Come aggirare il Patto di Stabilità?
Leasing in Costruendo per finanziare il rinnovamento energetico
Pubblicato: 09/04/2013 22:36:00

MILANO - Negli ultimi decenni il consumo di energia da fonti fossili (gas, petrolio, carbone), è cresciuto in modo massiccio, rendendo probabile che il nostro pianeta, la Terra, esaurisca quelle risorse di combustibili fossili, che hanno richiesto milioni di anni per costituirsi, in qualche decina di anni o poco più, anche se le ultime scoperte ( il cosiddetto “shale gas”) sembrano molto promettenti.
A questo pericolo si aggiunge quello della crescita dell’inquinamento atmosferico, dovuto ai prodotti gassosi della combustione, con le conseguenze negative sulla salute umana e colla tendenza all’aumento della temperatura del pianeta per “effetto serra” con conseguenze molto gravi, nel tempo, per l’equilibrio dell’ecosistema terrestre.
Questa tendenza potrà essere alleviata, da un lato, dallo sviluppo delle energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc.), dall’altro dal miglioramento dell’efficienza energetica di tutti i processi dell’attività umana, nell’ambito agricolo, industriale, residenziale e dei trasporti.
I governi mondiali, seppur con forte ritardo e molte polemiche tra paesi ricchi ed emergenti, stanno sviluppando una maggior sensibilità sui temi dell’inquinamento e del risparmio energetico, attraverso accordi internazionali (tipo KYOTO), mentre una particolare attenzione viene dall’Europa, con la Commissione Europea che emette Direttive che coinvolgono le varie nazioni europee, con indirizzi sempre più cogenti nei riguardi delle Amministrazioni Pubbliche (P. A.)
In questo quadro di riferimento il Comune di Milano è coinvolto, ma parte con notevole ritardo sia rispetto ad altre realtà italiane sia e soprattutto, ad altre realtà europee, a causa della scarsa attenzione dedicata al tema dalla passata amministrazione.
La nuova amministrazione ha, peraltro, dimostrato una maggior sensibilità, iniziando un cammino “virtuoso” nell’affrontare il problema dei trasporti ( Area C, ma non solo) e quello delle nuove costruzioni (nuovo PGT, più attento al tema dell’efficienza energetica degli immobili), ma non basta.
Dato infatti che oltre la metà dei consumi di energia e dell’inquinamento, sia diretto che indiretto, che ne deriva, nascono, per così dire, “sotto il tetto”, ossia nel patrimonio edilizio della città e che quest’ultimo è in grandissima maggioranza vecchio di oltre 40 anni (quindi poco efficiente nei consumi energetici per riscaldamento/condizionamento ed illuminazione), è chiaro che il tema della riqualificazione energetica degli edifici esistenti riveste la massima importanza per il benessere della città e dei suoi cittadini, ed è un aspetto importante del BENE COMUNE, da perseguire con impegno e determinazione.
A parte il risparmio nella spesa per le bollette energetiche degli utenti, elemento tutt’altro che trascurabile, in un periodo di difficoltà economiche sia per i privati che per le P.A:
L’amministrazione comunale, ed in primis il sindaco Pisapia, che ha firmato recentemente il Govenant of Mayors (Patto dei Sindaci europei), già firmato ad inizio 2008 da Letizia Moratti, senza poi far seguire alcuno degli adempimenti previsti dal patto stesso, ha anche la responsabilità di dare il buon esempio ai privati, intervenendo sollecitamente sul cosiddetto “efficientamento” del patrimonio edilizio pubblico di Milano, sia demaniale che ALER.
Attivando tra l’altro, numerose imprese e lavoratori nella realizzazione di interventi migliorativi, con un impatto importante sulla crescita e sull’occupazione.
MA c’è un MA:
L’amministrazione comunale di Milano, come del resto quella di tutti gli altri comuni italiane, si dibatte nella “camicia di forza” finanziaria causata dall’indebitamento pregresso, dai tagli al finanziamento degli Enti Locali da parte dello Stato e dalla necessità di rispetto del Patto di Stabilità

Come superare i vincoli?.
Il Leasing in Costruendo costituisce una forma di finanziamento privato di un’opera pubblica, già sperimentato in anni recenti da alcune P.A.
Esso costituisce la soluzione di finanziamento ottimale per gli investimenti di riqualificazione energetica degli immobili esistenti, quando il tempo di recupero dell’investimento iniziale sia piuttosto lungo (anche 15-20 anni) e quindi l’intervento di una ESCo non sia una soluzione praticabile. Molti degli interventi di riqualificazione, miranti alla riduzione dei consumi di energia dovuti a riscaldamento/condizionamento, ricadono infatti in tale categoria (p.e. cambiamento degli infissi, isolamento del tetto, cappotti isolanti) e possono pertanto candidarsi all’utilizzo del Leasing in Costruendo.

