Qualità della Vita, Sport e Tempo Libero

-Sicurezza e Coesione Sociale, Polizia Locale, Protezione Civile e Volontariato

-Politiche Sociali e Servizi per la Salute

-Referendum approvati, Iniziativa Popolare, Digitalizzazione, Trasparenza, Agenda digitale

-Verifica e Controllo Aziende a Partecipazione Comunale

-Area Metropolitana Decentramento e Municipalità , Servizi Civici

-Educazione, Istruzione

Ogni commissione ha diversi compiti:

  • approfondisce i problemi relativi ad un particolare settore;
  • esamina ed esprime pareri su iniziative e proposte che saranno poi discusse ed eventualmente approvate dal Consiglio Comunale;
  • vigila sulle attività degli uffici e delle Aziende del Comune.

Ogni commissione è formata da un certo numero di consiglieri scelti dal Consiglio Comunale in modo da rispettarne, in proporzione, la composizione politica; viene utilizzato, a tal proposito, lo stesso criterio elettivo delle commissioni parlamentari.
Le commissioni eleggono, tra i propri componenti, un Presidente e un Vice Presidente.
Ogni commissione si rapporta in materia di competenza ad un assessorato, con il cui ufficio intrattiene una via preferenziale di confronto sulle problematiche di settore e sui provvedimenti da prendere.
Le sedute delle commissioni consiliari sono aperte a tutti i cittadini, così garantendo l’informazione alla cittadinanza e l’eventuale intervento della stessa con mozioni e proposte.

Le commissioni sono, a mio avviso, un’applicazione importante del principio di sussidiarietà, previsto dall’art. 118 della Costituzione (principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione) e sostenuto con vigore dalla normativa e giurisprudenza europea.

Il principio di sussidiarietà può essere analizzato sotto un duplice aspetto:

 

  • in senso verticale: la ripartizione gerarchica delle competenze deve essere spostata verso gli enti più prossimi al "Cittadino" e, pertanto, più vicini ai bisogni del territorio:le recenti deleghe normative agli Enti Locali, i.p. Province e Comuni ne sono un esempio ed un’applicazione chiarissima
  • in senso orizzontale: il  "Cittadino", sia come singolo sia attraverso  "Corpi intermedi", deve avere la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che incidano sulle realtà sociali a lui più prossime: è questo il caso delle Commissioni Consiliari, in cui la cittadinanza, con le forme della partecipazione diretta e dell’audizione, può proporre progetti, porre all’attenzione problematiche inerenti la comunità cittadina, etc…

I movimenti politici, quali il Movimento Milano Civica ed anche le associazioni culturali possono essere un utilissimo ponte fra cittadini ed istituzioni locali, in ossequio al predetto principio di sussidiarietà.
Possono costituire anche un “filtro di competenza”, che trasferisca le esigenze dei cittadini o di gruppi di cittadini in forme più corrette e complete da un punto di vista politico e giuridico.

Questo è il nostro ruolo: ascoltare le esigenze della società civile e trasferire le stesse all’interno delle commissioni consiliari che a loro volta le trasferiranno agli organi comunali competenti.
Ciò, a maggior ragione in considerazione della capillare presenza delle due consigliere elette con il Movimento Milano Civica in commissioni consiliari di assoluta preminenza.

Sarebbe una buona idea che i fondatori del nostro Movimento Milano Civica si suddividessero per competenze personali e professionali e monitorassero l’attività delle commissioni consiliari, quantomeno quelle più importanti, segnalando particolari esigenze dei cittadini o di gruppi di cittadini e chiedendo quindi audizioni in caso di proposte concrete o problematiche di particolare importanza.

Ilaria Li Vigni

avvocato in Milano













 

Dalla parte delle Cittadine
Le ragioni per la costituzione di parte civile da parte del Comune per la tutela di “interessi diffusi”

La violenza di genere, perpetrata con soprusi fisici, sessuali, psicologici ed economici, è stata riconosciuta in Italia, come in molti Paesi occidentali, quale una violazione del diritto all'integrità fìsica e psicologica della donna.

I diritti fondamentali delle donne fanno parte inalienabilmente ed integralmente dei diritti universali della persona e qualsiasi atto di violenza rivolto contro il sesso femminile costituisce un’evidente violazione dei diritti inviolabili dell’uomo.

Per arginare il fenomeno, sono stati emanati, in ambito internazionale, una serie di provvedimenti per prevenire ed eliminare tale violenza, tra i quali assumono un particolare rilievo:
- la “Convenzione Internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne”, ratificata e resa esecutiva dall'Italia con legge n. 132 del 14 marzo 1985 ed il Protocollo opzionale ratificato il 22 dicembre 2000;
- la "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne" redatta dall'ONU nel 1993 che per la prima volta ha definito in modo ampio la violenza contro le donne come "qualunque atto che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fìsiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata";
- la Convenzione del Consiglio d'Europa per combattere la violenza contro le donne e per la lotta contro la tratta degli esseri umani del 16 maggio 2005.
In ambito europeo, la violenza contro le donne è diventata, in modo crescente, una priorità nell'agenda politica dell'Unione Europea, che ha sollecitato gli stati membri ad adottare misure adeguate in materia nelle rispettive legislazioni nazionali.

La Costituzione Italiana ha sancito il principio di uguaglianza di genere, riconoscendo la pari dignità sociale e stessi diritti davanti alla legge a tutti i cittadini (art. 3), la parità tra donne e uomini in ambito lavorativo (art. 4 e 37), l'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi all'interno del matrimonio (art. 29).

Sulla base di tali principi, la legislazione nazionale si è conformata con una serie di normative di settore che tutelano espressamente il diritto della donna all’integrità fisica e morale.

Il Comune di Milano, nel proprio Statuto (art. 5, comma 4), sancisce che “Il comune attua specifiche azioni positive volte ad evitare le discriminazioni a carico delle donne ed a rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscano il pieno ed effettivo godimento da parte loro dei diritti di cittadinanza; promuove altresì la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e negli organi collegiali, nonché negli enti, aziende ed istituzioni dipendenti”.

Così facendo il Comune di Milano ha normativamente trasformato interessi generici e diffusi di cittadini e cittadine in propri interessi specifici e in oggetto peculiare delle proprie attribuzioni e dei compiti istituzionali.

Anche per la prevenzione e la repressione delle violazioni delle norme poste a tutela della libertà di determinazione della donna è configurabile in capo al Comune (che, per rispetto al territorio in cui il fatto è commesso, ha una stabile relazione funzionale ed ha inserito tale tutela tra i propri scopi, primari e autonomi) la titolarità di un diritto soggettivo e di un danno risarcibile, individuabile in ogni lesione del diritto stesso.

Il Comune è, pertanto, legittimato alla costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali relativi all'offesa, diretta e immediata, dello scopo sociale.

Infatti, ogni atto di violenza come dianzi descritto lede non solo la libertà morale e fìsica della donna, ma anche il concreto interesse del Comune di preservare il territorio da tali deteriori fenomeni, avendo il Comune stesso posto la tutela di quel bene giuridico come proprio obiettivo primario.

Anche il Programma dell’attuale Sindaco, nella porzione dedicata alla “Città delle Donne” espressamente prevedeva come obiettivo primario la costituzione di parte civile dell’Ente Locale Comune nei procedimenti attinenti a tale materia, che appare davvero come un diritto/dovere del Comune di Milano per una migliore e più capillare tutela della libertà e della sicurezza dei suoi cittadini.

Auguriamoci che tale petizione di principio si traduca in un’effettiva e concreta partecipazione per la tutela degli interessi diffusi del Comune, con la partecipazione ai procedimenti per violenza sui soggetti deboli ed il riconoscimento del risarcimento del danno.

Ilaria Li Vigni
avvocato in Milano












 

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