Cronaca di un incontro indimenticabile
Il Dalai lama incontra gli studenti delle università milanesi al "dal Verme"
Nella testimonianza di Giuliana Nuvoli
Pubblicato: 27/06/2012 08:56:00

MILANO - Sono le 13.30 e il Dalai Lama entra in un teatro gremito sino all’ultima poltrona. Pochi professori, nelle prime due file: poi solo loro, gli studenti, che erano in fila da ore, per questo incontro.
Apre il Prorettore dell’Università degli Studi, Elio Franzini, ricordando come l’insegnamento di Sua Santità superi le barriere delle religioni e delle ideologie, per dar vita ad un’etica laica che possa accumunare tutto il genere umano.
Virtù primaria la compassione, esordisce il Dalai Lama; una virtù che ci spinge a ricercare il benessere altrui: la ragione senza compassione non produce alcun bene. Conoscenza ed etica sono gli strumenti con cui i giovani possono migliorare il mondo: e si riferisce ad ogni tipo di conoscenza, a tutte le scienze e a tutti i saperi. La religione può aiutare; è una strada che può cogliere il senso profondo di un’etica laica, per tutti: ma non è la sola.
Mentre l’interprete parla, Sua Santità guarda intensamente il pubblico e ricorda come il periodo più felice della sua vita sia stato l’adolescenza. Poi, a 24 anni, tutto cambiò: egli dovette lasciare il suo paese e iniziò a conoscere la vera violenza.
Noi e gli altri: è una contrapposizione sbagliata che si nutre di violenza e violenza genera. Nella seconda metà del XX secolo è una percezione che ha iniziato a cambiare, sia a livello individuale che di nazione. Il senso della nazione, molto forte nel primo Novecento, spingeva i singoli popoli a pensare al limitrofo come nemico. Ora le cose sono cambiate: le nuove generazioni pensano all’altro come “vicino”: questo è un segnale forte che fa ben sperare per un futuro, anche se ancora lontano, di pace.
Nel secondo Novecento si è attenuato anche il divario fra scienza e spiritualità, come si percepisce nella medicina, che ha preso atto di una relazione indissolubile fra corpo e anima. L’umanità è migliorata perché le menti degli uomini si sono aperte. Anche la regina madre d’Inghilterra, ricorda, dichiarò, già molti anni addietro come il mondo le paresse infinitamente migliorato, in particolare in riferimento alla cultura dei diritti degli esseri umani.
Certo, la strada è lunga e irta di ostacoli, ma nei momenti difficili ci sono due strade: se il momento è troppo difficile ci si può demoralizzare e restare paralizzati oppure la difficoltà si muta in opportunità per trovare vie migliori. Basta osservare quello che accade da più punti di vista.
La sua generazione ormai sta passando, la nuova generazione ha opportunità di cambiare il passato, e il XXI secolo avrà forma dai giovani che dovranno sforzarsi a rendere migliore questo mondo, portando, sopra tutto la pace. E come svilupparla? Di nuovo guarda intensamente i giovanissimo pubblico e ricorda come essa nasca da uno stato di pace interiore dell’individuo; non resta che fare uno sforzo in questa direzione, prestando più attenzione ai valori dell’etica secolare. Tutto deriva dalla pace della mente, anche la salute fisica. Per questo è necessario imparare a tenere le emozioni negative lontano da sé: la paura, l’odio, la rabbia…. Anche perché – e troppo spesso ce lo dimentichiamo – le emozioni sono l’elemento fondamentale della vita dell’uomo, quello che ci permette la conoscenza e che ci suggerisce il comportamento corretto con il nostro prossimo, quello dettato dalla compassione.
Con grazia risponde alle domande degli studenti e sorride del loro essere emozionati e, per questo, rigidi: "Siate più morbidi e liberi…. Lasciate da parte le regole che ingessano e le abitudini che induriscono… ". Poi, con assoluta naturalezza, tira giù dal divano i suoi piedi coperti da terribili calzini marroni e si rimette le scarpe che avevano fatto bella mostra di sé per tutto il lungo incontro. Ma, prima di allontanarsi dal teatro, viene nella mia direzione e mi stringe le mani: le sue sono piccole, dure, essenziali: non le dimenticherò mai.

di Giuliana Nuvoli, professore di Letteratura Italiana nell'Università degli Studi di Milano.

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