Come funziona?
La realizzazione dell’opera avviene per mezzo di un soggetto finanziario che anticipa all’appaltatore (impresa costruttrice) i fondi per realizzare l’opera pubblica e, successivamente al completamento della stessa, viene compensato dal soggetto appaltante (la P.A.), attraverso la corresponsione di canoni periodici (rate di riscatto). Si tratta in sostanza di un’operazione di finanza strutturata in cui il capitale (fonte di finanziamento dell’opera pubblica), è “connesso” al processo di costruzione dell’opera stessa in un unico procedimento ad evidenza pubblica.
La P.A. ha un rapporto operativo diretto con i fornitori dell’opera, dei servizi di assistenza, manutenzione ecc., ma ha un unico “interlocutore” responsabile ed inizierà la corresponsione dei canoni solo ad opera completata ed approvata.

Vantaggi per l'Amministrazione Pubblica:

  • La coerenza del finanziamento con il piano industriale, perché il processo di costruzione dell’opera ed il suo finanziamento sono raggruppati in un unico procedimento ad evidenza pubblica e la società di leasing ha il massimo interesse a garantire il rispetto delle scadenze e degli aspetti industriali (livello di prestazione, qualità ed affidabilità dell’opera, ecc.) garantendo la copertura totale e puntuale dei costi, sostenuti dall’appaltatore, dato che inizierà a ricevere dalla P.A. i canoni periodici solo a costruzione ultimata ed approvata dalla stessa P.A. (ciò comporta anche tempi certi di realizzazione per lo stesso motivo).
  • L’assenza di rischi: dato che l’opera sarà realizzata “chiavi in mano” col rischio di costruzione attribuito a terzi (la società di leasing) la P.A. non sopporta neanche i rischi “in itinere”, ossia i rischi connessi ad inadempimenti in corso d’opera ed i contenziosi che ne derivassero, in quanto il controllo del processo è affidato alla società di leasing, pur avendo la P.A. un rapporto operativo diretto con il fornitore/costruttore; inoltre gli eventuali servizi accessori (assistenza tecnica, manutenzione ordinaria/straordinaria, coperture assicurative, ecc.) necessari per il mantenimento del bene in perfetta efficienza ed il suo buon funzionamento, sono pure a carico della società di leasing, se previsto nel bando di gara, fino al termine del pagamento delle rate di riscatto, differenza questa con lo strumento “project financing”
  • Ila possibilità di utilizzarlo  sia per la realizzazione di nuove opere che per la riqualificazione/ristrutturazione di opere esistenti.
  • e, ”last but not least”, non è soggetto a valutazioni di “sostenibilità” economica e finanziaria, quindi non è in conflitto col “patto di stabilità”, perché i flussi di cassa derivanti dalla gestione dell’opera in leasing, non devono ripagare i costi sostenuti per la sua esecuzione e la gestione dell’opera, successivamente, al termine del pagamento delle rate di riscatto, viene fatta dalla stessa P.A.

Non intendiamo qui entrare nel dettaglio delle norme che regolano il Leasing in Costruendo (disciplinato inizialmente dalla legge finanziaria del 2007, recepito nel codice degli appalti pubblici  decreto legge 163/06 e articolo 160-bis) e nelle raccomandazioni presentate a più riprese da enti vari (tra cui ANCI) per renderne più chiari alcuni aspetti.
Intendiamo però evidenziare alcuni punti fondamentali che una P.A. deve tenere ben presenti per utilizzare lo strumento nel modo più consono e senza rischi:

  • a base di gara dovrebbe essere posto il progetto completo dell’opera, precisando i requisiti tecnico-organizzativi richiesti al concorrente e le caratteristiche progettuali dell’opera stessa, incluse le prestazioni attese che dovranno essere garantite, ad opera completata
  • il concorrente potrà essere una ATI ( Associazione Temporanea d?Imprese), costituita dalla società di leasing e dal fornitore/costruttore, che dovrà pertanto assicurare il massimo di competenza, know-how specifico, affidabilità e risorse.

Nella preparazione del bando di gara sarà opportuno che la P.A., data la dissimmetria esistente tra le sue competenze specifiche sulle regole che garantiscano la qualità, il rispetto della legislazione esistente in tema di sicurezza e rispetto dell’ambiente, e le prestazioni dell’opera in gioco, e quelle del partecipante al bando (ATI o altro che sia), ricorra all’assistenza di un esperto indipendente o a chi, nelle P.A., ha già usufruito in modo soddisfacente dello strumento, ad evitare che la formulazione del contratto sia troppo sbilanciata a sfavore della P.A.(forse il caso parcheggi avrà insegnato qualcosa).
Nella fase di esecuzione dell’opera e per quanto riguarda il pagamento al fornitore/costruttore, devono applicarsi in toto le regole sugli appalti pubblici, in modo che il pagamento possa avvenire , da parte della società di leasing, solo se autorizzato di volta in volta dal soggetto appaltante (la P.A.).

di Luciano Bavestrelli 


Riferimenti:
Leasing in costruendo, queste le regole” di P. Maroni, G. Esposito e L. Castaldo.


HYPERLINK "http://www.assilea.it" www.assilea.it per un vademecum sul leasing pubblico ed i bandi di gara e la documentazione disponibile relativa a gare aventi per oggetto la locazione finanziaria..
Arcipelago Milano,n° 42- Anno IV: L. Bavestrelli: “Risparmio energetico e finanza pubblica”



 

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