Elezioni Regione Lombardia
Pisapia: "Non lasceremo la Lombardia in mano a chi l’ha portata nel fango"
Il sindaco di Milano: "Maroni è incredibile: promette rivoluzioni e poi vuole Formigoni all'Expo"
Pubblicato: 15/02/2013 14:14:00

MILANO - Quando il Pirellone stava ancora tremando sotto l'urto degli scandali, Giuliano Pisapia invocò una "ribellione civile" dei lombardi. Oggi vede "una Lombardia che ha voglia di cambiare e capisce che solo il centrosinistra e Ambrosoli possono offrire un'alternativa di buongoverno". Perché, rilancia il sindaco di Milano, "non si può e non si deve lasciare la Lombardia in mano alla stessa classe dirigente che ha condotto la Regione nel fango". Lo dice chiamando tutti a una "grande mobilitazione" per una sfida che considera determinante per il Paese. "Nessun voto deve andare disperso", rilancia. Neanche quelli degli elettori che guardano a Monti (per la Regione) o a Ingroia (per il Senato). "Non voglio parlare di voto utile, ma di voto per il cambiamento".


Perché è necessario il cambiamento?

"Ogni volta pensiamo di trovarci di fronte a uno scandalo che non può essere superato e invece scopriamo che c'è qualcosa di peggio. Abbiamo il presidente uscente accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, molti altri assessori imputati, rinviati a giudizio, condannati in primo grado e che hanno patteggiato la loro pena. Ma di questo si sta occupando la magistratura. Credo nella presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva. Ma...".

Ma?
"Il problema è profondamente politico. Ciò che è avvenuto in questi anni è la dimostrazione concreta di una 
 

gestione del potere per fini personali e di un sistema organizzato per favorire gli amici o gli amici degli amici. È l'emblema della cattiva politica, che ha visto la Lega in certi casi complice, in altri silente, certo del tutto corresponsabile del malaffare. La Lega di 'Roma ladrona' è finita a lottizzare i posti di governo e sottogoverno come i partiti della Prima Repubblica. Il ritorno di Pdl-Lega va evitato per il bene del Paese, una sfida per l'Italia che definirei quasi di sopravvivenza".

La Lega di Maroni nel segno della continuità?
"La parabola di Maroni è incredibile. Promette grandi cambiamenti e poi annuncia che Formigoni rimarrà all'Expo come commissario generale, che l'attuale assessore alla Sanità non si cambierà. La verità è che la Lega faceva parte a pieno titolo del sistema di potere che ha retto la Regione. L'accordo con il Pdl è un accordo di potere in assoluta continuità con il passato".

Quanto crede in una vittoria del centrosinistra?
"Sono ottimista, ma è necessaria una mobilitazione generale. Questo voto è di importanza storica perché può cambiare la storia della Lombardia e del Paese. È un'occasione che non possiamo sprecare. In passato, forse, il centrosinistra qui si era 'arreso'. Poi abbiamo vinto a Milano, Monza, Como e in molti altri Comuni. È il momento buono per un ulteriore grande passo avanti. Stiamo parlando della prima regione in Italia per popolazione e forza economica: la sfida elettorale, anche nazionale, si vince o si perde qui. Per questo ci vuole uno sforzo straordinario, nessun voto va sprecato".

Vede il pericolo che, con un'eventuale vittoria del centrodestra, le tentazioni secessioniste della Lega già adombrate da Bossi riprendano corpo?
"La vittoria di Lega-Pdl sarebbe un disastro, porterebbe a un "monocolore verde" che bloccherebbe ogni possibilità di crescita del Nord e, quindi, del Paese. Non ho paura della secessione, ma di un declino inarrestabile del Nord che ci vedrebbe allontanare sempre di più dall'Europa ".

Anche lei fa un appello al voto utile?
"È positiva la scelta - autonoma e libera, senza scambi di poltrone o di favori - di alcuni esponenti politici di votare in modo disgiunto tra Senato e Camera e di appoggiare Ambrosoli anche se scelgono Monti alle Politiche. Altro che inciucio, è libertà, senso di responsabilità, risveglio delle coscienze. Lo stesso vale per Rivoluzione Civile, che appoggia Ambrosoli e che porterà molti che voteranno Ingroia alla Camera a votare centrosinistra al Senato, per impedire l'ingovernabilità. Non voglio parlare di voto utile, ma di voto per il cambiamento, per un programma credibile e per la buona politica ".

Sindaco, ma lei per chi voterà?
"Per il cambiamento, perché mi fido della coalizione e di chi la guida sia in Lombardia che a livello nazionale".

di Alessia Gallione

Fonte: la Repubblica Milano
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