Parla Davide Corritore
La sfida dell'Amministrazione Pisapia: risanare il Bilancio e rilanciare lo sviluppo
Difficoltà e progetti per la Milano del futuro nelle parole del City Manager
Pubblicato: 05/02/2012 16:20:00

Davide Corritore, 51 anni, un passato da manager nella finanza e nei servizi, completo grigio e aria gentile ma decisa. Ci appare sereno, malgrado il difficile compito di portar Milano fuori dalle secche della crisi e della pesante eredità degli ultimi diciotto anni.. Si viene subito al dunque, affrontando problemi che fanno tremare un po’ i polsi.

D: Innanzitutto, qual è la situazione? Gran parte della preoccupazione di molti nasce da questa cifra, da poco circolata, di 580 milioni di disavanzo del Comune per il 2012. Dopo che abbiamo visto il buco da 300 milioni per il patto di stabilità dell’anno scorso, tamponata dalla vendita di una quota della Sea. E dopo anche un 2010 in cui solo la spremitura delle partecipate comunali ha consentito, all’amministrazione guidata da Letizia Moratti, di far quadrare i conti. Che cosa sta succedendo al bilancio comunale?.

R: Succede che il comune di Milano, al pari di molti altri comuni, ha ormai da cinque anni una crescita strutturale e progressiva del proprio deficit di parte corrente, ovvero della differenza negativa tra entrate e uscite correnti, e queste ultime sono i servizi che diamo alla città, da quelli anagrafici fino ai sociali. Questo sbilancio, che per una famiglia vorrebbe dire lo squilibrio tra il reddito e le spese necessarie, è in accelerazione.

I numeri sono clamorosi. Nel 2007 il deficit era di 147 milioni di euro, l’anno dopo passa a 190, nel 2009 siamo a 228, nel 2010 a 268, nel 2011 a 300. Questo per l’ultimo quinquennio. Si vede la strutturalità e l’accelerazione. Proiettato sul futuro il deficit va ancora peggio. Senza interventi, inerzialmente, nel 2012 stimiamo 580 milioni, che diventeranno quasi 600 nel 2013. E così via.

La ragione di questa crescita? Sta anche nell’effetto della crisi del debito pubblico e di uno stato centrale che ha drenato risorse dai comuni, talvolta con scelte anche improvvide. Tagliando i trasferimenti agli enti locali e insieme togliendo in passato alcune imposte, come l’Ici, che prima erano locali. Questo minor afflusso di risorse ha contribuito molto alla crescita del deficit. Un fatto nazionale, non milanese.

Però c’è da dire che Milano non ha mai affrontato davvero seriamente questo disavanzo. Ogni volta che si manifestava il deficit, scattava la ricerca degli strumenti per mettere in qualche modo  - omissis -  cotinuate a leggere l'intervista sul sito http://www.partecipami.it/infodiscs/view/7340

Fonte: www.partecipami.it
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