Naturale, frizzante e gratis aprono le case dell’acqua
Pubblicato: 27/02/2013 12:11:00

MILANO - Acqua frizzante o naturale, refrigerata e filtrata, da spillare dal distributore aperto 24 ore su 24, gratis. Dopo anni di annunci e rinvii e il boom degli oltre cento erogatori nell’hinterland, apre anche in città la prima rete di case dell’acqua. Cinque impianti in cinque aree verdi milanesi. Il primo, al Parco Formentano di largo Marinai d’Italia, sarà inaugurato venerdìpomeriggio, gli altri quattro nel weekend. Per usufruirne bisognerà identificarsi. Come? Con la tessera regionale dei servizi: una misura anti spreco, dice Palazzo Marino, per non superare il prelievo di sei litri a testa al giorno.
Il senso dell’operazione è «promuovere l’acqua pubblica e la sua ottima qualità come bene comune». Venerdì al Formentano l’inaugurazione del primo impianto alle 16 sarà accompagnata da una piccola festa con “sommelier” a distribuire “Milano blu”, il nuovo marchio creato da Comune e Mm per l’acqua pubblica. Poi sabato via ad altre tre fonti: la più centrale in via Morgagni, nella striscia di verde diventata un frequentatissimo ritrovo dei bocciofili del quartiere, quella al parco Bassi di via Livigno, in zona 9 e un’altra al parco Chiesa Rossa di via San Domenico Savio. Domenica mattina sarà il turno dell’impianto nel giardino Cassina de’ Pomm, tra le vie Zuretti e Gioia.
Di case dell’acqua si discute da anni, a Milano. La giunta Moratti era piuttosto scettica, temeva potessero diventare luoghi di aggregazione, anche notturna, poco sicuri. Ora il cambio di marcia. Gli impianti sono stati realizzati da Metropolitana milanese, che li gestirà. Il costo dell’operazione è di circa 189mila euro, a carico del Comune e con un contributo regionale. Per usarle bisognerà inserire il tesserino sanitario per farsi identificare. E — se in un primo momento si era ipotizzato di far pagare 10 centesimi al litro, proprio in un’ottica antispreco — si è alla fine optato per la gratuità. Dovunque, si potranno prelevare solo sei litri al giorno a testa: una restrizione per evitare che si usi l’acqua per scopi diversi dal bere. Ogni struttura è a norma di legge per i disabili, con un monitor per le informazioni agli utenti e illuminazione notturna a basso consumo. Quattro telecamere sorveglieranno l’area e registreranno eventuali atti vandalici. «È l’inizio di un piano — commenta l’assessore all’Ambiente, Pierfrancesco Maran — destinato a crescere nel futuro».

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