Fuori orario
Si rinnova lo spazio di incontro per i giovani a Milano
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IMILANO - L’Informagiovani di via Dogana 2 (MM Duomo; tram: 3, 12, 14, 16, 24, 27; bus: 54) si rinnova grazie a una sperimentazione unica in Italia: un luogo pubblico gestito direttamente dagli studenti.

Aperto anche di sera, di notte e nei weekend, è la prima ‘aula studio’ , in pieno centro, fruibile anche come luogo di incontri culturali, riunioni ed eventi promossi dai giovani della città.

Saranno direttamente gli studenti a gestire lo spazio, dopo l'orario di chiusura dei servizi dell’Informagiovani (dal lunedì al venerdì alle 18), e, in questa prima fase sperimentale, per almeno quattro sere a settimana lo spazio si aprirà ad associazioni, gruppi informali o semplicemente singoli che vogliono proporre un’iniziativa o utilizzare uno spazio condiviso.

Per conoscere le attività serali, notturne e nei weekend, o per prenotare l'utilizzo dello spazio, puoi inviare una mail all'indirizzo info.ladogana@gmail.com.

Durante le ore di apertura degli sportelli continueranno a essere attivi i servizi più classici dell’Informagiovani (lavoro, studio, mobilità internazionale, volontariato) ma soprattutto ci saranno novità, come lo sharing point, un’area libreria e studio, una piccola ciclofficina, lo sportello Arte di strada, Wifi gratuito, un murales (firmato Pao), tavoli e divani dove studiare, incontrarsi e progettare la città del presente.

Per consultare il calendario degli eventi
http://www.comune.milano.it/giovani/

Cronaca di un incontro indimenticabile
Nella testimonianza di Giuliana Nuvoli

MILANO - Sono le 13.30 e il Dalai Lama entra in un teatro gremito sino all’ultima poltrona. Pochi professori, nelle prime due file: poi solo loro, gli studenti, che erano in fila da ore, per questo incontro.
Apre il Prorettore dell’Università degli Studi, Elio Franzini, ricordando come l’insegnamento di Sua Santità superi le barriere delle religioni e delle ideologie, per dar vita ad un’etica laica che possa accumunare tutto il genere umano.
Virtù primaria la compassione, esordisce il Dalai Lama; una virtù che ci spinge a ricercare il benessere altrui: la ragione senza compassione non produce alcun bene. Conoscenza ed etica sono gli strumenti con cui i giovani possono migliorare il mondo: e si riferisce ad ogni tipo di conoscenza, a tutte le scienze e a tutti i saperi. La religione può aiutare; è una strada che può cogliere il senso profondo di un’etica laica, per tutti: ma non è la sola.
Mentre l’interprete parla, Sua Santità guarda intensamente il pubblico e ricorda come il periodo più felice della sua vita sia stato l’adolescenza. Poi, a 24 anni, tutto cambiò: egli dovette lasciare il suo paese e iniziò a conoscere la vera violenza.
Noi e gli altri: è una contrapposizione sbagliata che si nutre di violenza e violenza genera. Nella seconda metà del XX secolo è una percezione che ha iniziato a cambiare, sia a livello individuale che di nazione. Il senso della nazione, molto forte nel primo Novecento, spingeva i singoli popoli a pensare al limitrofo come nemico. Ora le cose sono cambiate: le nuove generazioni pensano all’altro come “vicino”: questo è un segnale forte che fa ben sperare per un futuro, anche se ancora lontano, di pace.
Nel secondo Novecento si è attenuato anche il divario fra scienza e spiritualità, come si percepisce nella medicina, che ha preso atto di una relazione indissolubile fra corpo e anima. L’umanità è migliorata perché le menti degli uomini si sono aperte. Anche la regina madre d’Inghilterra, ricorda, dichiarò, già molti anni addietro come il mondo le paresse infinitamente migliorato, in particolare in riferimento alla cultura dei diritti degli esseri umani.
Certo, la strada è lunga e irta di ostacoli, ma nei momenti difficili ci sono due strade: se il momento è troppo difficile ci si può demoralizzare e restare paralizzati oppure la difficoltà si muta in opportunità per trovare vie migliori. Basta osservare quello che accade da più punti di vista.
La sua generazione ormai sta passando, la nuova generazione ha opportunità di cambiare il passato, e il XXI secolo avrà forma dai giovani che dovranno sforzarsi a rendere migliore questo mondo, portando, sopra tutto la pace. E come svilupparla? Di nuovo guarda intensamente i giovanissimo pubblico e ricorda come essa nasca da uno stato di pace interiore dell’individuo; non resta che fare uno sforzo in questa direzione, prestando più attenzione ai valori dell’etica secolare. Tutto deriva dalla pace della mente, anche la salute fisica. Per questo è necessario imparare a tenere le emozioni negative lontano da sé: la paura, l’odio, la rabbia…. Anche perché – e troppo spesso ce lo dimentichiamo – le emozioni sono l’elemento fondamentale della vita dell’uomo, quello che ci permette la conoscenza e che ci suggerisce il comportamento corretto con il nostro prossimo, quello dettato dalla compassione.
Con grazia risponde alle domande degli studenti e sorride del loro essere emozionati e, per questo, rigidi: "Siate più morbidi e liberi…. Lasciate da parte le regole che ingessano e le abitudini che induriscono… ". Poi, con assoluta naturalezza, tira giù dal divano i suoi piedi coperti da terribili calzini marroni e si rimette le scarpe che avevano fatto bella mostra di sé per tutto il lungo incontro. Ma, prima di allontanarsi dal teatro, viene nella mia direzione e mi stringe le mani: le sue sono piccole, dure, essenziali: non le dimenticherò mai.

di Giuliana Nuvoli, professore di Letteratura Italiana nell'Università degli Studi di Milano.

