Scuola
Dopo 37 anni approvato il regolamento degli Organi Collegiali delle Scuole d'Infanzia
Alla base una larga partecipazione di tutte le forze in campo
Pubblicato: 23/11/2012 00:19:00

MILANO - Sono orgogliosa che, dopo 37 anni, di fronte ad una realtà di organizzazione pedagogica delle scuole d’infanzia molto diversa da quella del 1975, si approvi finalmente il nuovo Regolamento per l’istituzione degli organi collegiali nei nidi e delle scuole d’infanzia da 0 a 6 anni.
Un bisogno che nasce dal “basso”. Un bisogno chiesto dalle componenti che ogni giorno trascorrono la loro vita genitoriale e/o lavorativa nelle scuole d’infanzia.
Un bisogno accolto con entusiasmo. E così è partito un gruppo di lavoro. Un gruppo composto da tutte le componenti presenti nel mondo scuola: genitori, presidenti di Polo, scelti democraticamente tra tutti i presidenti di Polo a Milano, PO, educatrici e funzionari del Comune di Milano, che hanno lavorato fin dallo scorso novembre, volontariamente e gratuitamente, per mesi per permettere la realizzazione di questo regolamento.
Il lavoro è stato lanciato attraverso un’assemblea cittadina plenaria di tutte le scuole d’infanzia di Milano, la prima esperienza credo in assoluto nella nostra città, per entrare nel merito del tema ed iniziare ad analizzare bisogni, esigenze e problematicità.
Poi il gruppo di lavoro ristretto è entrato nel merito del regolamento stesso. Fino ad arrivare in Commissione Educazione, alle zone per avere dei pareri costruttivi e non solo formali, oggi in Consiglio proprio nelle giornate sui diritti dell'infanzia.
Quindi un regolamento largamente partecipato da tutte le presenze sul campo.
Una nuova organizzazione degli organi rappresentativi che esalta e si focalizza su:

  •  Una forte rappresentatività–tutte le unità educative sono rappresentate nei Consigli delle Unità Educative, non solo le materne e nidi comunali, ma anche gli accreditati
  •  Una forte presenza sul territorio – essendo passati a 80 poli si può essere più capillari e interpreti delle piccole realtà e delle singole esigenze educative
  •  Un’ organizzazione che permette grande presenza sul territorio; nel piccolo, con le Unità Educative, ma anche con una struttura più snella, rappresentativa di tutte le singole realtà delle varie  zone di Milano , in continuo raccordo con l’Amministrazione e l’Assessorato della Rappresentanza cittadina
  •  Maggior autorevolezza al ruolo dei rappresentanti anche attraverso la rappresentanza cittadina, un organismo consultivo che entrerà nel merito alle politiche educative della città facendosi  carico di riportare proposte, suggerimenti o quant’altro.
  •  Una forte trasparenza, snellezza e tempestività delle comunicazioni tra le parti, dalla pubblicazione degli atti più semplificata e innovativa; forme di comunicazione via telematico; il passaggio  delle consegne tra i componenti uscenti dai Consigli di Unità Educativa a quelli nuovi, per permettere un accompagnamento di quanto fatto in precedenza;
  •  Un’organizzazione allargata alla partecipazione agli organi ufficiali anche ai cittadini non della UE  (paradossale era la situazione per cui se si fosse trasferita a vivere a Milano la Sig.a Michelle Obama, non avrebbe potuto essere eletta come rappresentante di sezione ),

Desidero quindi ringraziare tutti quanti hanno dedicato il loro tempo per raggiungere questo obiettivo. 

di Elisabetta Strada - Presidente Commissione Educazione Istruzione

Ebook_antonucci
Comunicati stampa
25/03/2015 23:31 - LAVORO AGILE. UNA GIORNATA SPECIALE IN 300 UFFICI DA MILANO A CATANIA
25/03/2015 23:30 - SALUTE. FARMACIE COMUNALI APERTE PER ESAMI GRATUITI AI MILANESI
25/03/2015 23:30 - AMBIENTE. IL COMUNE ADERISCE ALL’INIZIATIVA “EARTH HOUR”
23/03/2015 21:30 - CONSIGLIO COMUNALE. DIMEZZATO IL NUMERO DELLE BENEMERENZE CIVICHE
23/03/2015 21:29 - MILANO. PISAPIA: "GRAZIE A CHI MI HA ESPRESSO STIMA E APPREZZAMENTO"
Mostra tutti i comunicati
I nostri link
Tag cloud
Cerca negli articoli
Mailing list
Rss
Movimento Milano Civica
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact