E' già costato un milione e 140mila euro
Al posto delle case per studenti il nuovo ecomostro in Mecenate
I residenti protestano per i ruderi e per lo stato di completo degrado di tutta la zona. Ma soldi e imprese sono spariti
Pubblicato: 12/12/2011 17:47:00

Resta la gru, immobile da più d’un anno. E sotto, lo scheletro di un palazzo cresciuto solo fino al primo piano, con i tondini ormai arrugginiti che fuoriescono dai pilastri. Tutt’intorno, una vegetazione fitta di erbacce. E rifiuti, acquitrini putridi, bottiglie e polistirolo. È il nuovo ecomostro di Milano. Si trova in via Malipiero, vicino a via Mecenate. Doveva essere una struttura residenziale universitaria: per questo era stata finanziata nel 2006 dalla Regione con un milione e 140mila euro. I soldi, invece, potrebbero essere finiti in conti accesi nella Repubblica di San Marino e da qui chissà dove: uno degli imprenditori coinvolti nell’operazione, Stefano Raccagni — coinvolto in varie inchieste e sospettato di contatti con personaggi della mala — è sparito in Thailandia e si è visto confiscare dai carabinieri della sezione misure di prevenzione del tribunale tutti i beni, comprese le quote nella Malipiero srl, che doveva realizzare l’immobile. E ora in via Malipiero restano i ruderi.

«Abbiamo avvisato vigili urbani e polizia: lì entra ed esce chiunque, abbiamo paura», dice l’inquilina di un palazzo di via Trani che dà sul retro del cantiere. Preoccupati anche i genitori della piscina Samuele, molto frequentata anche di sera. Marco Cormio, consigliere comunale del Pd, è stato sul posto. «Il materiale di scavo — spiega — è stato abbandonato in un terreno vicino, una montagna di quindici metri che disturba il quartiere».

Per evitare che il terreno si trasformasse in una discarica — cosa che in parte è già successa — a inizio del 2011 l’area è stata chiusa dai vigili con new jersey in cemento. «Ora abbiamo chiesto all’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris di intervenire», continua Cormio. «Stiamo cercando di contattare il liquidatore — assicura a sua volta l’assessore — per vedere cosa si può fare».

La priorità ora è evitare che il degrado s’incancrenisca. Che il cantiere si trasformi, cioè, in una delle tante eterne incompiute dell’edilizia cittadina, come l’albergo costruito a Ponte Lambro per i Mondiali di Italia 90, mai ultimato e solo ora destinato all’abbattimento. Ma sembra ormai andato in fumo un progetto che avrebbe dovuto soddisfare la fame di alloggi degli universitari: il bando, proposto nel 2005 dalla società Globus srl, prevedeva una struttura da 110 posti, ai quali si aggiungevano i box, a disposizione anche dei residenti, alcuni dei quali hanno già versato gli anticipi.

Nel 2009 alla Globus subentra la Malipiero, già infiltrata, tramite società affidate a prestanomi, da Raccagni. Lo stesso anno, però, il tribunale sequestra le quote riconducibili al faccendiere e l’anno dopo dichiara fallita un’altra società, dietro la quale si cela sempre Raccagni, che era riuscito a ottenere, per le sue attività, i finanziamenti di Banca Intesa San Paolo. Una sentenza, ora, dichiara il “difetto di buona fede” nei confronti dell’istituto che ha erogato il mutuo e cancella l’ipoteca sugli immobili. E giudici scrivono: «Raccagni può contare sulle prestazioni di notai, avvocati e funzionari di banca...».

di Davide Carlucci e Franco Vanni

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/ecomostro-26409475/
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