Moda
La "milanese" Miuccia Prada alla Fashion Week parigina
Va controcorrente e auspica un ritorno delle griffes italiane a Milano
Pubblicato: 03/10/2012 18:38:00

Miuccia Prada ha presentato a Parigi la sua linea Miu Miu, una collezione assolutamente moderna e dissacrante, l'esatta antitesi di quelle viste finora sulle passerelle, tutte all'insegna del più scontato revival. Benché tutte le Maison avessero avuto la possibilità di rinnovarsi avendo assoldato nuovi stilisti, persino Hedi Slimane, il più trasgressivo, non è riuscito ad andare più in là di una riedizione in total black della moda '70 di Yves Sain Laurent resa immortale da Verushka. 

"Si è fatto tanto gossip sul far rivivere i couturier, mentre io preferisco parlare di voglia di rottura", confida qualche minuto prima dello show riferendosi appunto ai recenti corsi delle maison storiche in mano a nuovi stilisti. "Io, invece, ho come un rifiuto per la nostalgia, per i fasti di ieri. Per questo, ho creato una collezione elegante ma tutta sbagliata".

Furba, intelligente, immancabilmente pungente: è il perfetto riflesso degli abiti che si ammirano in passerella, creazioni che possiedono quell'atteggiamento della borghesia milanese che fu, a cui veniva insegnato di sorridere con garbo ed educazione, per poi fare tutto il contrario di quello che era stato insegnato. Il risultato finale, però, è così moderno e coerente da ergersi sopra tutto quello visto finora: troppi preferiscono giocare sul sicuro invece di capire che la moda e il suo mercato sono soprattutto un investimento sull'insicurezza.

L'eleganza inappuntabilmente sbagliata di questa collezione è quindi un'altra risposta spedita dall'Italia alla Francia, ma anche all'Inghilterra e all'America, per ribadire quanto il nostro paese e i suoi stilisti siano forti, rilevanti, influenti e determinanti in un momento in cui troppi addetti ai lavori attaccano il sistema italiano e la sua settimana della moda con ogni tipo di meschino stratagemma.

"Dal canto nostro", commenta a riguardo Miuccia Prada, "dovremmo imparare innanzitutto a promuovere meglio la vita culturale di un centro nevralgico come Milano. In secondo luogo, poi, ci vorrebbe un'organizzazione che sovrintenda gli stilisti in maniera più competente e incisiva, come vedo succedere per esempio nel team di Pitti Immagine capitanato da Raffaello Napoleone, che riesce ad attirare, tra le altre cose, i migliori talenti stilistici internazionali sul suolo italiano. Infine, trovo che molti designer famosi italiani che oggi fanno show a Parigi, potrebbero tornare a sfilare a Milano. Sarebbe un aiuto per tutti".

In questo non si può che darle ragione, soprattutto se fosse lei per prima, con Miu Miu, a tornare a sfilare a Milano per spostare l'ago della bilancia dalla Francia all'Italia.

Fonte: D web
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