Dante a teatro
Il tema della violenza sulle donne nella Divina Commedia

MILANO - La violenza sulle donne è tema che occupa grande spazio nella letteratura, perché riempie, da sempre, i giorni e le notti, degli uomini. Nella Divina Commedia il tema è trattato con rispetto e delicatezza ma, al tempo stesso con forza e pathos, nella storia di Francesca da Rimini e in quella di Pia de’ Tolomei, contemporanee di Dante e uccise dai rispettivi mariti.
Le due figure femminili saranno le protagoniste della giornata Dante a teatro, giunta alla sua terza edizione, che si terrà il 27 aprile, alle ore 9.30, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi. La storia di Francesca sarà raccontata attraverso le parole di Dante, ma un video mostrerà come la sua immagine si sia trasformata nei secoli, passando da “narratrice” elegante e appassionata, a protagonista di quella passione senza limiti che porta, sovente, alla morte.
La storia di Pia verrà raccontata attraverso una ballata di un cantastorie maremmano, il Niccheri, letto da Marco Tajani, e la commenteranno musiche di Gianna Nannini, reinterpretate da artisti dell’Accademia del Suono.
Torneranno le danze medievali del gruppo il Leoncello al suono del gruppo Arundel, con copie di costumi e strumenti medievali. Partecipa per la prima volta Milano Scuola Civica di Musica, i cui allievi, interpreteranno testi di Dante e Petrarca su musiche di Sigismondo d’India, Luzzaschi e Peri.
I destinatari di questa giornata saranno non solo gli studenti dell’Università e delle scuole superiori di Milano, ma tutti gli abitanti della città. Dante è autore che coinvolge e commuove: e i suoi personaggi continuano a insegnare ed emozionare con una forza addirittura maggiore di quella posseduta quando sono nati. Impossibile restarne lontani.

di Giuliana Nuvoli

 

   Link del manifesto:

HYPERLINK "http://www.animedialab.com/Dante/Manifesto.pdf" "1"http://www.animedialab.com/Dante/Manifesto.pdf

E' già costato un milione e 140mila euro
I residenti protestano per i ruderi e per lo stato di completo degrado di tutta la zona. Ma soldi e imprese sono spariti
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Resta la gru, immobile da più d’un anno. E sotto, lo scheletro di un palazzo cresciuto solo fino al primo piano, con i tondini ormai arrugginiti che fuoriescono dai pilastri. Tutt’intorno, una vegetazione fitta di erbacce. E rifiuti, acquitrini putridi, bottiglie e polistirolo. È il nuovo ecomostro di Milano. Si trova in via Malipiero, vicino a via Mecenate. Doveva essere una struttura residenziale universitaria: per questo era stata finanziata nel 2006 dalla Regione con un milione e 140mila euro. I soldi, invece, potrebbero essere finiti in conti accesi nella Repubblica di San Marino e da qui chissà dove: uno degli imprenditori coinvolti nell’operazione, Stefano Raccagni — coinvolto in varie inchieste e sospettato di contatti con personaggi della mala — è sparito in Thailandia e si è visto confiscare dai carabinieri della sezione misure di prevenzione del tribunale tutti i beni, comprese le quote nella Malipiero srl, che doveva realizzare l’immobile. E ora in via Malipiero restano i ruderi.

«Abbiamo avvisato vigili urbani e polizia: lì entra ed esce chiunque, abbiamo paura», dice l’inquilina di un palazzo di via Trani che dà sul retro del cantiere. Preoccupati anche i genitori della piscina Samuele, molto frequentata anche di sera. Marco Cormio, consigliere comunale del Pd, è stato sul posto. «Il materiale di scavo — spiega — è stato abbandonato in un terreno vicino, una montagna di quindici metri che disturba il quartiere».

Per evitare che il terreno si trasformasse in una discarica — cosa che in parte è già successa — a inizio del 2011 l’area è stata chiusa dai vigili con new jersey in cemento. «Ora abbiamo chiesto all’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris di intervenire», continua Cormio. «Stiamo cercando di contattare il liquidatore — assicura a sua volta l’assessore — per vedere cosa si può fare».

La priorità ora è evitare che il degrado s’incancrenisca. Che il cantiere si trasformi, cioè, in una delle tante eterne incompiute dell’edilizia cittadina, come l’albergo costruito a Ponte Lambro per i Mondiali di Italia 90, mai ultimato e solo ora destinato all’abbattimento. Ma sembra ormai andato in fumo un progetto che avrebbe dovuto soddisfare la fame di alloggi degli universitari: il bando, proposto nel 2005 dalla società Globus srl, prevedeva una struttura da 110 posti, ai quali si aggiungevano i box, a disposizione anche dei residenti, alcuni dei quali hanno già versato gli anticipi.

Nel 2009 alla Globus subentra la Malipiero, già infiltrata, tramite società affidate a prestanomi, da Raccagni. Lo stesso anno, però, il tribunale sequestra le quote riconducibili al faccendiere e l’anno dopo dichiara fallita un’altra società, dietro la quale si cela sempre Raccagni, che era riuscito a ottenere, per le sue attività, i finanziamenti di Banca Intesa San Paolo. Una sentenza, ora, dichiara il “difetto di buona fede” nei confronti dell’istituto che ha erogato il mutuo e cancella l’ipoteca sugli immobili. E giudici scrivono: «Raccagni può contare sulle prestazioni di notai, avvocati e funzionari di banca...».

di Davide Carlucci e Franco Vanni

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