Indagine Ipsos
Il senso civico dei milanesi: oltre i sondaggi, le prospettive future
Un cambio di mentalità che recupera l'etica dei singoli individui
Pubblicato: 21/02/2012 00:36:00

Iniziamo con il fornire una definizione lessicale il più semplice possibile di “civismo”, base dello statuto del Movimento Milano Civica e termine che si sente sempre più spesso, quale alternativa al sistema politico dei tempi passati.
Si definisce civismo, l’origine è evidentemente romana, quell’insieme delle virtù proprie di un buon cittadino.
Il civismo è una visione della vita politica alternativa al sistema dei partiti che si propone di unire gli abitanti di una collettività intorno ai valori positivi della vita associata, aggregando individui che, provenienti da diversi ambiti sociali, collaborano per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela ed alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità.
Logicamente connesso al concetto, quello di “senso civico”.
Una recente indagine della Ipsos, denominata “Il senso civico dei milanesi 2012”, presentata nei giorni scorsi dalla Giunta Comunale e da alcune tra le più note associazioni cittadine in tema di sicurezza, edilizia, ambiente e territorio, ha fornito alcuni esiti davvero sorprendenti che affronteremo insieme.
Tra i comportamenti che i cittadini sentono come maggiormente riprovevoli per la collettività si colloca nettamente al primo posto l’evasione fiscale (34%), seguita dall’offerta di denaro per ottenere favori (29%), dall’assenza del lavoro per falsa malattia (9%), dalla mancata restituzione di oggetti di valore trovati per strada (8%), dall’abbandono di rifiuti in luoghi pubblici (5%) e dal mancato acquisto del titolo di viaggio sui mezzi pubblici (3%).
Ora, tali dati sono a mio avviso da leggere in una duplice chiave interpretativa.
Anzitutto, paradossalmente, il comportamento ritenuto “meno civico”, quale l’evasione fiscale, è anche quello potenzialmente più frequente ed a maggior tasso di commissione.
Ciò può voler dire due cose: o che il singolo cittadino, quando risponde a ad un sondaggio, pur qualificato come quello di Ipsos, vede “la pagliuzza negli occhi degli altri e non la trave nei propri”, additando pubbliche evasioni, ma evadendo a sua volta; ovvero che il comportamento di chi non dichiara tutti i propri redditi si sta davvero insinuando nell’opinione pubblica come danno per la collettività intera, sia con riferimento ad un peggioramento dei servizi comuni sia per quanto riguarda l’aumento dell’imposizione fiscale per chi le tasse le paga.
Chi scrive è convinto che la seconda chiave di lettura sia un elemento di indubbia speranza, soprattutto in un contesto socio-politico come quello attuale, con le difficoltà economiche e sociali davanti agli occhi di tutti.
E’ proprio in un momento quale quello che stiamo vivendo che, oltre al civismo delle comunità locali si deve davvero recuperare quei concetti, tralaltro strettamente connessi, di “trasparenza nella Pubblica Amministrazione” ed “etica del singolo individuo” che sono stati un po’ accantonati negli scorsi decenni di “boom economico”.
Non devono essere concetti vuoti e retorici, confinati nei dibattiti politici, nelle conferenze universitarie o nei pulpiti delle chiese, ma devono entrare a far parte del bagaglio personale di ciascuno di noi, esempio virtuoso per la comunità cittadina.
La vera scommessa è che questa “virtù” - fatta di pagare le tasse, pagare il biglietto del tram, chiedere la ricevuta al ristorante, rispettare gli iter pubblici senza favoritismi, ma anche di guidare con prudenza, non passare con il rosso e cedere il posto sul tram…in ordine sparso!- non è da vedersi come comportamento minoritario, debole, vituperato e quindi svantaggioso, ma come miglioramento per la vita di tutti i cittadini.
Facciamo sì, insomma, che questo sondaggio che vede i milanesi così “critici” nei confronti di determinati comportamenti non sia un esempio, molto all’italiana, di “vizi privati e pubbliche virtù”, ma davvero un punto di partenza per il miglioramento della sensibilità civica della nostra città e di coloro che in essa vi abitano.

di Ilaria Li Vigni
 

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