Mobilità
Le piste ciclabili a Milano: diamoci da fare…
Sono previsti nei prossimi anni 95-100 nuovi chilometri di percorsi riservati ai ciclisti
Pubblicato: 09/10/2012 22:46:00

MILANO - Indubbiamente, in tema di piste ciclabili, la nostra città non è in alcun modo al livello delle capitali europee, quali Amsterdam, Berlino, Vienna, né per quanto riguarda l’effettiva presenza delle piste ciclabili nella rete cittadina né per una cultura di rispetto del ciclista ed un conseguente incentivo all’uso della bicicletta. 
E’ una questione certamente di abitudine sociale, ma anche, direi, di configurazione architettonica della nostra città.
Milano ha pochissime aree verdi rispetto agli edifici ed al numero di abitanti ed ha soprattutto una ristrettezza di spazi fisici (viali, controviali, marciapiedi) che rende davvero complesso pensare ad un circuito di piste ciclabili completo in tutta la città.
Ciò detto, occorre, pur con i limiti fisici evidenziati, fare molto di più a livello di indirizzo politico e l’attuale Giunta, quantomeno sul piano programmatico, mi è sembrata molto sensibile al tema.
Poi, dovremo valutare i risultati.
E’ stato elaborato, nei primi mesi di azione della Giunta Pisapia, un «Piano per la mobilità ciclistica 2011-2016» che prevede la costruzione, nei prossimi anni, di 95-100 nuovi chilometri di percorsi riservati esclusivamente ai ciclisti.
Con una scaletta molto dettagliata di priorità (si parte dall'itinerario centrale Castello Sforzesco – Duomo – Corso Monforte, già finanziato dalla precedente amministrazione comunale) e nuovi criteri per favorire la mobilità delle biciclette verso luoghi di lavoro e scuole. 
La stima dei costi, come sempre in questo periodo, rappresenta il punto critico del progetto: serviranno poco più di 30 milioni di euro da qui al 2016, ma saranno certamente soldi ben spesi e soprattutto fonte di risparmio sia da un punto di vista della qualità della vita e della sicurezza dei cittadini, sia per quanto riguarda la velocità dei mezzi pubblici ed il congestionamento del traffico.
Oggi i chilometri di piste/corsie ciclabili a Milano sono 135 (110 su strada, il resto nei parchi), ma pongono degli evidenti problemi di funzionamento e gestione che spesso inducono i ciclisti ad utilizzare la carreggiata tradizionale per i loro spostamenti.
Molte piste ciclabili, infatti, sono poco segnalate ed essendo radenti all’arteria urbana non sono particolarmente sicure; inoltre, in alcuni casi, sono ostruite dalle auto in sosta, rendendo così davvero vano il concetto di pista riservata alle biciclette.
Occorre quindi, anche in questo caso, predisporre piste “protette”, ad esempio da marciapiedi o da alberi, che possano davvero rendere tranquillo il percorso del cittadino ciclista ed anche abbellire la configurazione urbanistica della nostra città.
Non solo.
Sempre nell’ottica della diffusione della cultura ciclistica, ad oggi molto poco presente in Italia, è necessario implementare la possibilità di trasporto della bicicletta sui mezzi pubblici: in alcune carrozze della metropolitana è oggi possibile, ma a condizioni particolari e con grandi difficoltà per l’utente che spesso si trova rallentato in una complessa burocrazia organizzativa e preferisce lasciar perdere.
Altra questione: i parcheggi per biciclette nei punti nevralgici della città spesso sono assenti, molto limitati e poco sicuri.
Anche queste strutture dovranno essere potenziate, sempre nell’ottica di quella sensibilizzazione alla cultura ciclistica –che è poi cultura ambientale- di cui si parlava in precedenza.
Insomma, gli spunti di lavoro sono moltissimi, ma io credo che valga fortemente la pena investire su tale forma di mobilità, oggi in particolare considerando il traffico cittadino, la crisi ambientale, il costo del carburante e la crisi economica.
Lo chiedono quelle migliaia di cittadini (soprattutto giovani e donne) che ogni giorno utilizzano la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro o di studio, spesso accompagnando anche bimbi piccoli e che rischiano ogni giorno la propria sicurezza per colpa di un traffico senza scrupoli, di automobilisti irrispettosi delle regole e di strade mal manutenute.
Credo, da ciclista appunto, che la politica locale debba davvero prendersi a cuore tale problematica che coinvolge da vicino tutti e ciascuno di noi.

di Ilaria Li Vigni
















 

Commenti:
commento di Stefano lasciato il 01/12/2012 alle 21:44
Milano ha larghissimi viali e spazi, si sarebbero potute costruire autostrade ciclabili, se solo fosse esistita una reale volontà, altro che strade strette. Diciamo piuttosto che è il codice della strada indegno di stare in Europa, che ruota tutto e solo intorno alle 4 ruote, centrato e basato sulle auto. Le bici in Europa vanno giá ovunque, specie contromano, con tanto di cartelli che ne autorizzano il transito anche col divieto, ma qui siamo all'età ciclabile della pietra
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