Macroregione: la replica alla dissertazione di Maroni
Lucia Castellano: "La discussione va ricondotta a quanto realmente interessa ai cittadini lombardi"
No ad astratte ingegnerie costituzionali, sì a quello di cui c'è “BISOGNO ADESSO”
Pubblicato: 04/04/2013 20:26:00

Gentile presidente,
la ringraziamo per la sua lunga e dotta dissertazione sul valore che lei, e la sua maggioranza, avete deciso di attribuire al progetto della macroregione.
Ma la situazione economica in cui ci troviamo, e a cui lei stesso ha fatto cenno, ci impone di ricondurre la discussione a quanto realmente interessa ai cittadini lombardi. Non con astratte ingegnerie costituzionali si possono infatti placare la sete di lavoro, di ripresa economica e anche di serenità che attraversa i cittadini lombardi.
Come movimento civico di centro sinistra saremo infatti sempre attenti alle vere e concrete esigenze delle persone, mettendole al centro del nostro progetto, partendo proprio dagli ultimi, da chi fa più fatica ad affrontare la quotidianità in una regione che voi dipingete come eccellente ma che purtroppo tale non è in troppi campi.
Lei sottolinea di aver ricevuto un’eredità importante da chi l’ha preceduta, fa un tributo esplicito al ventennio formigoniano che non può certo vederci politicamente d’accordo.
Partiamo, infatti, da alcune parole d’ordine che lo hanno contraddistinto. Parliamo dalla sussidiarietà, che, mi spiace rammentarlo in questa sede, non è certo un copyright lombardo.
• Qui non è stata inventata, anzi affonda nei principi base di ogni costituzione civile, a partire dai manuali di diritto amministrativo che ci accompagnavano nel corso degli studi in giurisprudenza.
• Ma qui non è neppure stata perfezionata. Se sussidiarietà è portare i livelli decisionali più vicini al cittadino, qui, negli ultimi anni, abbiamo visto una storia che andava proprio all’opposto. I comuni, soprattutto i piccoli comuni (nelle valli, in montagna o nelle pianure), sono stati di fatto soffocati da un neo-centralismo regionale che ha visto uno stato sovrapporsi ad un altro stato, un potere centrale sostituirsi ad uno ancora più accentrato e decisionista.
Se questa è la sussidiarietà che lei intende percorrere, quella che ha portato le decisioni a 36 piani di distanza dal livello del suolo, dove vivono i normali cittadini, possiamo dirle senza timore che non è ciò che le persone chiedono.
Come realtà civica infatti, nel corso della campagna elettorale, ci sono arrivate sollecitazioni che andavano proprio in direzione opposta.
Le richieste sono quelle di dar voce ai territori, di far respirare le autonomie locali, di farle crescere ed essere efficaci. Non occorrono infatti nuove imposizioni dall’alto, ma un lavoro profondamente democratico che ridia fiducia nelle istituzione anche se sono geograficamente più lontane dal centro amministrativo. Non inventiamo quindi livelli di governo nuovi, senza però cambiare le modalità di esercizio di potere. Su quella strada infatti rischieremo solo di deprimere ulteriormente la ricchezza dei territori e soffocare ogni spirito di ripresa di una terra grande come la Lombardia che oggi sta faticando a superare la crisi.
Se poi, nell’eredità positiva che lei ritiene di avere raccolto dalle amministrazioni precedenti, lei conteggia anche l’eccellenza formigoniana, divenuta ormai oggetto persino di parodia televisiva, vorrei anche rammentarle che alcuni modelli degenerativi che hanno contraddistinto questa regione non possono essere certo considerati eccellenti.
Partiamo da uno, semplice ed immediatamente comprensibile: la presenza della politica e dei partiti nelle scelte fondamentali di governo dell’ente. Questo viene spesso riportato sul livello sanitario, con i criteri di nomina dei direttori delle aziende ospedaliere e degli ospedali. Ma, per esperienza personale, vorrei invece cambiare esempio e parlarvi di quanto questo metodo ha danneggiato il sistema delle politiche per la casa in Lombardia.
Vogliamo infatti dire che la gestione delle Aler ha migliorato lo scempio delle politiche abitative in una regione che si vanta di essere eccellente? Vogliamo vedere i criteri di nomina dei consigli di amministrazione, fatti per appartenenza politica e non per competenza, a che stato di prostrazione hanno portato i patrimoni immobiliari pubblici? E’ questa l’eccellenza lombarda? E’ questo il modello a cui lei intende dunque ispirarsi per il futuro? Se questa è la strada, infatti, a poco vale parlare di eccellenza e di buona eredità, ma sono necessarie profonde riforme e un grande lavoro di attenzione e di rigenerazione.
Esiste poi un altro esempio, che porto dalla mia esperienza personale, che mi lascia sempre perplessa quando sento parlare acriticamente di eccellenza lombarda. So che non è competenza regionale, ma comunque deve farci riflettere in termini generali, soprattutto se ci si propone come simboli, che in Lombardia abbiamo sì alcuni esempi di carceri eccellenti, ma esiste anche un caso sanzionato dalla…

Vogliamo quindi metterla in guardia, fin dal suo insediamento, nel non cadere nella retorica, nell’amore per l’autocelebrazione e nell’autocompiacimento che hanno caratterizzato i venti anni che l’hanno preceduta.
I cittadini lombardi richiedono infatti soluzioni concrete e proposte, “hanno” - per parafrasare un grande cantante lombardo scomparso da poco, Enzo Jannacci – “BISOGNO ADESSO”. E credo che si aspettino risposte costruttive ADESSO, politiche serie e non istituzioni chiacchierone e litigiose. Credo che oggi a un lombardo interessi di più una risposta sul lavoro che gli manca, sul figlio che deve studiare ma non può permettersi i libri, sull’assistenza alla madre malata, che discorsi astratti su nuovi livelli di governo infra-nazionale o macroregioni. Credo che desiderino un lavoro serio, costante, anche concorde ove possibile, e soprattutto poco appariscente delle istituzioni per risolvere i problemi che rovinano loro la vita.
Credo che i lombardi chiedano che alcuni punti fermi vengano rispettati: che il “consumo di suolo zero” sia una politica reale, moderna e credibile che risparmi il territorio e non mortifichi però i costruttori, che possono trovare impiego nel recupero di quanto già costruito. Credo chiedano rigore sulla gestione dell’acqua, che deve rimanere pubblica, come sottolineato da un referendum che ha ridato vigore democratico ad un istituto che da troppo tempo soffriva. Credo che chiedano una seria, vera, e rispettosa politica di genere, attenta alle donne come risorsa e non come orpello. Credo chiedano trasparenza, legalità, correttezza e una vita più semplice, e ribadisco, possibilmente serena.
Insomma, tanti temi e tanta necessità di risposte serie e concrete, senza dimenticare il vero motivo per cui tutti noi ottanta siamo qui oggi.
Per servire i cittadini e non per comandarli.
Grazie…

Commenti:
commento di Nicola dD Virgilio lasciato il 09/04/2013 alle 23:23
Grazie, Lucia, sei motore do progresso verso la civiltà. ma il motore ha bisogno della macchina e della strada. Tu hai la bussola ma, come noi, hai bisogno di auguri. So solo dirti grazie per quello che fai, dici, scrivi. Nicola
Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact